Bergomi: “I giocatori alti come Woltemade in Italia hanno quasi sempre…”
La Juventus, nel finale di mercato, ha ceduto David in prestito all’Atletico Madrid e questo ha permesso a Carnevali e Massara di fare spazio a un nuovo attaccante. L’addio del canadese ha liberato sia lo spazio in rosa sia il margine economico necessario per intervenire ancora in avanti, e la dirigenza bianconera non ha perso tempo per individuare il profilo giusto da consegnare a Spalletti. Nelle ultime settimane il club ha valutato con attenzione due nomi, entrambi seguiti da tempo dagli osservatori juventini, prima di sciogliere le riserve e affondare il colpo su quello ritenuto più adatto al progetto tecnico.
Zirkzee o Woltemade: la scelta della Juventus
I bianconeri erano divisi tra Joshua Zirkzee e Nick Woltemade, due punte centrali con caratteristiche fisiche simili ma percorsi diversi, ma alla fine la scelta è caduta sul tedesco. Una decisione che riflette la volontà della società di puntare su un centravanti capace di fare reparto da solo, offrendo sponde e riferimento offensivo a una squadra che, come vedremo, dispone già di grande qualità sulle corsie esterne.
L’analisi di Bergomi a Sky Sport
Delle mosse di mercato della Juventus ne ha parlato Beppe Bergomi, intervenuto a Sky Sport: “Allora anche Zirkzee non è piccolino, sembra più piccolo ma è alto e anche lui. Woltemade è un giocatore tecnico che fa salire la squadra ti da i tempi, è bravo tecnicamente. Io penso questi giocatori alti in Italia, quasi sempre, hanno fatto bene rispetto che magari in Inghilterra dove hanno trovato delle difficoltà. È un giocatore che a me piace mi stuzzica e sono curioso di capire come verrà impiegato in un sistema di gioco dove la Juventus ha tanti giocatori esterni. Quindi rinunciare agli esterni diventa difficile, ha preso Kolo Muani come punta, quelli che girano sotto, ha sempre un McKennie di inserimento, abbiamo visto Douglas Luiz, non lo so… Però giustamente ci sono tante partite però è un giocatore che va a riempire l’area di rigore anche se magari non la prende di testa però ci arriva, va a riempire, gli giochi palla addosso e da i tempi per l’inserimento”.
Le parole dell’ex difensore nerazzurro mettono in luce proprio il nodo tattico principale legato all’arrivo di Woltemade: trovare l’equilibrio giusto tra la fisicità del nuovo centravanti e l’abbondanza di esterni offensivi già presenti in rosa. Un rebus che toccherà a Spalletti risolvere partita dopo partita, provando a sfruttare al meglio le caratteristiche di un attaccante che, secondo Bergomi, ha tutte le carte in regola per incidere anche nel campionato italiano
Direttore: Claudio Zuliani
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