Abodi: "Caso scommesse? Mi aspetto pene giuste, non esemplari. Corona alla Rai? Paradossale"
Intervenuto a "Radio 24", Andrea Abodi, Ministro dello Sport, parla così in merito al caso scommesse, commentando anche la richiesta, proveniente da parte del Parlamento, di dimissioni di Gravina: "Penso che in questo momento sembra quasi una richiesta per distrarre. Noi ci dobbiamo concentrare sull'affrontare il problema. La Federazione dal canto suo ha fatto e fa corsi di formazione a tutti i ragazzi convocati nelle nazionali. Poi ci sono le responsabilità delle leghe, dei club e quelle individuali. Credo sia importante la gestione dello spogliatoio, avere con i ragazzi una relazione in grado di comprendere le situazioni di disagio. Quindi prima di parlare delle responsabilità della Federazione, che è indubbiamente responsabile del sistema, ci sono tante altre tappe prima".
La pene per i calciatori coinvolti? Non credo in quelle esemplari, ma in quelle giuste. Corona alla Rai? Mi sembra paradossale che un personaggio del genere diventi portavoce anche di istituzioni, diciamo genericamente. Non capisco come possa nascere una situazione del genere. Penso che il segreto istruttorio abbia un suo valore e debba esser rispettato.
Euro 2032? “L'Italia è molto indietro rispetto alla Turchia dal punto di vista della qualità infrastrutturale. Sono due comitati organizzatori che viaggiano in parallelo offrendo una rappresentazione opposta punto di quello che dovrebbe essere. Noi abbiamo tempo diciamo fino al 2026 intanto per scegliere i cinque stadi, quindi mi auguro che questo appuntamento lontano dia la scossa per iniziare una riscossa dal punto di vista proprio della crescita della qualità infrastrutturale degli stadi che poi è rappresentativa di una necessità di migliorare anche altre infrastrutture pubbliche, penso alle scuole e non soltanto alle palestre scolastiche. Quindi mi auguro che possa essere uno stimolo per una riflessione sulla qualità delle infrastrutture che devono essere adeguate ai tempi da tutti i punti di vista a partire dall’accessibilità per le persone che portano disabilità di tutte le tipologie: oggi negli stadi difficilmente si entra se si è in carrozzina o si entra soltanto in pochi settori, sono elementi che dobbiamo tenere in conto e non soltanto perché abbiamo il 2032”.
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