Borse in forte calo dopo l’attacco all’Iran. A Milano in rosso anche Juventus, Stellantis e Ferrari
Le tensioni geopolitiche tornano a scuotere i mercati finanziari del Vecchio Continente. Nella prima seduta successiva all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran, le principali piazze europee hanno chiuso in deciso territorio negativo.
A preoccupare gli investitori sono soprattutto le possibili conseguenze economiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui passa oltre il 20% del petrolio mondiale e circa il 30% del gas naturale liquefatto. Uno scenario che alimenta timori su inflazione e crescita globale.
Milano in calo, Madrid maglia nera
A Milano il FTSE MIB ha archiviato la seduta con un ribasso dell’1,97%, fermandosi a 46.280 punti.
Tra i principali listini europei, la performance peggiore è stata registrata da Madrid (-2,62%), seguita da Francoforte (-2,56%). Parigi ha ceduto il 2,17%, mentre Londra (-1,20%) e Amsterdam (-1,06%) hanno limitato le perdite grazie al contributo dei titoli energetici e della difesa.
Spread stabile, rendimenti in lieve tensione
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi è rimasto sostanzialmente invariato a 64 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato europei hanno mostrato un moderato rialzo, compreso tra 6 e 8 punti base, con il decennale italiano al 3,35%.
Valute e materie prime: petrolio in forte rialzo
Nel mercato valutario prevale la cautela: il cambio euro/dollaro arretra dello 0,65%. L’oro registra un lieve progresso dello 0,38%, confermando il ruolo di bene rifugio.
Ben più marcato il movimento sul greggio: il Light Sweet Crude Oil avanza del 6,07%, sostenuto dai timori su possibili interruzioni dell’offerta.
Piazza Affari: energia e difesa in controtendenza
Tra le blue chip italiane spiccano i titoli legati all’energia e alla difesa. ENI guadagna il 3,63%, mentre Leonardo sale del 2,50%. Bene anche Italgas (+1,55%) e A2A (+0,89%).
Pesante invece il comparto industriale e finanziario: Stellantis cede il 7,16%, Brunello Cucinelli arretra del 4,57%, Unipol perde il 4,25% e BPER Banca il 4,12%. In flessione anche Ferrari (-4,08%).
MidCap e calcio sotto pressione
Nel segmento FTSE MidCap, si distinguono Anima Holding (+1,67%) e D'Amico (+0,70%). In forte ribasso Maire (-6,12%), Sanlorenzo (-5,40%), BFF Bank (-4,76%) e Intercos (-4,35%).
Nel comparto calcistico, arretra la Juventus (-2,39%), mentre la Lazio registra un pesante -8,61%.
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