MELO: "Sono duro e grintoso, non cattivo. Nessuna lite con Sissoko. Ora sei punti per essere grandi"

15.10.2010 09:30 di Davide Terruzzi  articolo letto 7408 volte
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
MELO: "Sono duro e grintoso, non cattivo. Nessuna lite con Sissoko. Ora sei punti per essere grandi"

Com'è strana la vita. Fino a due mesi indicato dalla stampa mondiale come uno dei giocatori più fallosi e flop del Mondiale, ora si sta prendendo qualche piccola soddisfazione dimostrando di essere ritornato il Fellipe Melo che, prima con l'Almeria e poi con la Fiorentina, aveva fatto sfaville. Oggi è protagonista di una bella intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport:  Ecco i passaggi più significativi:

"SONO DURO E GRINTOSO, NON CATTIVO" - "Io il cattivo che è diventato un pezzo di pane? Non confondete il carattere con la cattiveria. Comunque, fate voi. Ho sentito pure di peggio: Dopo il Mondiale mi hanno dato dello sleale. Andate a rivedervi la mia carriera: non ho mai fatto male a nessuno. Sono duro, grintoso, ma corretto. Sarà perché pratico il Vale Tudo? Sbagliato. Mio papà praticava il Vale Tudo, io ho fatto Ju-Jitsu, altra roba.

DA VOLTA REDONDA A SAO GONCALO - "Dove sono cresciuto? A Volta Redonda, nello stato di Rio de Janeiro. Ma a nove anni mi sono trasferito a São Gonçalo, più vicino a Rio. Ci ho vissuto con i nonni dopo che mi prese il Flamengo. Andavo ad allenarmi in pullman, spesso da solo. Non ero in una favela, ma di certo nemmeno in un posto tranquillo, diciamo in un luogo dove si diventa grandi in fretta.

DELUSIONE MONDIALE - "Cose mi resta dentro di Brasile-Olanda, di quel cartellino rosso e dell'eliminazione dal Mondiale?
Tanta tristezza, la sensazione di una grande occasione persa, perché nel primo tempo potevamo andare sul 3-0. Se ho sensi di colpa? Fino a un certo punto, perché al momento del mio rosso eravamo già sotto, e in un certo senso avevamo capito tutti che non saremmo più riusciti a rimontare. Cosa successe nello spogliatoio dopo la partita? Abbiamo pianto, anche Dunga, ma nessuno mi fece pesare qualcosa. Al ritorno, in Brasile, fui violentemente contestato? Falso. Sono sceso dall'aereo, c'erano 200 persone. Uno mi ha urlato: "Figlio di...". Immediatamente, tutti gli altri lo hanno fischiato e cinque bambini si sono avvicinati per incoraggiarmi, mentre qualcuno mi chiamava "guerriero". Di più, nei giorni successivi ho incontrato gente con la mia immagine tatuata sulle spalle, mi dicevano che nel Brasile c'era ancora bisogno di un guerriero come me. Vi sembra contestazione questa? La verità è che i giornalisti avevano bisogno di un capro espiatorio".

IL RAPPORTO CON DUNGA - "Chi è Dunga per me? Molto più che un allenatore. Oggi posso dire di avere un grande amico in più".


IL RAPPORTO COL NUOVO CT MENEZ - "Come giudico il nuovo CT Menezes? Se guida il Brasile vuol dire che lo merita. Anche se mi ha fatto fuori? Io so quello che valgo. Sono un grande giocatore, il brasiliano più pagato dalla Juventus, uno dei club più prestigiosi del mondo. Penso a fare il mio dovere in campo, a dare tutto, inseguo il sogno di tornare in Nazionale. E se gioco bene il c.t. non potrà non tenerne conto. Lui ha il dovere di osservare tutti i brasiliani. Oltretutto, so che per un po' si fermerà in Europa per vedere alcune partite. Bene, lo invito anche da noi, magari per Milan-Juventus..".


"NON ROVINIAMO TUTTO CONTRO LECCE E BOLOGNA" - "Prima del Milan affronteremo Lecce e Bologna? Certo. La vera prova del nove per questa Juve. Voglio sei punti per andare a San Siro da protagonista, a godermi una grande serata, e magari a divertirci pure... Manchester City e Inter ci hanno detto che possiamo giocarcela con tutti, ma finora siamo mancati in quelle gare teoricamente più semplici. Ed è facendo punti in certe partite che si diventa grandi, che si sta lassù. Se la gara contro l'Inter rappresenta la svolta? In un certo senso sì, ma ripeto: se poi roviniamo tutto con Lecce e Bologna...".


"IL NOSTRO E' UN GRANDE CENTROCAMPO" - Krasić, Felipe Melo, Aquilani e Marchisio: è il centrocampo più forte del campionato? "Aggiungerei Sissoko e Pepe, tutti nazionali. Sì, è un grande centrocampo, non abbiamo nulla da invidiare nemmeno a livello internazionale".

"NESSUNA LITE CON SISSOKO" - "Se con Sissoko è tutto chiarito? Non le rispondo nemmeno. Assurdo parlare di lite per sciocchezze che sul campo avvengono spessissimo".

"SIAMO LA JUVE, IL PIU' GRANDE CLUB DEL MONDO. QUI SI SBAGLIA AL MASSIMO UN ANNO" - "Perché i tifosi bianconeri devono essere ottimisti? Perché siamo la Juve, il più grande club del mondo, destinato a vincere. Qui si sbaglia al massimo un anno, non di più".


"DELNERI, MAROTTA, DIO ED IO: ECCO COME SONO RINATO" - "Che formuletta magica ha usato Delneri con me? Il mister e Marotta a inizio stagione mi hanno preso da parte e mi hanno detto: "Felipe, per noi sei molto importante". Il resto lo hanno fatto Dio e la mia voglia di voltare pagina. Anche se un anno storto non dipende mai da un solo giocatore".

LA SORPRESA - "Chi è la sorpresa della stagione? Facile dire Krasić, ma mi piace indicare Grygera. E' un giocatore prezioso, che è risultato decisivo in un momento delicato della stagione".