Bucchioni: “Spalletti, ecco tutti i giocatori che vuole per firmare. La Juve rimonta, 3 a 3 col carattere. Gasp sbaglia i cambi, la Roma butta via il colpo Champions.”
Il collega Bucchioni su Tmw: La Juve ha strappato alla Roma un pareggio disperato e preziosissimo che ha dimostrato ancora una volta l’importanza di Spalletti con le sue scelte e con il carattere che ha dato a una squadra che adesso non molla mai.
Non a caso la Juve vuole la firma dell’allenatore il prima possibile, già in settimana inizieranno i colloqui per il rinnovo del contratto in scadenza a giugno. John Elkann è stato chiaro, l’input per i manager è arrivato: c’è solo lui per la panchina bianconera. Sul piatto un biennale a cinque milioni l’anno. Tutto fatto, dunque? Non proprio.
Spalletti è ben contento di restare alla Juventus, ma firmerà soltanto se i piani e le ambizioni della società saranno chiari e in linea con quello che ha in testa. Non date tutto per fatto o per scontato.
Ma cosa vuole Spalletti?
Molto banalmente giocatori da Juventus. In questi anni difficili lo abbiamo detto e scritto mille volte, i dirigenti bianconeri che si sono succeduti hanno speso tanto, ma hanno speso male. Sono stati comprati giocatori non all’altezza, non è stata costruita una squadra, banalmente sono stati riempiti degli spogliatoi. Alcuni si sono dimostrati tecnicamente non all’altezza, altri caratterialmente non pronti. Spalletti ha impiegato un secondo a capire, i giocatori da Juventus hanno un dna particolare, non sono soltanto campioni, ma devono avere personalità e caratteristiche giuste. Le squadre si fanno mettendo assieme giocatori che stanno bene con gli altri, si compendiano, e tutti devono essere in grado di sviluppare il gioco che l’allenatore ha in testa. Oggi non succede. In questi mesi di lavoro la Juve è cresciuta nel suo essere squadra, Spalletti ha cercato di dare una identità, ha fatto crescere dei giocatori, ha dato soprattutto carattere, ma i limiti restano tali e s’è visto anche ieri sera.
Ecco allora le richieste che passano attraverso almeno quattro giocatori fondamentali che dovranno costituire l’asse della sua squadra: portiere, difensore che sappia far ripartire l’azione, centrocampista di gamba e gol, centroavanti.
Si comincia ovviamente dal portiere. Dopo Di Gregorio, anche Perin ha mostrato i suoi limiti, ieri sera poteva far meglio in almeno due gol. Spalletti prenderebbe volentieri Meret, il suo portiere dello scudetto napoletano. Ma l’identikit potrebbe portare anche a qualcuno più bravo con i piedi. Per il difensore se pensate a Kim non sbagliate. Serve un giocatore in grado di aggredire alto per poter giocare il calcio che Spalletti ha in testa, recupero e ripartenza veloce.
Fondamentale è un centrocampista di grande personalità. La crescita di Locatelli potrebbe far pensare a uno di gamba e non al play tecnico che l’allenatore ha sempre avuto nelle sue squadre. Vedremo. Davanti serve un attaccante che attacchi la profondità, ma che sappia anche far reparto da solo, tenere palla, aprire spazi agli inserimenti. Kolo Muani piace, Osimhen è una soluzione troppo costosa, si ragiona con Vlahovic.
Il centroavanti è il vero flop del mercato di Comolli. David e Openda, ecco due giocatori non da Juve per ragioni diverse.
E così torniamo al tre a tre di ieri sera. David un altro disastro vero. Ma un centroavanti che non ha tirato in porta in sedici delle partite che ha giocato, di cosa parliamo?
Non solo David. Contro la Roma si sono visti i limiti e i difetti di molti, come dicevamo prima. La Roma ha giocato meglio, ha fatto sempre la partita. Troppi gli errori in impostazione dei bianconeri, ma anche in fase di copertura fra posizioni da tenere e timidezze nelle marcature. La Juventus l’ha recuperata nel finale grazie alle mosse disperate, al furore e al solito Gatti che non è un fenomeno, ma è uno che dà sempre più del massimo.
Spalletti deve ringraziare anche Gasp che non ha gestito bene i cambi. Sul tre a uno la partita andava congelata. E’ stato un errore cambiare l’assetto difensivo a pochi minuti dalla fine senza infoltire il centrocampo. Uno come El Shaarawy, ad esempio, avrebbe fatto comodo per la doppia fase. Oppure Dybala per tenere palla.
Pericolo scampato per la Juve, a meno sette dalla Champions sarebbe stata durissima anche psicologicamente dopo l’eliminazione europea. Occasione invece sprecata per la Roma che avrebbe messo il quarto posto in mezza tasca.
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