Si al Top Player, no a certe cessioni...

Si al Top Player, no a certe cessioni...TuttoJuve.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
sabato 18 maggio 2013, 08:00Primo piano
di Francesco Carini
Acquistare grandi campioni non deve per forza essere sinonimo di cessioni di lusso

In questi giorni è trapelata in parecchi ambienti la notizia che i milioni a disposizione di Marotta per costruire la corazzata di Conte siano 90, 30 sborsati direttamente dalla società e 60 ricavati dalle cessioni. Niente male per un club italiano, visto che il paese sta vivendo una crisi economica senza precedenti.
C’è un solo problema: raggiungere i sopracitati 60 milioni. I ragazzi messi in vendita probabilmente saranno: Gabbiadini, Sørensen, Lichtsteiner e Isla; mentre fra quelli in forte dubbio rimane Vucinic. Adesso, restando qualche interrogativo sul fatto che si raggiunga questa cifra da un’azione di sfoltimento come questa (a meno che non vengano inseriti anche Matri, Quagliarella o Giovinco), la decisione di privarsi del montenegrino e dello svizzero lascia più di una perplessità.

Il primo, nonostante la sua discontinuità, rappresenta uno fra i pochi fulgidi talenti di cui il calcio italiano possa fregiarsi attualmente; il secondo è stato in grado di inserirsi subito nell’ambiente bianconero, grazie alle sue caratteristiche di “pendolino” e alla grande conoscenza del calcio italiano. Gli ex capitolini sono fra le note più liete dell’ultimo biennio, naturalmente dietro al trio Pirlo-Barzagli-Vidal, e di conseguenza resta molto difficile pensare a una corazzata in cui privarsi del loro apporto, in particolare del terzino di Adligenswil, il cui posto potrebbe essere preso da Piszczek (esterno destro classe ’85 del Borussia Dortmund di grande qualità, ma non abituato al calcio italiano).
Di certo, l’accostamento di nomi come Higuain, Sanchez o Ibra per il reparto offensivo, fa molto piacere ai supporters di Madama, però non si può non pensare ai buchi che certi addii possono lasciare in una rosa che ha vinto negli ultimi due anni grazie al furore agonistico trasmesso da Antonio Conte, piuttosto che alla poca qualità di cui era fornita (situazione messa in risalto nella doppia sfida di Champions contro il Bayern Monaco).
Di conseguenza, il Top Player in entrata (meglio se due) è necessario per cercare di colmare il gap con le Big d’Europa, ma non si può vincere in certi ambienti se ci si priva di due elementi collaudati che hanno risolto parecchie partite nel recente passato. Comprare è bene, vendere con oculatezza è meglio.