SOTTOBOSCO - Juventus sempre nell'occhio del ciclone. Il ritorno di Allegri e l'esplosione dell'inchiesta scommesse: solo una coincidenza? Il club va tutelato. I (veri) scandali dimenticati. Superlega, ecco perchè Ceferin perderà...

07.06.2021 14:25 di Andrea Bosco   vedi letture
SOTTOBOSCO - Juventus sempre nell'occhio del ciclone. Il ritorno di Allegri e l'esplosione dell'inchiesta scommesse: solo una coincidenza? Il club va tutelato. I (veri) scandali dimenticati.  Superlega, ecco perchè Ceferin perderà...
© foto di Andrea Bosco

L'accusa di riciclaggio è grave. Scommettere è lecito. Anzi, lo Stato invoglia  a farlo, nonostante il rischio (sempre più consistente) di ludopatia. Vecchine e vecchietti che si rovinano al Gratta e Vinci o al Superenalotto. Una brutta bestia: lo dico per esperienza. C'è stata una stagione in cui puntavo su tutto: anche sulle monete tirate “sottomuro”. Smettere è difficile: la costanza nel “gioco“ è un demone che equivale a tirare di coca.

Ma se tutto è regolare, ognuno ha il diritto di rovinarsi come crede. Mio nonno, stimato imprenditore,  due anni prima di morire girò i casinò di mezza Europa e lasciò mio papà e suo fratello in braghe di tela. Un disastro famigliare. Ma quando la cosa diventa “irregolare“  (anche se non “sai“  che va approfondita e denunciata. Ci sono troppi malviventi che campano grazie a lerce operazioni appoggiandosi a malavita e  a “paradisi fiscali“. Denunciare è doveroso. Come ha fatto “La  Verità“ ( quotidiano di “lotta“ più che di “governo“)  che ha messo nel mirino Massimiliano Allegri. L'allenatore  con una breve nota ha smentito qualsiasi coinvolgimento. L'inchiesta è dettagliata, anche se alcuni passaggi lasciano stupefatti. L'Istituto che ha denunciato le presunte irregolarità alla Banca d'Italia si è preoccupato stante le provenienza delle somme “ perché arrivano da luoghi come Montecarlo dove notoriamente l'evasione fiscale risulta diffusa“. Bingo: metà dei procuratori della serie A ha residenza a Montecarlo. Nel Principato vanno settimanalmente ad abbeverarsi i colleghi che da quei procuratori ottengono le notizie: vere o false risultino. A Montecarlo risiedono piloti di Formula Uno, tennisti, cantanti, attori, star di ogni settore, imprenditori, nobili di mezzo mondo,  scienziati, politici (più o meno occultamente). La casa di Gianfranco Fini è passata alla storia. A Montecarlo gli Stati fanno e hanno fatto affari (alcuni  opachi) : basta leggere la storia di Onassis. Sulla sua barca, il “Cristina“ transitò il mondo: della politica, della finanza, dell'industria . Il bel mondo o a seconda delle valutazioni il “brutto“ mondo. In ogni caso: il mondo che contava .

Ora l'inchiesta, come altre, magari si sgonfierà. Resterà   il guano che addosso al mondo Juve viene veicolato. E che rimane. Come la vicenda del box di Antonio Conte in passato. Possiamo dire che la Juventus  risulta sistematicamente  nell'occhio del ciclone? C'è gente (come certi azzeccagarbugli) che fa perdere tempo e denari ai tribunali presentendo cervellotiche ricostruzioni. E pretendendo di dare improbabili spiegazioni alle sconfitte. Questo  è un paese dove conta  "urlare“. E chi urla più forte ha maggiore visibilità. Ciò non toglie che in seno alla Juventus qualche cosa vada sistemata. Colpevole o vittima i casi (dalle infiltrazioni  n'dranghetiste nelle  curve bianconere, dall'esame farlocco di Suarez, a certe pompate plusvalenze)  si susseguono, senza che la Juventus (almeno così non pare) voglia difendersi oltre che “nei processi“, anche “dai processi“. Perché l'anomalia  del calcio italiano sta tutta nella memoria. Si rammenta (e stabilmente si ripropone)  a distanza decenni il farlocco gol di Turone, (Carlo Sassi dixit)  frutto di un truffaldino montaggio in una moviola televisiva, ma ci si dimentica degli incredibili “passaggi“  di denaro transitato  per mezzo mondo  da parte di quel cinese che acquistò il Milan e che (come rivelò un inviato della Gazzetta dello Sport) a Pechino non solo non aveva un ufficio: neppure una targa aveva a giustificare l'esistenza della sue attività. Miniere inesistenti, secondo il “New York Times“.

