Quale età per la Primavera? Tre esperti a confronto
Quale età per la Primavera? è il nome del panel organizzato dalla Lega Calcio Serie A prima della finale di Supercoppa Primavera, ma anche l'interrogativo rispetto a una possibile riforma del calcio giovanile. "Dobbiamo uscire dalla logica di chi gioca in serie A, i talenti migliori stanno andando all'estero" ha detto Luigi De Siervo ha parlato in occasione dell'evento.
Tetto in Primavera
"Per me noi i giocatori li abbiamo: c'è uno stop, ed è quello dei nostri allenatori che ci dicono che non sono pronti – ha detto Valentino Angeloni, direttore sportivo del settore giovanile della Fiorentina –. Però c'è un dato: se un ragazzo ha delle qualità specifiche o eccelse, se capisce che l’allenatore punta su di lui, ha possibilità infinite. Penso a Kayode: aveva delle eccellenze, sì, fisiche. Tecniche? Imbarazzanti. Il talento noi lo abbiamo, bisogna mettere delle regole sul minutaggio, o creare qualcosa di diverso che consenta uno sfogo diverso. "Tornare all'età massima di 19 anni per la Primavera potrebbe essere un'idea – ha confessato il dirigente –. Però bisogna considerare che la Primavera due ha età diverse, e bisogna considerare che ciascun ragazzo può avere il suo percorso. Ci sono tantissimi giocatori arrivati in Nazionale patendo dalle categorie più basse. Tetto di presenze in Primavera? si può valutare, chiaramente giocare 80 partite in Primavera non ha senso.
Età massima
Michele Sbravati, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta ed ex Juve, è intervenuto in occasione del panel. "I talenti ci sono, gli oriundi c'erano anche in passato e non è detto che non si debba andare a cercare la modernità nel passato – ha detto il dirigente –. Noi abbiamo l'Under 23, è ovvio che saremmo favorevoli a ringiovanire l'età massima della Primavera e forse è l'opzione migliore. Quando si è deciso di alzare a 20 anni, c'erano delle motivazioni: il limite di prestiti in C, il dare spazio ai tardivi insieme ai precoci – ha detto Sbravati –. Poi forse l'esperienza non è stata del tutto positiva e alcune valutazioni non sono state così efficaci, ma credo che uno dei temi principali sia quello di andare a investire nella formazione dei tecnici. Bisogna evolversi: non è vero che non si fa tecnica, ma si fa male".
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