Il mio capitano
Ci sono campioni che vincono. E poi ci sono campioni che cambiano la storia del calcio. Franco Baresi apparteneva alla seconda categoria. Ne parla Gazzetta.
Con la sua scomparsa, a 66 anni, il calcio italiano perde uno dei suoi simboli più grandi. Il Milan perde il suo capitano eterno. E gli appassionati salutano un difensore che ha rivoluzionato il modo di interpretare il ruolo.
Dal "Piscinin" alla leggenda
Per tutti era semplicemente il "Piscinin", il più piccolo dei fratelli Baresi. Arrivò al Milan giovanissimo e da lì non se ne andò più, scegliendo di restare anche nel momento più difficile della storia rossonera: la retrocessione in Serie B. Mentre altri avrebbero scelto la strada più semplice, lui rimase. Da capitano. Da uomo simbolo. Da bandiera.
Una scelta che lo ha reso ancora più grande agli occhi dei tifosi.
Il capitano che ha vinto tutto
Con il Milan ha conquistato praticamente ogni trofeo possibile.Scudetti, Coppe dei Campioni, Coppe Intercontinentali, Supercoppe: un palmarès straordinario costruito senza mai perdere umiltà, stile e senso di appartenenza.La fascia di capitano sul suo braccio non era soltanto un simbolo. Era il riflesso della sua personalità. Guidava con gli atteggiamenti, con l'esempio, con una professionalità che ancora oggi rappresenta un modello.
Il supereroe del Milan di Sacchi
Arrigo Sacchi costruì una delle squadre più forti della storia anche attorno a lui.
Baresi era il cervello della linea difensiva, il regista senza pallone, il giocatore capace di comandare il fuorigioco con una precisione quasi scientifica.
Velocità di pensiero, letture perfette e un'eleganza rara lo hanno trasformato nel punto di riferimento di una generazione.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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