Nessuno rammenta più i crack delle società, le valigette colme di dobloni per addomesticare gli arbitri, i caffè taroccati,  le fidejussioni false, le iscrizioni presentate fuori tempo massimo, i nandroloni, la creatina, i passaporti falsi, le leggi ad personam con relativo spalmadebiti, le pilotate prescrizioni, i video scomparsi dai tribunali, le leggende  metropolitane sugli arbitri rinchiusi nel proprio stanzino, i cartelli offensivi e volgari  dei politici. Come risultò la “movimentazione" delle scommesse (legali, allora solo all'estero) in un 5 maggio?

La piaga delle scommesse nel calcio è antica. Risolta sovente a tarallucci e vino. Oggi che le scommesse sono legali si fa giustamente divieto ai vari soggetti di scommettere nello sport che li veda - a livello lavorativo- protagonisti. Beppe   Signori dopo un lungo inferno è stato graziato. Qualunque colpa abbia commesso ha pagato più di un incallito mafioso . Potrà tornare nel mondo del calcio. Ma nessuno gli restituirà la vita “bruciata“ .

Un celebre magistrato (se poi questa frase l'ha veramente pronunciata) potrebbe dire che un “innocente è solo uno che è riuscito a farla franca“ .   Pagano  magari i giornalisti: in Italia, mai i magistrati. Al massimo vengono trasferiti .

Resta il fatto che le smentite lasciano il tempo che trovano. Anche in caso di successiva acclarata innocenza (vedi il caso di Gigi Buffon) gli schizzi di emme restano. Non si può sempre lasciar correre. La Juventus rappresenta una azienda e una grande famiglia . Soprattutto rappresenta una storia, fatta di milioni di persone. Sono queste persone che vanno tutelate. E' singolare che il ritorno di Max Allegri (con un progetto quadriennale) sia coinciso con l'esplosione di questa inchiesta.  Non sono un complottista: tuttavia …

Mi sono dimenticato della vicenda Ceferin , Superlega ,sanzioni? Non me ne sono dimenticato. I ribelli si sono affidati a Jean  Dupont l'avvocato del caso Bosmann e questo dovrebbe farli dormire sonni tranquilli: l'avvocato non ha mai perso una causa. Mi interessa l'aspetto “personale“ che ha assunto la vicenda . Sua Magnificenza Ceferin, vuole vendetta. La reclama ogni giorno. Verso Andrea Agnelli, più che verso il Barca e il Real Madrid.

Schiuma rabbia e rancore. E benché abbia già innalzato ghigliottine e allertato compagnie di sferruzzatrici, alla fine è destinato a perdere. Perché il tavolo del poker sembra apparecchiato per cinque giocatori : Ceferin-Le Chiffre e altri quattro. Uno “invisibile“ . Come la scultura “immateriale“ che recentemente un eccentrico signore ha comprato per 15.000 euro. Il quinto uomo  è James Bond?  La questione, come sempre, è di soldi. Chi ne ha di più, vince. A meno di  non barare. Ma farlo è difficile se di fronte ti trovi smisurati  “dividendi“.  Come spiega 007: “A poker non giochi con le carte che hai in mano: giochi contro la persona che hai di fronte“ .