Tre perle pesanti come un montante al fegato

Tre perle pesanti come un montante al fegatoTuttoJuve.com
© foto di Federico De Luca
martedì 29 aprile 2014, 19:45Primo piano
di Francesco Carini
I tre gol e la prestazione di ieri sera hanno mostrato la forza del collettivo juventino, a dispetto delle speranze e delle illazioni avversarie

Le ostriche sono buone, ma, se mangiate in eccesso, possono risultare pesanti… A prescindere dai gusti personali, la partita di ieri ha praticamente concluso la pratica campionato per la Juventus e distrutto le poche speranze della Roma, che, dalle parole di Rudi Garcia, apparivano quasi come certezze. A prescindere dal sensazionale cammino dei giallorossi, le frasi del tecnico transalpino sono spesso sembrate eccessive, con un tentativo piuttosto maldestro di mettere pressione ai campioni d’Italia in carica.

Il francese sarà un grande comunicatore, ma stavolta ha preso una cantonata epocale, sia per la risposta della Vecchia Signora, che ha giocato con la solita ferocia agonistica, che per ciò che concerne la prestazione degli emiliani, i quali hanno disputato una grande partita. Il Sassuolo è riuscito a mettere sotto i ragazzi di Conte grazie a Simone Zaza, proprio un giocatore il cui cartellino appartiene per metà alla Vecchia Signora… Un modo piuttosto inusuale di avvantaggiare un avversario… 

Non solo, nel match di ieri si sono rivisti  tre dei leitmotiv più importanti di quest’anno, che guarda caso sono i protagonisti delle reti siglate da Madama:

1) Carlos Tevez, giocatore dalla forza fisica e dalla tecnica spaziale, in grado di costruirsi un gol da cineteca e di essere il primo a pressare i difensori dell’altra squadra quando portano palla;
2) Andrea Pirlo, autore di un assist d’autore (in occasione della rete di Marchisio) da far rivedere a tutti i bambini delle scuole    calcio italiane, e meraviglioso salvatore dei bianconeri, grazie alle sue geometrie e ai suoi calci di punizione che hanno spesso tolto le castagne dal fuoco a una compagine che sa comunque lottare fino alla fine;
3) Fernando Llorente, il centravanti che è mancato dall’addio di Trezeguet, non forte tecnicamente come David, ma sicuramente grande esempio di umiltà per tutti i suoi compagni e all’occasione eccezionale finalizzatore. Il colpo di tacco di ieri è la chiara dimostrazione che lo spagnolo non è soltanto una torre che fa salire una squadra, bensì un ariete d’area completo.

Che dire? La speranza è certamente l’ultima a morire, anche se una dose di buon senso è in grado di evitare affezioni del tratto gastrointestinale.