Bucchioni: “L’Inter non vince più, è allarme rosso”
Il collega Bucchioni su tmw: L’Inter non riesce più a vincere, ora i segnali di crisi sono forti e chiari, l’allarme è rosso con il Milan a sei punti e il Napoli a sette quando mancano ancora otto partite. Tante. Tutto può succedere e quello scudetto che fino a poche settimane fa sembrava blindato sta diventando a forte rischio.
Diciamo la verità: l’Inter è sparita dopo l’eliminazione dalla Champions con il Bodo e il Derby è stata un'ulteriore mazzata psicologica. Gli errori arbitrali ci sono stati, ma non ci si può attaccare a situazioni che hanno coinvolto più o meno tutte le squadre. Il problema è l’Inter che non riesce a gestire le partite, non sa più giocare da squadra dominante, compatta nelle due fasi, è lenta, prevedibile, a tratti banale, con il crollo verticale del rendimento di alcuni giocatori chiave come Thuram o Di Marco, ma anche le difficoltà di Barella e Dumfries al ritorno. Di tanti. O di un Bonnie troppo molle quando è entrato.
Contro la Fiorentina tutti questi problemi sono stati ancora più evidenti, neppure mascherati da un gol regalato dai viola dopo quaranta secondi. Una squadra vera come dovrebbe essere l’Inter, su quel gol costruisce un patrimonio, sta compatta, gestisce la palla con calma e intelligenza, fa scoprire gli avversari e cerca di chiuderla in ripartenza. L’Inter invece s’è fatta cogliere dalla frenesia, s’è allungata, ha perso palle banali e duelli individuali, ha lasciato rientrare in partita la Viola concedendo spazi e mostrando molti limiti. Chivu non ha trovato soluzioni. Thuram era fuori partita, è stato cambiato tardi.
Sarebbe stato un problema mettere Frattesi sottopunta per portare a casa un risultato fondamentale?
Oppure cambiare modulo passando al 4-4-2 per occupare meglio gli spazi? Niente di niente, cambi ruolo su ruolo e stop.
Il gol in avvio è stato paradossalmente uno svantaggio, ha dato la sensazione inconscia di aver già vinto la partita. Non da grande squadra. E nessuno si attacchi alla assenze importanti di Lautaro o Bastoni, la panchina è lunga.
Ma è proprio la scarsa reattività dei giocatori, la sensazione che siano finite le energie mentali e forse anche fisiche, la lucidità, la cosa che deve far pensare.
E’ la sindrome del fallimento?
Il tarlo dei cinque obbiettivi tutti falliti l’anno scorso è tornato nello spogliatoio portando frustrazione? Non lo so.
Il problema allenatore però non può non essere affrontato. La scarsa esperienza di Chivu sta diventando un fattore proprio nella gestione delle difficoltà. Abbiamo elogiato il giovane allenatore all’inizio della stagione quando era riuscito a rimotivare il gruppo, ha dato vita a un'interessante gestione compreso il turn over, ha cambiato qualcosa del calcio di Inzaghi, poi però alla lunga ha mostrato i suoi limiti tattici contro grandi squadre con grandi allenatori in Champions e in campionato, non è un caso che abbia perso quasi tutti gli scontri diretti.
Inaccettabile è stata poi la gestione della doppia sfida con il Bodo e la formazione scelta all’andata.
L’Inter è ancora, ovviamente, la favorita per lo scudetto e probabilmente lo vincerà, ma sull’operato dell’allenatore Marotta e Ausilio devono pensare molto bene. E’ vero che c’è pure un organico da rivisitare parecchio, ma se l’Inter vuol essere veramente protagonista in Europa forse questo Chivu non basta. E non ritorno sul discorso Fabregas, non era un caso…
Infatti, il primo a impaurirsi nelle difficoltà, a non trovare soluzioni anche ieri, a non avere coraggio è stato proprio l’allenatore. Certamente l’Inter non guarda più le partite con la faccia di due mesi fa e le subisce.
Ha subito anche la Fiorentina che ha meritato il pareggio, ha giocato meglio proprio come squadra, come movimenti complessivi, come aggressività. Nonostante i limiti di una squadra ancora alle prese con la lotta salvezza, tecnicamente inferiore ai nerazzurri e per di più reduce dalla Conference di giovedì sera. La Viola ha occupato meglio gli spazi, ha messo più grinta, più gamba. Applausi per l’atteggiamento, il gol preso subito poteva togliere il fiato e invece ha dato rabbia per la reazione. Dovrà giocarsela fino in fondo con Cagliari, Cremonese e Lecce, ma questo punto strappato può essere oro.
Tornando alla corsa scudetto, la giornata di Pasqua può diventare un altro spartiacque.
L’Inter ospita la Roma che vuole rimanere agganciata al treno-Champions. Poi fuori casa avrà il Como che regala spettacolo e crede davvero nell’Europa. Altissimo rischio.
E’ vero però che nella prossima si affrontano anche Napoli e Milan, non mi sembra gara da pareggio. Il Milan deve recuperare in fretta Leao e qualche energia, il Napoli i suoi infortunati li sta rimettendo in campo e Conte ha già messo gli occhi della tigre. Non ve lo dirà mai, ma forse quello che crede più di tutti nella rimonta è proprio l’allenatore del Napoli che ha il calendario più facile.
Ma tutto, ovviamente, resta nelle mani dell’Inter che ha società e organico per riprendersi in fretta. L’allarme è suonato, gli allarmi vanno ascoltati.
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