Trionfo in Europa? La fortuna e gli episodi costituiscono spesso un X Factor

Trionfo in Europa? La fortuna e gli episodi costituiscono spesso un X FactorTuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
sabato 3 maggio 2014, 18:00Primo piano
di Francesco Carini
Nonostante la preparazione sia fondamentale per vincere in campo internazionale, il recente passato ci mostra come molti trionfi siano frutto di episodi tragicomici e importanti sviste arbitrali

Le vittorie importanti sono frutto di: sacrificio, programmazione, bravura, carattere e dedizione. Questo è senza dubbio il quintetto di elementi che rendono possibile ogni trionfo. Ma, analizzando bene i successi in Europa degli ultimi anni, ad eccezione di quello scorso (strameritato, anche se sudato in finale) conquistato dal Bayern Monaco ai danni del Borussia Dortmund, le vittorie continentali sono spesso frutto di alchimie in cui gli episodi fortunati, uniti ad errori arbitrali, hanno determinato il concretizzarsi di certi risultati:

1) Stagione 2008/2009, semifinale di Champions League fra Chelsea e Barcellona. Gli inglesi dominano e l’arbitro Ovrebo non concede tre rigori netti ai Blues, i quali capitolano brutalmente al 92’ a causa di un formidabile destro scagliato da Iniesta;


2) Stagione 2009/2010, semifinale di Champions League fra Inter e Barcellona. I padroni di casa giocano la partita perfetta, anche se, a mettere i bastoni fra le gambe ai catalani, ci si mette il vulcano islandese Eyjafjallajokull, che, eruttando, non permette a Messi e compagni di spostarsi in aereo per problemi di sicurezza legati alla pericolosità della nube vulcanica creatasi. A causa di ciò, i “blaugrana” hanno passato complessivamente più di dodici ore in pullman, trascorrendo una notte in Francia, ed arrivando a Milano senza la solita brillantezza. A tutto ciò, c’è da aggiungere, il fuorigioco non fischiato a Milito in occasione del 3 a 1 siglato dai meneghini e il calcio di rigore non concesso a Daniel Alves per fallo in area di Wesley Sneijder;


3) Stagione 2011/2012, finale fra Bayern Monaco e Chelsea. I tedeschi dominano sugli inglesi, arrivati a Monaco di Baviera dopo essere passati fortunosamente contro il Barça, ma sono i ragazzi di Di Matteo ad alzare la coppa dopo i calci di rigore. Il Bayern ha avuto l’unica pecca di sbagliare troppe occasioni da rete e di essersi lasciato sorprendere sul meraviglioso stacco di testa di Drogba sul finire del secondo tempo.

Con questi tre esempi non si vuole giustificare nessuno o scagliare il dito contro delle compagini che hanno creduto fino alla fine in vittorie a volte insperate, ma sicuramente si pone l’accento sulla funzione essenziale che gli episodi fortunati hanno sull’epilogo di un’annata internazionale. Nel caso della Beneamata, la corazzata di Mourinho ha giocato una partita perfetta, anche se non c’è dubbio che il fato l’ha nettamente aiutata, così come i bianconeri sono stati danneggiati dalla neve e da un campo a dir poco vergognoso ad Istanbul o, più recentemente, dall’atteggiamento ostruzionista e alquanto discutibile del Benfica. 

“Audaces fortuna iuvat”, ma non per questo si deve condannare una società che sta per vincere il terzo scudetto consecutivo e lo scorso anno è stata eliminata in Champions League dai futuri campioni. La stagione prossima si dovrà certamente fare di più, ponendo maggiore attenzione ai particolari ed evitando distrazioni che possono costare molto care (vedesi gol subiti a Lisbona o quelli sbagliati a Copenaghen), anche se la buona sorte resta sempre un fattore importante: “historia docet”.

© foto di Alberto Fornasari