Caso Balogun, Nesti ironico: "Mi auguro che in finale arbitri Trump"
Nel suo editoriale per Tuttomercatoweb, Carlo Nesti si è occupato del caso Balogun. "Le 2 sensazioni personali, scaturite da questi Mondiali, riguardano il colore della pelle, e il colore delle squadre – si legge su Tmw –. Per quanto riguarda il colore della pelle, erano parecchi decenni, per la verità, che si attendeva un miglioramento da parte delle squadre africane, e dei giocatori di colore. Dopo il quarto posto del Marocco, 4 anni fa, non so se si arriverà fino alla vittoria in questo Mondiale. Ma certamente i progressi sono sotto gli occhi di tutti, anche con quel tocco esotico, che apparteneva alle manifestazioni fino agli anni 80-90, dall'Algeria al Camerun, quando arrivavano squadre sconosciute. E l'allusione, ovviamente, è Capo Verde. Ormai la circolazione delle persone e delle idee ha insegnato il calcio a migliaia di ragazzi, che hanno una prerogativa differente rispetto agli europei. Imparano ancora a trattare il pallone, come succedeva ad esempio ai bambini del passato, dagli italiani ai brasiliani, sulla terra, sulla sabbia, sull'asfalto, senza essere assimilati, e magari anche erronamente omologati, dalle scuole calcio. Aggiungiamo la prevalenza etnica di muscolatura lunghe ed elastiche, e la capacità generalizzata di attuare il blocco basso. È una difesa affine al nostro storico catenaccio, ma interpretata da tutti i giocatori, e non soltanto dai difensori di ruolo, che è ormai alla portata di chiunque. Accade, sorprendentemente, che le grandi squadre vincano contro le apparenti meteore sovente nel finale, o con un gol di scarto, o comunque soffrendo. Il colore delle squadre invece, è quello variopinto delle maglie europee, determinando il fallimento tecnico della globalizzazione di Infantino. Sette squadre continentali sono approdate agli ottavi di finale, nessuna asiatica, in barba all'opulenza dei club arabi, e gridano vendetta gli appena 16 posti riservati alle formazioni europee. Infine, sino ad ora, non è emersa nessuna stella, rispetto a quelle che si conoscevano. È un calcio nel quale ormai tutti sanno tutto, ed è veramente difficile aspettarsi l'asso misterioso, che non trovava subito pronte le contromisure altrui, e che il pressing spietato limitava, senza ancora conseguenti falli da galera. Le formazioni qualificate non avrebbero potuto svettare senza i gol dei bomber classici: Messi 7, Mbappè 7, Halland 7, Kane 6. La penuria di nuovi interpreti del bomber, a mio giudizio, dipende dal fatto che, essendo le punte ormai i primi difensori, nel pressing alto, sciupano un sacco di energie con le mansioni di copertura, perdendo freschezza in zona-gol. Mi auguro che, in finale, arbitri Donald Trump, che con quella smorfia imperiosa, a metà fra Nerone, Mussolini e Hitler, disonora gli Stati Uniti democratici. Evviva!"
Il caso Balogun
La Fifa, il massimo organo di governo del calcio mondiale, ha deciso di sospendere la squalifica dell'attaccante degli Stati Uniti, Folarin Balogun, rimediata con il rosso preso dal giocatore nei sedicesimi contro la Bosnia. L'attaccante degli Stati Uniti potrà quindi scendere in campo contro il Belgio negli ottavi di finale dei Mondiali 2026. La sospensione è arrivata, secondo il New York Times, su pressione di Donald Trump nei confronti di Gianni Infantino.
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