L'IMBOSCATA - 4 gol e un mistero: perchè la Juve cammina? La sfiga di Ramsey, il calcio di Arthur e il colpo mancato. Sentenza di Sandulli smentisce i "gagà" partenopei? Caro Presidente Agnelli: veda di non far intortare Gianduia da Pulcinella

06.11.2020 00:25 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - 4 gol e un mistero: perchè la Juve cammina? La sfiga di Ramsey, il calcio di Arthur e il colpo mancato. Sentenza di Sandulli smentisce i "gagà" partenopei? Caro Presidente Agnelli: veda di non far intortare Gianduia da Pulcinella
© foto di Andrea Bosco

Va bene: quattro gol in trasferta in Champions  sono “roba“. Al pari della vittoria.  Al pari dei “gollonzi“ di Dybala: ora però aspettiamo quelli “veri“. Al pari della generosità di Chiesa (magari ogni tanto dare un'occhiata alla fascia sinistra dove è quasi sempre libero), al pari dell'utilità di Cuadrado, della sorpresa (ormai costante ) Danilo, di McK che ha capito presto “il giro del fumo“ alla Juve. Al pari dell'applicazione di Rabiot. Meno bene la sfiga che perseguita Ramsey: esemplare per intelligenza tattica a Budapest. Perso, tuttavia, per altri 20 giorni. Non fosse stato “rotto“ immagino che l'Arsenal (con la qualità che il giocatore si ritrova) non l'avrebbe mollato. Il Barcellona viceversa ha mollato Arthur, non giudicabile in Ungheria, visto che ha giocato (discretamente), solo un tempo, pur affetto da problemi intestinali. Resto del parere che Arthur “pensi“ un calcio scontato. Per quello che gli visto ho fare con il Siviglia, anima di una formazione che non si arrende mai, l'uomo che serviva alla Juve in quella zona del campo era Rakitic. Vecchio? Poca plusvalenza? Chi se ne frega: gran giocatore!

Nella serata in cui Ronaldo ha “bigiato“ in zona gol e Morata ha confermato il suo stato di grazia (la media con i gol scippati dal Var  sarebbe quella di Haaland: a proposito altri due il biondo del Dortmund che con il noto allenatore avrebbe fatto la “quinta punta“) ben tornato a Chiellini e  “attention please“ a Bonucci: ha fatto gol alla Juve persino tale Boli, non precisamente un “terrore delle aree di rigore“ . 

Juve in progresso, della quale, però, giustamente Pirlo ha segnalato le imprecisioni. Non è la Juventus che lui vuole. Per un primario motivo: la Juventus cammina. Visto il Liverpool a Bergamo sembrava che gli inglesi, rispetto all'Atalanta (e a questa Juventus) praticassero un altro sport. Due volte più tonici e  veloci. Si allenano in modo diverso? Si alimentano in modo diverso? Hanno medici e preparatori più bravi di quelli italiani? 

Non lo so: so che sprintavano come Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino.

Ora la Juventus scenderà a Roma per affrontare domenica, all'ora di pranzo, la Lazio. Che ha avuto tre giocatori bloccati dall'Uefa essendo risultati positivi, ma che misteriosamente, mezz'ora dopo, il laboratorio di Avellino (al quale la Lazio si affida) ha dichiarato negativi. Così ha spiegato Tare prima della gara, con merito pareggiata dalla squadra di Inzaghi sul campo dello Zenit . Ci saranno Immobile e soci contro la Juventus? La procura Federale ha aperto una inchiesta e la Lazio in caso di incauta condotta o peggio di dolo, arrischia fino alla retrocessione. Dico la verità: non avrebbe senso. Lotito è uno che fa incazzare anche i sassi  ma non credo sia un incosciente. Mi rifiuto di pensare abbia fatto giocare calciatori risultati positivi. Non ci credo. Quindi un'altra spiegazione ci deve essere. E va cercata. Velocemente . 

Il 9 novembre dovrebbe (condizionale) essere discusso l'appello del Napoli avverso al 3-0 a tavolino (e al punto di penalizzazione) per non essersi presentato a Torino per la gara contro la Juventus . Mentre i “gagà“ partenopei fanno a gara nell'anticipare  l'esito dell'appello (invariabilmente a favore di De Laurentiis) una eminente testa  forense ha predetto che in appello il giudice Sandulli “confermerà il giudizio di Mastrandrea“. Non è chiaro cosa abbia indotto il giureconsulto in questione a cambiare radicalmente idea, visto che in precedenza (stante la non costituzione come parte avversa della Juventus) si era speso a parlare di “gol a porta vuota per il Napoli“. Spiega ora il legale che il Napoli sarà (probabilmente) costretto, in terza istanza, a ricorrere al Coni.

Dove, pare di capire, potrebbero comportarsi come il Conte Zio manzoniano: lenirebbero e sopirebbero. Non darebbero ragione al Napoli, altrimenti il protocollo (che il Napoli non ha rispettato o che le Asl, fate voi, hanno impedito al Napoli di rispettare ) andrebbe a donne di facili costumi. Ma con moral suasion, indurrebbero la Juventus a giocare la gara. E io dico: giustamente. Si deve giocare. I punti vanno fatti sul campo, non a tavolino. Si giochi.

Ma non si azzardino Federazione e Lega a pretendere la data del 13 gennaio. In quella data ci giochino Dal Pino e Gravina. Quella data sarebbe una violenza, stante la collocazione in calendario (tra la gara della Juve contro l'Inter e la Supercoppa contro il Napoli). Andrea Agnelli, nel caso, deve rifiutare. Arrischierebbe di trovarsi i “suoi“ tifosi sotto alla sede. Si giochi quando farà comodo alla Juventus. Che in campo si era presentata. Che non si è opposta al ricorso. Che è disponibile a giocare. Ma quando converrà a Madama . Non si azzardi Gravina a fare il duce, tirando in ballo le necessità della Nazionale. Il 13 di gennaio è la prima data utile ma la Juventus deve rifiutarla. Per non risultare, caro presidente Agnelli, come dicono a Napoli (auguri al grande  Diego Maradona  per i 60 anni e dopo la delicata operazione al cervello) mazziato. Veda di non far intortare Gianduia da Pulcinella. Che c'era: cinquecento anni prima della nascita di Gianduia. Come spiega il poeta trecentesco Giovanni de Bonis: “perseguendo (L'Aquila Imperiale) i pulcinelli / perché voltano mantelli / e mutansi di senno di ora in ora“. Non sono un esperto ma questa la conosco, perché la storia di Pulcinella era un complementare (all'università) al mio esame di italiano. Storia affascinante, descritta in modo esemplare (e meravigliosamente illustrata) da Anton Giulio Bragaglia in “Pulcinella“ - Gherardo Casini Editore 1953. Saggio imperdibile: persino per un universitario sessantottino.