L'IMBOSCATA - Giustificazioni Sarri non reggono, da irresponsabili non preoccuparsi. La Juve gioca un calcio superato. Si ripete il grande errore di Maifredi e Delneri. Il caso Bonucci-Matuidi. Rivoluzione modulo per la svolta?

28.02.2020 00:10 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Giustificazioni Sarri non reggono, da irresponsabili non preoccuparsi. La Juve gioca un calcio superato. Si ripete il grande errore di Maifredi e Delneri. Il caso Bonucci-Matuidi.  Rivoluzione modulo per la svolta?

Questione di numeri. Ci sono quelli che inducono alla speranza: primato in campionato, semifinale di Coppa Italia abbordabile nel ritorno contro il Milan, gara di Champions ribaltabile a Torino  dopo la sconfitta di Lione. E ci sono quelli impietosi:  nelle ultime gare la Juventus ha perso a Napoli e a Verona, ha pareggiato in modo rocambolesco al Meazza contro il Milan, ha vinto in 11 contro 10 all'Allianz contro il Brescia, ha vinto a Ferrara, penando nel finale, ha perso a Lione contro la squadra che attualmente occupa il settimo posto nella Lega francese.

Non preoccuparsi per l'attuale cammino della Juventus sarebbe da irresponsabili. Né debbono valere le giustificazioni esibite anche da Sarri. Mancano due rigori? Sul primo ho i miei dubbi. Il secondo non è stato fischiato. Gli arbitri europei conoscono la domenicale gazzarra che al Var e poi nelle varie trasmissioni televisive va in scena con accenti prossimi al surreale. In Europa gli arbitri al Var ci vanno pochissimo. Raramente i varisti intervengono a modificare le decisioni arbitrali. In Europa circolano meno cartellini gialli e rossi. Inferiore è il numero dei rigori assegnati. Rare le espulsioni. In Italia, semplicemente si arbitra in modo differente dal resto d'Europa. In Europa, nessuno, dopo una gara si dice “disgustato” per l'arbitraggio.

A mio parere il rigore su Dybala era evidente. Ma questo (come del resto il gol subito in inferiorità numerica mentre De Ligt era a bordo campo per farsi medicare) non deve e non può giustificare la pessima gara disputata dalla Juventus. Un solo tiro in 94 minuti nello specchio della porta: il gol annullato (giustamente per fuorigioco) di Dybala. 

La Juventus gioca male. Da tempo gioca male. Gioca lentamente. Gioca in orizzontale. Gioca un calcio superato: un mix tra la zona mista di Sacchi e il tiki-taka di Guardiola. Nessuno gioca ormai in Europa come Maurizio Sarri: neppure Guardiola che oggi si affida alle verticalizzazioni di De Bruyne, Gabriel Jesus e Sterling .

E' una Juventus che non fa quanto il suo allenatore chiede. Per incapacità, impossibilità o neghittosità, non saprei. Lo sa Sarri e dovrebbero saperlo i dirigenti . Quello che so io è che dopo il battibecco tra Bonucci e Matuidi durante il riscaldamento, con Conte o con Allegri  (loro il riscaldamento lo seguivano) qualche giocatore avrebbe iniziato la partita con dei lividi in faccia.

 Il problema a me sembra stia tutto nell'insofferenza ad operare dentro ad una gabbia di schemi che impongono di “pensare” prima di eseguire. Il problema sta in un atteggiamento di gioco che gli avversari hanno “imparato“. Il problema è che se non tenti mai un dribbling, contro squadre che si difendono con dieci uomini dietro alla linea della palla non riesci a creare superiorità numerica.

E certamente la girandola di sostituzioni che continua dall'inizio della stagione (non mi pare che Sarri abbia schierato la medesima formazione per due gare di fila) alla ricerca dell'undici ideale, non ha facilitato la chimica tra i singoli. Del resto con Sarri chi subentra gioca “eguale” a chi è  uscito. La bibbia tattica non cambia mai . A Lione Sarri ha finito la gara con tre punte e due centrocampisti offensivi: mossa più disperata che velleitaria .

Sarri ha smontato e rimontato la Juve come un lego. Senza trovare un equilibrio. Lui stesso non sembra averlo trovato in un mondo nuovo e per certi versi ostile. Chiunque dopo Conte ed Allegri avrebbe avuto difficoltà: persino Guardiola. Ma Sarri sembra non aver studiato, prima di approdare a Torino. Né la società, né i calciatori, né la realtà che circonda la Juventus. Che è complessa. La Juventus ha un'anima profondamente calvinista con qualche sfumatura bigotta. La franchezza ruspante di Sarri è fuori luogo alla Juventus, al pari delle sue idee di gioco. Il dna della Juventus è difensivo: se smonti quello, smonti le certezze della squadra. Un gol in meno, non un gol in più: così ha sempre vinto la Juve.  Nessuno è mai riuscito ad allenare la Juventus: per lo più tutti  l'hanno gestita. Chi con plebea  saggezza (Trapattoni), chi con carisma (Lippi), chi con cinismo (Capello) , chi con viscerale passione (Conte) , chi con pragmatismo (Allegri) . Chi ha provato ad  "allenarla“ (Maifredi, De Neri) si è bruciato.

Le “colpe“ di Sarri si sommano a qualche colpa della dirigenza. Alcuni giocatori acquistati non sono da Juventus. Altri “congedati” lo erano, probabilmente, ancora. E in definitiva, nessuno ha messo ad Andrea Agnelli una colt alla tempia per mettere sotto contratto Sarri .

E adesso poveruomo? Non ci sono mura domestiche (come  nel romanzo di Hans Fallada) che possano  “riparare“ il signor Maurizio. E' obbligato a stare in strada: tra la pazza folla . 

Risolvere il problema spetta a lui. Con determinazione e fermezza. Alzando la voce, se serve. Magari abiurando alla sua idea di gioco. Che con evidenza alla Juventus non funziona. Provi, ora che Chiellini ormai è recuperato a proteggere la squadra (che becca  un gol a partita) con un 3-5-2. E sia coraggioso con Bernardeschi mezz'ala: ha combinato più lui in 11 minuti che Rabiot  per tutta la partita. Provi: peggio di così (dal punto di vista del gioco) non potrà andare.  La stagione è ormai nella fase cruciale. Non creda a chi gli dice che i campionati si vincono a maggio: o lo vince ora, a cominciare dalla gara contro l'Inter, oppure potrebbe non vincerlo. O batte il Milan e va in finale di Coppa Italia, oppure esce dalla competizione. O rimonta con il Lione, oppure la stagione potrebbe finire male: per lui e per la Juventus. Zero tituli per ora è un timore. Potrebbe diventare un incubo .

Sarri deve decidere. Se vuole essere una fugace meteora o se vuole essere l'allenatore della Juventus  per le prossime stagioni, così come recita il suo contratto . Se vuole lasciare un segno nella storia della società più blasonata d'Italia o se vuole essere ricordato come l'uomo che aveva a disposizione Cristiano Ronaldo e ha fallito .

I bonus sono finiti, credo che Sarri ne sia consapevole. Faccia qualche cosa da Juventus: stupisca critica, dirigenza e tifosi. Batta un colpo. Perché finora, aggrappata ai suoi solisti, salvata dalle  individualità,  la Juventus è stata, quanto a gioco, modesta. Una Juventus che sembra aver smarrito la sua identità. La sua anima guerriera. Una Juventus che sembra aver perso autostima e carattere.