POLEMICA CONTE-BENITEZ, IL FATTURATO NON C’ENTRA.

POLEMICA CONTE-BENITEZ, IL FATTURATO NON C’ENTRA.TuttoJuve.com
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lunedì 31 marzo 2014, 16:20Primo piano
di Redazione TuttoJuve
fonte Editoriale di Deborah Schirru

Polemiche dopo la sfida del San Paolo tra Napoli e Juve: niente di nuovo. Benitez punzecchia Conte ed il tecnico leccese risponde per le rime. Il dibattito è incentrato sui bilanci. "Serve tempo, la Juve ha 300 milioni di euro di fatturato e ha una grande rosa. Oggi non c'era Tevez, ma c'era Osvaldo e poi Vucinic in panchina, calciatori di grande qualità. Quando manca un titolare, nella Juventus c'è sempre un calciatore di pari livello". Questa la frecciata dell’allenatore del Napoli dopo la vittoria dei partenopei per 2-0. "Benitez ha parlato di fatturato, ma quel dato conta fino a un certo punto. Bisogna capire quanto una società investe sul mercato partendo da quel fatturato. Il Napoli ha speso 100 milioni, noi 23. Cento milioni la Juve li ha investiti in tre anni, loro solo quest'anno. Sono a -17, fuori dalla Champions e fuori dall'Europa League". Questa la replica del tecnico dei bianconeri.

Lo spagnolo attribuisce, quindi, i successi della Vecchia Signora alla disponibilità economica della Juve (data da una gestione eccellente e dallo stadio di proprietà), Conte invece sottolinea come, nonostante il fatturato superiore, il club di Agnelli abbia investito sul mercato, negli ultimi tre anni, ciò che il Napoli ha speso in una stagione. La Juve ha conquistato tre scudetti e gareggia per l’Europa League, al Napoli rimane la Coppa Italia. Certo il club torinese “vanta” il monte ingaggi più alto d’Italia con 115 milioni totali, mentre quello del Napoli è pari a 74 milioni. I campioni si pagano: cartellini ed ingaggi. Marotta è riuscito ad aggiudicarsi top player come Pogba, Llorente, Tevez ed Osvaldo con operazioni economiche sensazionali: due di questi a parametro zero, l’ex Roma con la formula del prestito e l’Apache finanziato dalla cessione di Matri al Milan. Ciò che poi “penalizza” le casse bianconere possiamo dire che siano le grosse somme percepite dagli juventini. Bigon, la scorsa estate, ha potuto fare la spesa senza batter ciglio grazie all’introito faraonico guadagnato dalla cessione di Cavani e alla luce dei soldi spesi in estate (e a gennaio), da questo Napoli ci si aspettava qualcosa in più. De Laurentiis, però, ha il merito di tenere “a stecchetto” i propri giocatori con ingaggi di tutto rispetto ma mantenendo il monte ingaggi nella media, dietro Milan, Inter e Roma. Da questi dati si evince che entrambe le società godano di gestioni economiche eccellenti, certamente frutto di due scuole diverse ma comunque esemplari. La questione è che il dibattito tra i due allenatori si è basato su un aspetto che niente ha a che fare con risultati dei due club. Se il Napoli ha bisogno di tempo non dipende da fattori economici ma dal fatto che Benitez ha dovuto far ingranare una rosa composta, quasi nella totalità, da nuovi innesti, dovendo occuparsi contemporaneamente di plasmare la squadra cercando di trasferirle una mentalità da big che potesse far competere il club anche ad alti livelli. L’allenatore partenopeo avrebbe dovuto mettere in conto il tempo necessario per costruire la squadra senza appigliarsi alla bella stagione della Juventus.