Balzarini: "Comolli non è già fuori, ma è stato avvertito. Alla Juve serve lavoro di squadra"
Nel corso di “Cose di Calcio” su Radio Bianconera, Gianni Balzarini ha fatto il punto sul futuro della Juventus, soffermandosi sulla posizione dell’amministratore delegato Damien Comolli: "Credo che la mancata nomina di Comolli nella lettera agli azionisti non sia casuale, ma non per questo possiamo parlare di un Comolli già silurato, anche perché vorrebbe dire far vivere alla Juve un ennesimo anno zero, che francamente i tifosi non meritano”.
Un segnale, secondo Balzarini, più vicino a un avvertimento che a una bocciatura definitiva:
“Non è stato un caso, ma probabilmente è più che altro un avvertimento all'amministratore delegato. In questa sua prima stagione ha voluto gestire tutto da solo, facendo arrivare tardissimo i suoi collaboratori e fidandosi dei suoi metodi”.
Da qui la necessità di cambiare approccio:
“Da adesso in poi alla Juventus dovrà invece esserci un lavoro in team che comprenda anche le idee degli altri, Luciano Spalletti in primis. Gli algoritmi possono essere un valido supporto, ma adesso si lavora in gruppo”.
Infine, uno sguardo al futuro e alla posizione della proprietà:
“È chiaro che se l'anno prossimo le cose dovessero andare ancora male, questo comporterebbe un provvedimento, come succede in tutte le aziende. John Elkann si fidava e credo si fidi ancora di Comolli, altrimenti non lo avrebbe messo lì. Probabilmente ci si è resi conto che il suo modo di agire non collima nell'atto pratico con il modo di pensare del calcio italiano, per cui qualcosa deve cambiare”.
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