Allegri divide. Adani punge: "È al canto del cigno!". Falci lo difende: "Odiatori trattengano esultanza e dileggio, Padre tempo..."

Allegri divide. Adani punge: "È al canto del cigno!". Falci lo difende: "Odiatori trattengano esultanza e dileggio, Padre tempo..."TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve
Massimiliano Allegri divide ancora il dibattito sul Milan tra la difesa di Giuseppe Falci e le critiche di Daniele Adani.

Il dibattito attorno all’esperienza di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan continua ad animare il mondo calcistico e mediatico dopo l’esonero del tecnico livornese. Tra le voci intervenute nelle ultime ore c’è anche quella del giornalista del Corriere della Sera Giuseppe Falci, che ha scelto di difendere apertamente l’allenatore rossonero attraverso un messaggio pubblicato su X.

Continua il dibattito su Allegri dopo l’esonero. Il messaggio di Giuseppe Falci

“Consiglio agli odiatori di Max Allegri che stanno riversando la bile accumulata in questi anni di trattenere l’esultanza e il dileggio nei confronti di un signore che resta comunque un grandissimo allenatore. Perché in un attimo “Padre tempo” può cambiare direzione", ha scritto Falci sui social.

Le critiche di Daniele Adani

Parole che arrivano dopo le dure critiche rivolte ad Allegri da Daniele Adani nel corso della trasmissione Viva El Futbol. L’ex difensore aveva commentato in maniera molto severa il rendimento del Milan sotto la gestione dell’allenatore toscano, soffermandosi soprattutto sulla mancanza di evoluzione nel gioco espresso dalla squadra.

L’analisi di Adani sul Milan di Allegri

"Catastrofe di Allegri per il tipo di campionato e per il margine che c'era. Io usai un termine, che qualcheduno me lo rinfacciava all'inizio: se non c'è evoluzione è il canto del cigno. Se tu non fai questo quest'anno, dopo quello che hai fatto gli anni alla Juve, dopo il segnale che ti dà il calcio, dopo la fiducia che ti ha dato il Milan: o fai questo, o siamo al canto del cigno. Quando era secondo in classifica mi rinfacciavano la frase 'canto del cigno', cosa che veramente si è rivelata.

Allora, probabilmente avevo troppe speranze nel vedere quelle partite come lavoro rinnovato. E allora sinceramente quelle speranze hanno offuscato la mia idea di crescita. Non era crescita, era casualità. La casualità si è manifestata tale, con una piccola differenza: qualche anno fa la casualità passava. Casualità rivelata alla Juve e in questa ultima speranza da verificare con un calcio che ha preso il largo - il calcio di proposta, di sviluppo di idee, di collettivo - ha proprio messo a nudo quella casualità, quella indaguatezza".