Spalletti promuove la Juve e tiene Kolo sul carro

Spalletti promuove la Juve e tiene Kolo sul carroTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Spalletti promuove la Juventus dopo l’1-1 con il Milan, difende Kolo Muani dai fischi e chiede più coraggio, qualità e cattiveria negli ultimi metri.

Luciano Spalletti guarda oltre il pareggio. L’1-1 contro il Milan lascia alla Juventus il rimpianto per le numerose occasioni non sfruttate, ma anche la consapevolezza di aver affrontato una grande avversaria con personalità e nonostante nove assenze.

Il tecnico bianconero promuove l’atteggiamento della squadra, capace di tenere alto il ritmo, recuperare numerosi palloni e reagire dopo il vantaggio rossonero di Cissé. Restano invece da migliorare la qualità delle scelte offensive e la cattiveria dentro l’area.

Spalletti dedica poi un passaggio netto a Kolo Muani, fischiato da una parte dello Stadium: il francese rimane il centravanti titolare e sarà confermato anche nella prossima partita.

«La Juventus ha fatto la partita»

Il primo riconoscimento arriva indirettamente da Ruben Amorim. L’allenatore del Milan ha ammesso che la sua squadra non avrebbe meritato la vittoria e Spalletti ha apprezzato l’onestà dell’analisi.

«Se dice così è una persona seria, da rispettare, perché dice le cose corrette. Noi abbiamo tentato di fare la partita, siamo stati bravi in alcune situazioni andando a saltargli addosso, ci siamo creati la possibilità di approfondire le cose. Poi non siamo stati completi nel ribaltarla e abbiamo riperso palla... La partita però è stata fatta, è stata una partita seria, importante, poi noi dobbiamo crescere».

La Juventus ha provato a governare il confronto attraverso una pressione molto aggressiva. I numerosi palloni persi dal Milan nella propria metà campo non sono stati casuali, ma la conseguenza del lavoro compiuto dai bianconeri.

Spalletti ritiene corretta la direzione intrapresa, pur riconoscendo che serva aggiungere qualità: «Questa è la base per poterci mettere roba sopra, perchè noi la partita l'abbiamo fatta».

Nove assenti, ma nessun alibi

La squadra si è presentata al primo grande appuntamento della stagione con un organico fortemente ridotto. Le assenze di Yildiz, Thuram, Cabal e degli altri indisponibili hanno limitato soprattutto le possibilità di intervenire dalla panchina.

Spalletti sottolinea la difficoltà senza utilizzarla come giustificazione: «Noi avevamo fuori 9 giocatori, con i cambi qualcosa riesci a fare... Siamo rimasti con la stessa faccia determinata pur subendo la delusione del gol preso e siamo andati a pareggiare la partita, quindi per me tutto positivo».

L’aspetto più apprezzato è proprio la reazione. Dopo la rete di Cissé, arrivata alla prima vera conclusione del Milan, la Juventus non ha perso identità e ha continuato a cercare il pareggio fino al colpo di testa di Gatti nel recupero.

Nico Gonzalez e Alajbegović promossi

L’emergenza ha permesso a Spalletti di verificare alcune nuove soluzioni. Nico Gonzalez è stato utilizzato al centro della trequarti, mentre Alajbegović ha sostituito Yildiz partendo dalla fascia sinistra.

Entrambe le scelte hanno ricevuto una valutazione positiva: «Nico in quella posizione mi è piaciuta, Alajbegovic nelle difficoltà ha fatto vedere di avere possibilità future. Siamo fiduciosi».

Nico ha legato centrocampo e attacco, arrivando anche alla conclusione con il destro. Secondo il tecnico, serviva maggiore precisione nell’ultimo passaggio per consentire all’argentino di calciare con il sinistro, il piede preferito.

Alajbegović ha invece mostrato personalità nonostante la giovane età. Il suo utilizzo dal primo minuto in un big match rappresenta un segnale importante per il futuro.

«Non bisogna chiedere permesso»

La Juventus ha recuperato molti palloni in posizione avanzata, ma non sempre ha saputo sfruttare le situazioni favorevoli. Spalletti individua proprio qui il principale limite della prestazione.

«Le intenzioni sono state quelle corrette, poi è chiaro che bisogna migliorare nelle scelte che si fanno e non bisogna chiedere permesso. In queste partite non ci sono possibilità di chiedere permesso, non si va ad aspettare di essere invitati, si va lì e ci si prende quello che ci dobbiamo prendere se vogliamo alzare quello che è il nostro mirino».

Il tecnico pretende maggiore coraggio nel passaggio decisivo e nell’attacco dell’area. La squadra arriva con continuità negli ultimi trenta metri, ma rallenta proprio quando deve trasformare una buona azione in un’occasione concreta.

