Bernardeschi a Gazzetta: “Ho rivisto la mia Juve, se chiama ci sono”
L'ex bianconero Federico Bernardeschi è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport. Le sue considerazioni: "Conosco bene il mondo Juve, la squadra e Max. Me l’aspettavo e sono felice. E' un gruppo costruito sui giovani. E’ ingiusto fare paragoni, i ragazzi devono acquisire esperienza. Max è bravissimo nella gestione e il 3-5-2 è il modulo ideale: la Juve ora ha una compattezza che non vedevo da anni. Allegri ha sempre costruito gli scudetti sulle caratteristiche della squadra. Non è vero che non gli piace attaccare: noi giocavamo con 5 giocatori offensivi. Semplicemente si adatta agli uomini che ha. Marotta mi portò a Torino e lo ringrazierò sempre.
Io dico che sarà una lotta fino all’ultimo: la Juve senza coppe è fastidiosa. l’Inter ha una rosa importante e con la finale di Champions ha acquisito esperienza internazionale. La Juve deve giocare con leggerezza, senza prefissare niente e precludersi niente. Se la gioca da Juve, se non entra in campo pensando di doverla vincere per forza, consapevole della grande forza degli avversari,ma rispettando se stessa può vincere. Dusan è fortissimo così come Chiesa, giusto tenerli entrambi. Deve rimanere tranquillo e ricordarsi il giocatore che è. Arriverà tutto con la continuità, è la miglior medicina. Alla Juve sono diventato un uomo e un calciatore di livello. Un pezzo del mio cuore è rimasto lì. Per la Juve io ci sarò sempre.".
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