Agostinelli: "Il quarto posto se lo giocheranno Juve e Como. Do un minimo vantaggio ai bianconeri"

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Ieri alle 23:55Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Ieri sera vittoria meritata dei partenopei?

“Sì, alla fine è stata una vittoria meritata. Non è stata una grande partita, perché le due squadre si sono molto neutralizzate e ci sono stati diversi errori. Però il Napoli ha vinto meritatamente per le occasioni create e perché ha sfruttato il momento migliore. L’ingresso di Matteo Politano è stato decisivo, quindi l’allenatore è stato molto bravo a capire il momento giusto.”

Il Napoli non ha brillato, ma non ha brillato neanche il Milan. Una di queste due squadre può realmente mettere in difficoltà l’Inter?

“Io credo che, se mai ci fosse una squadra in grado di impensierire l’Inter, sarebbe solo il Napoli. Ero abbastanza sicuro che l’Inter avesse bisogno di una sosta: se si ricorda, dissi che alla squadra nerazzurra quella pausa sarebbe arrivata proprio al momento giusto, perché era in calo fisico e psicologico. Infatti lo ha dimostrato anche contro la Roma. Ora però credo che l’Inter difficilmente si fermerà. Il Napoli deve fare il suo e continuare a vincere, perché nel calcio tutto può cambiare da un momento all’altro. Non deve lasciare nulla al caso. Detto questo, credo che l’Inter possa vincere lo scudetto più facilmente, perché ha ripreso a correre e soprattutto è tornato Lautaro Martínez, che per loro è determinante. Il Napoli sta facendo quello che deve fare, è secondo in classifica e credo manterrà il secondo posto, però non deve mollare, perché basta una partita sbagliata dell’Inter per riaprire tutto.”

Alisson Santos, un calciatore appena arrivato ma che ha già fatto vedere qualità importanti. Può essere un giocatore su cui costruire il Napoli del futuro?

“Certo, insieme agli altri. Non è che si costruisce una squadra solo su Alisson, però è un giocatore che ha dimostrato di poter fare davvero male nell’uno contro uno. Oggi sappiamo quanto sia importante avere un calciatore che salta l’uomo, cosa che purtroppo manca alla nostra Nazionale ed è una delle sue principali problematiche.”

Mister, ha già detto che secondo lei l’Inter difficilmente perderà altri punti da qui alla fine. Secondo lei la classifica resterà così oppure al quarto posto potrebbe arrivare una squadra diversa dal Como?

“Non è che il Como, perché ha pareggiato a Udine su un campo sempre difficile, abbia perso il quarto posto. Per me se la giocheranno assolutamente Como e Juventus. La Juventus ha guadagnato qualche percentuale in più, perché qualcuno poteva pensare che il Como vincesse a Udine, ma non è una squadra imbattibile. Io credo che la corsa sarà tra queste due squadre: do un leggero vantaggio alla Juventus, ma davvero minimo.”

Quindi Juventus favorita sul Como per una questione di storia o per altri motivi?

“No, assolutamente no. Solo perché adesso ha due punti in più, se non sbaglio. Le metto assolutamente alla pari e credo che la Juventus dovrà sudarsela fino all’ultima giornata. Non mi aspetto un crollo del Como.”

Ci sarà una lunga estate anche per quanto riguarda la Nazionale italiana. Ieri sera Antonio Conte ha risposto in maniera un po’ provocatoria a chi gli chiedeva se potesse diventare il prossimo commissario tecnico. Secondo lei c’è davvero la possibilità che Conte lasci il Napoli per andare in Nazionale?

“Per me no. Perché Conte fa bene quello che fa nei club. Ma Ventura non era un allenatore scarso, Spalletti non è uno scarso, Gattuso è un buon allenatore, allora che facciamo, sono tutti scemi? Il problema è la qualità dei giocatori. Questo non è un problema che si risolve in sei mesi. Quindi non credo che Conte vada a rischiare in Nazionale. Semmai, credo che resterà al Napoli.”

Quindi secondo lei Conte resterà al Napoli e mi sta dicendo che il problema della Nazionale non è l’allenatore, ma la mancanza di giocatori?

“I numeri parlano chiaro: l’Italia è stata eliminata da Svezia, Macedonia e Bosnia. Non può essere solo un problema di allenatore, almeno per come la vedo io.”