La prestazione di Conceição sintetizza il problema: il portoghese è stato il giocatore più pericoloso, ma Maignan e il palo gli hanno negato il gol.

Diciannove cross senza trovare un compagno

Un dato evidenzia le difficoltà offensive: i primi diciannove cross della Juventus non hanno raggiunto alcun giocatore bianconero. Il primo pallone sfruttato correttamente dentro l’area ha prodotto il gol di Gatti.

Spalletti non considera il problema definitivo, anche perché l’arrivo di Woltemade offre una soluzione differente: «Non lo so se può diventare un problema, questo lo vedremo, ma Nick è uno che ha quella statura lì e di testa è uno forte, per cui si può andare a usarlo».

Il tedesco ha fisico e qualità tecnica, ma deve raggiungere la migliore condizione e sviluppare maggiore cattiveria nella finalizzazione. Contro il Milan ha conquistato una buona punizione, ma ha sprecato l’opportunità avuta dentro l’area.

Gatti, al contrario, ha attaccato con decisione il pallone del pareggio, mostrando agli attaccanti il tipo di determinazione richiesta.

Spalletti difende Kolo Muani dai fischi

Il tema più delicato riguarda Kolo Muani. Il francese non ha ancora segnato dopo il ritorno alla Juventus ed è stato accompagnato da alcuni fischi durante la partita.

Spalletti non arretra di un centimetro e si assume pienamente la responsabilità della scelta: «Ho scelto di salire sul carro di Kolo Muani, perché ho dato il consenso, e rimango sul carro di Kolo Muani. Io ci resterò fino alla fine e in fondo valuteremo dove ci avrà portato questo carro e tireremo le somme».

Il tecnico ritiene il centravanti un elemento fondamentale del progetto. Ne apprezza il movimento, la capacità di attaccare la profondità e il lavoro per la squadra, anche se riconosce che i risultati dipendono inevitabilmente dalla produzione offensiva della punta.

«La prossima partita la rigioca Kolo Muani, potete metterlo in formazione», ha annunciato senza lasciare dubbi sulle gerarchie.

Kolo Muani e Woltemade possono giocare insieme

La fiducia nel francese non esclude la possibilità di vedere Woltemade dal primo minuto. Spalletti considera i due attaccanti compatibili, grazie alle loro caratteristiche differenti.

«I risultati dipendono molto dagli esiti della punta centrale. Per noi Woltemade ci può dare molto, perché ha fisico e ha tecnica. Lui e Kolo Muani possono giocare insieme, serve solo che raggiunga una condizione ottimale perché non è al top».

Kolo può sfruttare maggiormente gli spazi e muoversi lungo tutto il fronte offensivo, mentre il tedesco può rappresentare il riferimento centrale, proteggere il pallone e occupare l’area.

La Juventus potrebbe quindi utilizzare la coppia soprattutto nelle partite bloccate o quando sarà necessario recuperare il risultato.

Nessuna polemica sul contatto con De Winter

Spalletti ha scelto di non contestare pubblicamente l’arbitraggio per il contatto tra Kolo Muani e De Winter all’origine del vantaggio milanista.

«Mariani è uno dei migliori arbitri italiani e secondo me la linea che stiamo vedendo è corretta. Noi ci stiamo adeguando a quello che succede in giro per il mondo. Questi non sono falli ed è giusto non fischiarli».

Il tecnico sposta quindi l’attenzione sulle responsabilità della squadra: «Tutto a posto, non vado a recriminare queste cose qui. Il gol la squadra doveva portarlo a casa prima».

Una posizione chiara: la Juventus aveva avuto abbastanza opportunità per segnare e non può affidare l’analisi della partita a un singolo episodio.

«Possiamo diventare una grande squadra»

Spalletti considera il pareggio una base sulla quale costruire. La Juventus non è ancora al livello desiderato, ma ha mostrato qualità importanti: pressione alta, identità, solidità difensiva e capacità di reagire.

«La Juventus non meritava di perdere questa partita qui. Si va avanti, si cercare una forza maggiore che ci permetta di diventare una squadra di livello più alto».

Il tecnico pretende ora maggiore personalità nei dettagli meno evidenti: «Sto chiedendo di andare a pressare e di andare a costruire cose serie quando abbiamo la palla. Poi di far imparare che la vera differenza si fa nei metri che nessuno misura».

Il messaggio conclusivo è rivolto alla testa dei giocatori. La Juventus deve diventare più spavalda, prendere decisioni senza timore e alzare il proprio livello anche lontano dai riflettori.

La prestazione contro il Milan non consegna i tre punti, ma convince Spalletti. La strada è tracciata: ora servono maggiore concretezza, coraggio negli ultimi metri e i gol degli attaccanti. A cominciare da Kolo Muani, sul cui carro l’allenatore ha promesso di rimanere fino alla fine.