Beccantini sull’Italia: "Belgio squadra fatta, noi un cantiere. Romano va perdonato"
La seconda avventura di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale comincia con una sconfitta. Il Belgio passa 2-0 all’Olimpico e Roberto Beccantini, attraverso il proprio sito internet, fotografa le difficoltà mostrate dagli azzurri, soffermandosi anche sull'esordio di Alessandro Romano e sulla differenza emersa tra le due squadre.
Beccantini analizza il ko dell’Italia contro il Belgio
Il giornalista parte dal significato particolare della serata, coincisa con la partita numero 900 della Nazionale:
"Era la 900a. della Nazionale, era il round inaugurale di Nations League, era la prima del Mancio bis. Morale: Italia-Belgio 0-2. Prendere fischi per fiasco, come ha fatto l’Olimpico, è classico di coloro che ottengono dalla propaganda ciò che chiedono al campo.
Il Belgio del deb Van Bommel (che assist per Gakpo, il figlio, in Olanda-Germania 1-1!) è squadra fatta. L’Italia, un cantiere. Per un tempo, rossi padroni assoluti a ogni livello: tattico, tecnico, fisico. Migliore dei nostri, Donnarumma. E dopo di lui, per me, Cambiaghi: là dove, però, gli avversari avevano Godts, 21 anni, vice di Kvara al Paris. D’accordo, i gol nascono da errori palesi – di Romano, di Barella – ma vogliamo parlarne? Imbeccato da De Bruyne, Godts ancheggia, mette a sedere Coppola & Mancini e zac, ciao Gigio. E’ il 20’. Il raddoppio, su tocco di De Ketelaere, lo firma Lukébakio, un panchinaro: in puro stile Milan-Benfica. E’ il 69’. Openda? Non pervenuto."
«Romano va perdonato»
Beccantini individua nella prima frazione il momento di maggiore difficoltà dell'Italia. Nella ripresa, invece, gli azzurri riescono per una fase ad aumentare la pressione e a creare qualche problema al Belgio, prima di incassare il secondo gol.
"E gli azzurri? Per una mezz’oretta, in avvio di ripresa, ci avevano dato dentro, impegnando Lammens con Kean (non una grande idea, laggiù a destra) e Pio. Sono stati puniti mentre stavano producendo il massimo che potevano. In flagranza di contropiede, come una volta facevamo noi."
Il giornalista dedica poi un passaggio ai giovani schierati da Mancini e, in particolare, ad Alessandro Romano. Pur evidenziando l'errore commesso dal centrocampista del Cagliari, Beccantini invita a non caricare di eccessive responsabilità il giovane regista:
"I giovani. Romano, regista timido e peccatore, va perdonato. Avari, gli spiccioli concessi a Doumbia e Zoma. Arriviamo da tre Mondiali falliti e, quindi, piano con i funerali già ai battesimi. Godts, De Ketelaere e De Bruyne (35 anni di intelligenza originale, sostituito sul più bello) hanno illuminato la notte. Noi, ecco, non abbiamo ancora uno in grado di sparigliare il mazzo. Come diceva Mandela? Non perdo mai: o vinco o imparo. E allora, al lavoro."
Il ricordo di Elena Pero
In chiusura, Beccantini riserva infine un pensiero a Elena Pero:
"Per concludere, due parole su Elena Pero. Non ho avuto l’onore di conoscerla, ma ho avuto il piacere di ascoltarla. Voce dal set fuggita. Grazie".
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