Belardi sui nomi per la porta della Juve: "Alisson sarebbe stato il preferito di Spalletti"

Belardi sui nomi per la porta della Juve: "Alisson sarebbe stato il preferito di Spalletti"
Oggi alle 17:20Altre notizie
di Alessandra Stefanelli
L'ex portiere Emanuele Belardi analizza le possibili mosse della Juve per il ruolo di estremo difensore. "Oblak, Alisson e Martinez di altissimo livello"

La Juventus continua a valutare diversi profili per la porta e, secondo Emanuele Belardi, l'identikit ideale porta a un portiere di grande esperienza internazionale. Intervenuto ai microfoni de "L'Ora della Vecchia Signora" su Radio Bianconera, l'ex estremo difensore ha commentato i nomi accostati al club bianconero.

"Oblak, Alisson e Martinez hanno esperienza da vendere"

Per Belardi, i profili finiti nel mirino della Juventus condividono una caratteristica ben precisa.

"I nomi che circolano parlano da soli. Oblak, Alisson e lo stesso Martinez sono tutti portieri esperti, che hanno disputato tantissime partite importanti e costruito una carriera di altissimo livello. Poi bisogna capire quale trattativa potrà concretizzarsi nelle condizioni giuste".

"Il preferito di Spalletti? Probabilmente Alisson"

Secondo l'ex portiere, tra i candidati ce n'è uno che potrebbe essere particolarmente gradito al tecnico bianconero.

"Credo che il preferito di Spalletti sarebbe stato Alisson, anche perché lo ha già allenato ai tempi della Roma. È un portiere con una grandissima personalità".

Belardi, però, evidenzia anche un aspetto legato al suo stile di gioco.

"Dal punto di vista personale non è un portiere che mi trasmette particolare empatia. Ha caratteristiche tipiche dei portieri sudamericani e in alcune situazioni può essere discutibile, ma resta un estremo difensore di enorme esperienza e personalità. Sarebbe sicuramente un acquisto importante".

Il giudizio su De Gea

Nel corso dell'intervento si è parlato anche di David De Gea, altro nome accostato alla Juventus.

"Per me è stato un grandissimo portiere, anche se oggi attraversa una fase un po' calante. A Firenze non è che abbia fatto miracoli e, soprattutto nella gara d'andata, diverse situazioni negative sono nate proprio da alcune sue prestazioni. Detto questo, davanti a un portiere del suo livello non posso che alzare le mani: resta un campione e la carta d'identità, prima o poi, presenta il conto a tutti".