Agroppi: "Mi chiedo come faccia Pirlo a diventare allenatore dopo una sola lezione"

15.09.2020 19:40 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
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Agroppi: "Mi chiedo come faccia Pirlo a diventare allenatore dopo una sola lezione"

Aldo Agroppi, ex calciatore e allenatore, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "Napoli? Sono cresciuto con le canzoni di Peppino Di Capri e Roberto Murolo, ho le canzoni napoletane nel cuore. Mi sono innamorato di mia moglie con una canzone di Peppino di Capri. Serie A? In questo periodo parlano presidenti, direttori sportivi, nessuno ha sbagliato acquisti o cessioni, hanno tutti ragione. Hanno indovinato tutti, penso non ci saranno retrocessioni (ironizza, ndr.). Osimhen, gran colpo? Bisogna vederlo in campo, se facesse l'indossatore sicuro sì. Pirlo ha preso il patentino d'allenatore? Mi chiedo come faccia Pirlo a diventare allenatore dopo una sola lezione. Io sono stato un anno lontano dalla mia famiglia a spese mie per prendere il patentino di allenatore. Prendete Mancini, ha preso il patentino stando a casa, non potrebbe allenare, lui non è italiano, è portoghese. A lui il patentino l'hanno regalato, aveva amicizie, anche dell'allora presidente del Coni. Gattuso? Lo adoro, è mio amico, nessuno gli ha regalato niente. E' partito da un paesino sperduto e se n'è andato in Scozia, in Serie C, ha allenato ovunque. Ha carattere, quando hai carattere arrivi. Gattuso si è imposto sacrifici, perciò l'ho amato ed ammirato sempre. Quando ebbi l'infarto, senza che nemmeno lo conoscessi, mi chiamò per sincerarsi delle mie condizioni. L'ho amato ancora di più. Poi è andato a Napoli al posto di Carletto, Carletto qui, Carletto lì, il più forte del mondo che non ha fatto un ca**o. Come uomo per l'amor del cielo... quando uno perde va giudicato. Ancelotti a Napoli ha commesso il primo grande errore portando il figlio, ha fatto un casino enorme in azzurro, si spogliava insieme ai giocatori, ma cosa significa? Non si portano i figlioli dietro, si mandano ad allenare ad un'altra parte. Ognuno si porta qualcuno, ma il calcio non è così. Manca allenatore toscano in Serie A? Normale, manca il più grande di tutti, io sono fuori dal giro. Ho giocato in Serie A, in Nazionale, ho vinto la Coppa Italia, io l'allenatore lo posso fare, ma l'impatto mediatico è importante: io cominciai alla grande, poi mi accorsi che non potevo più fare l'allenatore. Ci vuole una cosa particolare che non avevo, saper sopportare le critiche, l'ansia della partita, l'ansia dell'attesa, le critiche dei tifosi, io che sono un personaggio sensibile, non l'ho sopportato. Sono caduto in depressione, perché questo mondo mi fa schifo, preferisco stare fuori e cantare... je te vurrìa vasà, ma 'o core nun m''o dice e te scetà, amo le canzoni napoletane".