Benitez: "Calcio italiano in difficoltà. Non esistono più i Del Piero e i Totti, ma..."

Benitez: "Calcio italiano in difficoltà. Non esistono più i Del Piero e i Totti, ma..."TuttoJuve.com
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
Oggi alle 11:20Altre notizie
di Fabiola Graziano
L'ex allenatore di Inter e Napoli ha provato a suggerire una cura al calcio italiano, che in Champions League ha subito una pesante debacle.

Il calcio italiano è in seria difficoltà. Ne è convinto l'ex allenatore di Inter e Napoli Rafa Benitez, che ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha provato a individuare le cause della crisi attraversata dallo sport italiano per eccellenza, che è uscito con le ossa rotte dal secondo turno di Champions, anche se ha potuto intravedere uno spiraglio di luce con le vittorie di Juventus e Milan in Europa League e dell'Atalanta in Conference League.

Le parole di Benitez

"Il calcio italiano è in difficoltà, come dimostrano anche i tre Mondiali a cui ha dovuto rinunciare - ha dichiarato Benitez - I discorsi da affrontare sono differenti, ovviamente: da una parte ci sono i club, le loro scelte, gli investimenti; dall’altra la Nazionale e dunque la scuola, i talenti, che secondo me non mancano. Non esistono i Baggio, i Totti, i Del Piero, i Vieri, ma ci sono calciatori che hanno un loro peso e tanta qualità. In situazioni estreme si può dire che la Serie A è un limite per chi va all'estero, certo che sì. E comunque è un’analisi che va approfondita, perché Inter, Napoli, Roma e Como sono strutturate secondo parametri distanti, sia dal punto di vista tecnico-tattico che anagrafico. A me sembra un corto circuito momentaneo, ma tra martedì e mercoledì si torna in Champions e le risposte arriveranno in fretta. Bisogna puntare sui giovani e su uno stile di gioco equilibrato. Da quando, nel 2019, è cambiato il regolamento — consentendo di far ripartire l’azione dall’interno dell’area di rigore — le squadre sfruttano il pressing alto e marcano a uomo in fase difensiva. Questo è successo sul goal di Mbappé: un singolo errore, senza copertura, porta direttamente a un’occasione. Oggi le squadre difendono a uomo, il che si traduce in contropiede ogni volta che il pressing iniziale viene superato".