Nell'olimpo bianconero e azzurro: storia di un bomber di altri tempi.
“Il calcio era il mio sogno. E i sogni si conquistano con i sacrifici”. Cosa accade quando una passione ci spinge oltre i nostri confini? Quando un’emozione valica le nostre aspettative, ci travolge interamente contro ogni logica e ci indirizza su una strada ben precisa che, per quanto intrisa di pericoli ed avvolta dall’ignoto, non possiamo fare a meno di perseguire? Quando la passione, ovvero quel sogno che ci alimenta si realizza, inizia la vita vera: una vita che per Luca Toni è sempre stata vissuta all’insegna del calcio, all’ombra di un dischetto rotondo e manti erbosi su cui correre e dribblare gli avversari inseguendo un gol, con cui ha sempre avuto un ottimo rapporto. E noi italiani, lo sappiamo bene.
È vero, è durata soltanto un anno l’avventura di Luca Toni alla corte bianconera, ma ha lasciato un segno profondo fra i tifosi e nella storia juventina. L’ex Campione del Mondo arrivava a Torino nel gennaio del 2011, in una Juve in piena crisi di identità e di risultati, dopo aver girovagato da vero bomber per mezza Italia ed aver fatto una veloce capatina in Germania, impugnando lo scettro dei goleador nientepopodimeno che nel Bayern München.
L’esordio di Luca con la maglia bianconera, numero 20, avvenne il 9 gennaio, a Napoli. La Juve venne solennemente sconfitta per 3-0, ma Luca riesce a mettersi sempre in evidenza. Fu suo, infatti, il goal del pareggio se non fosse (inspiegabilmente) annullato dall’arbitro. L’appuntamento con la sua amata rete tuttavia fu rinviato di un mese: 5 febbraio, Cagliari. La Juventus sta vincendo per 2-1, grazie ad una doppietta di Matri (anche lui arrivato nel mercato di gennaio). A pochi minuti dalla fine, su un preciso cross di Barzagli, Luca spizza di testa il pallone e batte l’incolpevole portiere gagliaritano. È la rete della sicurezza, che fissa il punteggio sul 3-1 per i bianconeri.
Ma il vero momento di gloria, nemmeno a farlo apposta, avvenne domenica 10 aprile 2011. Si giocava al Comunale contro il Genoa. I rossoblu sono l’ultima squadra dove Toni ha giocato, prima di approdare alla Juve. La partita è tanto bella quanto rocambolesca. Ma proprio quando mancavano sette minuti alla fine: Toni, entrato in campo da poco, sfruttava un lancio in profondità, sbloccatosi dal contrasto con l’amico/avversario Dainelli depositava il pallone del decisivo 3.2 in rete. È il gol della vittoria, il classico gol dell’ex. Il classico gol alla Luca Toni.
Ancora qualche presenza ed il campionato finisce: 15 presenze due goal, non il massimo ma data la stagione e le varie dure problematiche, non fu poi così pessimo come bottino.
Ma ecco che la stagione 2011/12 porta tante novità a Torino. Arriva Antonio Conte come allenatore e viene inaugurato lo nuovo stadio. E proprio il giorno dell’inaugurazione vede Toni come protagonista. Nell’amichevole che segue la cerimonia contro il Notts County, è proprio Luca a segnare il primo goal della Juventus nella storia del suo nuovo stadio.
Un altro marchio indelebile con la maglia bianconera è suo.
Con un’intervista rilasciata al sito ufficiale della Juventus Luca Toni ha salutato dopo un anno in bianconero tutti i tifosi di Madama per approdare all’Al-Nasr. Alla domanda "Luca, cosa ti porterai dentro di questa esperienza alla Juventus?" Lui ha semplicemente risposto: "È chiaro che è stata un’esperienza molto importante, perché sono venuto nella squadra di cui son sempre stato tifoso sin da bambino per cui per me è stato bello. Inoltre posso solo ringraziare i tifosi, anche ora che giocavo poco ho sempre ricevuto grande affetto da parte loro per cui e ora da Dubai tiferemo insieme per la Juve. Lascio una Juve forte che sta correndo a mille. Fa piacere perché ho vissuto soddisfazioni, anche se non tantissime. Il centesimo goal in Serie A l’ho fatto con la Juve e quello resterà per sempre".
E' proprio vero, caro Luca, la firma del campione resta sempre nel cuore di chi inevitabilmente ha saputo apprezzarti: Una vita sempre ai massimi livelli, una professionalità fuori dal comune, correttezza dentro e fuori il campo, doti da leader, capacità tecniche invidiabili, imponente nel gioco aereo ed esperienza internazionale: questi i giusti ingredienti che compongono la ricetta del campione.
Forse è per questo che il calcio non è uno sport per tutti, che i miti tramontano con la velocità di un istante, che le prime impressioni non sono altro che specchietti per le allodole e che il talento, quello vero, insieme all’umiltà, sono le uniche doti necessarie per entrare nell’Olimpo dei grandi e per far sì che la propria leggenda, il proprio esempio, non venga mai obliato dalle scarpette appese ad un chiodo e dalle ceneri del tempo.
Grazie, Luca.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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