Stop in semifinale. Da Kulenovic a Fagioli, cosa lascia in dote il Viareggio della Juve

Stop in semifinale. Da Kulenovic a Fagioli, cosa lascia in dote il Viareggio della JuveTuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 27 marzo 2018, 13:23Primo piano
di Edoardo Siddi

Fine della corsa. Il sogno Viareggio, per la Juve, si è interrotto bruscamente, con un sonoro 1-4 rifilato dalla Fiorentina. Risultato figlio di episodi chiave che non hanno sorriso alla Signora, ha detto Dal Canto, ma a prescindere da come la si guardi, l'esito resta il medesimo. E concluso lo sforzo è tempo di bilanci. Il cammino della Juve è stato senz'altro positivo, ma come ogni cosa ha in sé luci e ombre, un dualismo che caratterizza ogni analisi.  

IL VERO SANDRO - L'uomo Viareggio è senza ombra di dubbio lui. Sandro Kulenovic, attaccante croato classe '99, che, dopo mesi bui in cui tra problemi fisici e incapacità di incidere si è visto pochissimo, ha mostrato l'attaccante che in estate aveva impressionato tutti. 463 minuti in campionato in quasi 7 mesi, 494 al Viareggio in pochi giorni. Basterebbe questo per capire la differenza, con l'aggiunta dei gol: 0 in stagione prima dell'avvio della vecchia Coppa Carnevale, 6 in Toscana, che lo rendono capocannoniere. In attesa di capire se qualcuno lo scavalcherà, con Gori e Diakhate che incalzano. L'attaccante di Zagabria, in prestito dal Legia Varsavia, oltre ai numeri ha lanciato segnali veri anche in termini di voglia, capacità di aiutare la squadra e diventare perno dell'attacco. In campionato, con Jakupovic e Olivieri (ancora fermo ai box) la concorrenza non manca, ma lui ha lanciato una candidatura importante e non vuole fermarsi. 

IL FUTURO - Se questo campionato ha vissuto di alti e bassi, con una classifica che non sorride (ma i playoff sono alla portata e provarci è un obbligo), anche a Viareggio sono arrivati segnali importanti per la prossima stagione. L'Under 17 ha diversi prospetti interessanti e uno di questi si è messo in luce anche in Versilia. Nicolò Fagioli, classe 2001, è stato tra i gioiellini più scintillanti nelle occasioni avute. Ha mostrato perché sia ritenuto uno dei prospetti più interessanti del settore giovanile bianconero, portatore di quella sana genialità che ruba sempre l'occhio. Con lui hanno preso parte alla spedizione anche Petrelli e Leone. Per il primo qualche minuto in coda alle gare, per il secondo solo l'esperienza, che gli tornerà utile. Intanto, il consiglio è di appuntarvi il suo nome. Hanno impressionato, però, anche i classe 2000. Morachioli e Portanova sono stati tra i migliori quando chiamati in causa e anche Montaperto ha saputo incantare. Loro dovranno essere i pilastri della Primavera del futuro, senza dimenticare Nicolussi Caviglia. E c'è più di un motivo per essere ottimisti.

LE AMNESIE - Detto dei segnali positivi, doveroso focalizzarsi sulle lacune. In difesa la squadra ha sofferto sempre quando il livello si è alzato. La prestazione migliore in tal senso rimane quella contro il Rijeka nei quarti, ma è lecito aspettarsi di più. A prescindere dalle assenze, Tripaldelli su tutti. Le difficoltà nel restare concentrati e solidi sono uno dei problemi congeniti di questa squadra, il Viareggio li ha solo rimessi in luce. In vista del complicatissimo finale di stagione Dal Canto dovrà obbligatoriamente lavorare su questo. Gara dopo gara il gruppo sembrava trovare un'identità e quella fame fondamentale per raggiungere i successi: il brusco risveglio non deve cancellare tutto.