Olivera vota Uruguay: "Núñez l'attaccante ideale, Araújo e Ugarte non ti lascerebbero mai a piedi. Bernardo Silva? Gli dico perché scegliere la Juventus"
"Anche se sono all'estero, non mi sarei potuto perdere la Juventus per nulla al mondo. E' stata una bella vittoria, anche se con un po' di sofferenza nella ripresa. Ma l'importante era riavvicinarsi al Como". Pensieri e parole di Ruben Olivera, ex centrocampista bianconero dal 2004 al 2007, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:
Ultimamente, abbiamo perso un po' le tue tracce. Che cosa stai facendo attualmente?
"Mi trovo a Madrid per lavoro, sto seguendo un progetto immobiliare con altre persone. Mi sono un po' distanziato dal calcio, però lo seguo sempre e cerco di restare sempre molto aggiornato. Dal pallone è un arrivederci, non un addio".
Riprendendo il discorso sulla Juve, credi che il club riuscirà a qualificarsi in Champions?
"Agguantare il quarto posto, anno dopo anno, sta diventando sempre più un'impresa. Ai miei tempi, quando ho indossato questa maglia, arrivare in Champions era abbastanza scontato. Noi giocavamo sempre per lo Scudetto, e se andava male arrivavi terzo. E' un periodo un po' così, ma le cose dovranno cambiare".
"Le cose dovranno cambiare", ma da dove?
"Non cambiare allenatore ogni anno sarebbe già un ottimo punto di partenza. Basta modificare in corsa i progetti, deve esserci stabilità. E quando c'è, i risultati arrivano sempre. Come nel caso dell'Inter che con Simone Inzaghi fece due finali di Champions in quattro anni. Sono estremamente contento del rinnovo di Luciano Spalletti, penso che sia la persona giusta per riportare alla vittoria questo club".
Poi tu lo hai affrontato anche da avversario, quando macinavi i campi di Serie A.
"Sì l'ho conosciuto da avversario, è un vincente ed è riuscito a portare al trionfo una squadra non attrezzata come il Napoli. Bisognerà dargli tempo e avere pazienza, credo che in due anni potrà ottenere dei grandi risultati. La Juve deve lottare per il titolo, non per il piazzamento in Champions".
I rinnovi di Yildiz e McKennie sono degli indizi sulla volontà del club di tornare alla vittoria.
"Lo penso anche io, McKennie è da tanti anni alla Juventus e serve un giocatore così esperto nella rosa. E Yildiz è uno dei migliori astri nascenti del mondo, non rinnovarlo sarebbe stato un delitto. Loro possono essere le figure chiave dell'imminente futuro".
Yildiz e McKennie, però, non basteranno. La Juve avrà bisogno di rinforzarsi sul mercato.
"Lo so che i prezzi sono alti e quasi folli, ma c'è bisogno di comprare nuovamente dei giocatori all'altezza di questo club".
I bianconeri stanno trattando diversi parametri zero importanti come Goretzka e Bernardo Silva. Ma perché oggi questi campioni dovrebbero preferire la Juve, che non vince lo scudetto dal 2020, ad altri club più quotati e vincenti?
"Perché questi campioni devono avere lo stimolo di affrontare una nuova sfida. Penso che molti di loro potrebbero seguire l'esempio di Modric, che ha scelto il Milan e l'Italia dopo il Real Madrid. Un giocatore come Bernardo Silva, nel pieno della sua maturità, può avere l'occasione di dimostrare di essere ancora importante in un club come la Juventus. Per lui, a mio avviso, sarebbe molto bello poter iscrivere il suo nome all'interno di quelli che hanno fatto rinascere la Signora. Perché lo dicevamo prima, la Juve è la Juve e tornerà a vincere".
E parlando di attaccanti, invece, negli ultimi giorni è stato accostato nuovamente una tua vecchia conoscenza: Darwin Núñez.
"Nell'Al Hilal è stato chiuso dall'arrivo di Benzema, per questo potrebbe avere grande voglia di riscatto. Lo volevo già l'anno scorso, per me sarebbe l'attaccante ideale per la Juventus. E' giovane, integro e con uno spiccato senso del gol. In Italia potrebbe fare la differenza".
Non solo Núñez, ma la Juve segue anche i tuoi connazionali Ugarte e Araújo.
"Due giocatori molto forti: il primo è un ottimo recupera palloni, il secondo è un esterno sinistro tutta fascia che è bravo nel dribbling e in zona offensiva. Sono due giocatori molto giovani, di grinta e con grande voglia di spaccare il mondo. Alla Juve di oggi manca questo tipo di garra. Io punterei fortemente su di loro, anche perché gli uruguaiani non ti lasciano mai a piedi".
In che senso? Perché "non ti lasciano mai a piedi"?
"Perché il calciatore uruguaiano è sinonimo di garanzia, è difficile che tu non riesca a puntare su di lui. Siamo in pochi, è vero, ma ci siamo sempre".
Si ringrazia Ruben Olivera per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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