LIVE TJ - CHIELLINI: "Vi presento la mia social biography. In campo col Frosinone? Sto bene, vedremo. Stare davanti ora conta zero, conta esserlo alla fine. Zaza testone e permaloso, ma..."

LIVE TJ - CHIELLINI: "Vi presento la mia social biography. In campo col Frosinone? Sto bene, vedremo. Stare davanti ora conta zero, conta esserlo alla fine. Zaza testone e permaloso, ma..."TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 4 febbraio 2016, 15:04Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Giorgio Chiellini presenta oggi pomeriggio al Media Center di Vinovo  "The defender - Di testa e di cuore", la sua prima social biography. Tuttojuve.com segue in diretta l'evento riportando integralmente e in tempo reale le sue dichiarazioni: "Buon giorno e grazie di essere qui. Oggi presento la mia social biography,  The defender. E' una cosa un po' diversa dal solito, perchè a me l'autobiografia classica non è mai piaciuta, soprattutto perchè ancora sono nel mentre di tutto e mi piacerebbe poterlo fare alla fine, sono troppo impegnato a vivere il presente e non riesco a capire bene quello che sta succedendo. Invece mi è subito piaciuta l'idea di Mattia  e degli altri ragazzi di eFanswer, di interazione con i tifosi. In pratica è nata questa idea, questo progetto da parte loro, di formare, di scrivere una biografia, un libro, interagendo con i tifosi, scegliendo tra migliaia di domande e poi cercando di coprire un po' tutti gli argomenti. Si parla di classiche domande di sport, domande un po' più private e penso che in questo libro si possa cogliere qualcosa di diverso dalla solita routine. E' sicuramente una cosa molto leggera perchè voleva essere una cosa leggera, magari può essere anche presa come spunto - spero - per tanti ragazzi giovani che si affacciano al mondo del calcio e conoscono un po' meglio la persona e non solo il calciatore. Qualche spunto interessante c'è, mi sembra di aver fatto passare qualche buon concetto, poi non so quanto riuscirò a far arrivare ma l'ho riletta più volte, a me è piaciuta e spero che poi le persone possano provare la stessa cosa. A voi...". 

Più o meno quante domande ci sono dentro? Qual è stato il criterio di scelta? Da dove sono state prese le domande? In quale periodo le hai raccolte?
"E' durata qualche mese. Le domande erano migliaia, venivano fatte tramite eFanswer, questa piattaforma nella quale si poteva interagire con me. Venivano chiaramente suddivise, perchè tante poi erano anche abbastanza simili, erano già scremate dal gruppo di lavoro loro e poi mi venivano girate e da lì si partiva a scegliere. Ho risposto chiaramente liberamente a un po' di domande e poi è partito il libro. Sono 350 scelte, erano tantissime, 4-5000, quindi non è stato neanche facile. Ma come ho detto prima, l'idea che mi è piaciuta è questo diverso modo di interagire. Non è neanche facile rispondere a tante domande, alcune sono simili, ad altre avevo già risposto, un po' di tempo lo porta via e spero di aver soddisfatto un po' tutti".

C'è una domanda che nessuno ti aveva mai fatto?
"Sono sincero, sono talmente tante, non te lo saprei dire. Io sono uno molto riservato e comunque una parte rimane sempre nel mio cassetto dell'intimità, però ho potuto condividere magari alcune cose che non avevo mai fatto per scelta o per occasione, invece questa è stata un'occasione buona per relazionarmi un po' di più e aprire alcuni cassetti più privati".

Come stai? Potresti giocare contro il Frosinone?
"Sto bene, non stavo benissimo perchè comunque avevo, ho, un affaticamento muscolare sull'adduttore e non ero tranquillo e sicuro, quindi abbiamo scelto di non rischiare perchè non mi sentivo di giocare. In questi giorni lavorerò con la squadra e valuteremo sabato pomeriggio o domenica mattina, non te lo saprei dire. Ho giocato tanto, è stato un periodo impegnativo soprattutto le ultime due settimane, quindi comincio ad avere un'età e ogni tanto bisogna anche sapere recuperare".

Ripensando alla vittoria di ieri, si è vista una Juve meno brillante: è un calo fisiologico che ci può stare o c'è qualche cosuccia in più da analizzare? Allegri ha parlato di tornare con i piedi per terra e c'è l'allarme infortuni. Un attacco spuntato...
"Spuntato per fortuna no, contato sì (sorride, ndr). E' abbastanza fisiologico non riuscire ad esprimersi al 100% in tutte le partite, veniamo da un periodo molto intenso ed era impensabile riuscire a vincere tutte le partite 4-0. Abbiamo trovato un avversario in buona salute, che ci ha messo in difficoltà soprattutto nella distruzione del gioco, non ci ha fatto giocare bene, ma se vedete le storie degli ultimi 4 anni di Juventus-Genoa, non mi ricordo partite molto diverse da quella di ieri, anche quando magari c'erano tutti i giocatori a disposizione. La squadra anche ieri ha saputo vincere, ha dato sempre grande prova della nostra identità e questa è la cosa più importante. Ora abbiamo la partita più difficile di questo mini-ciclo che è domenica a Frosinone, perchè per tanti potrebbe essere una partita di basso livello, basso rischio, ma in realtà sono proprio quelle dove bisogna stare più attenti e sono sicuro che ci faremo trovare pronti. Speriamo di avere pèiù giocatori possibili a disposizione a parte gli attaccanti che sappiamo essere due più il ragazzo della Primavera, pisano, cresciuto nel Livorno (Andrea Favilli, ndr). Io e il mister cerchiamo di farlo sentire subito a proprio agio per darci una mano. Poi abbiamo due settimane complete per lavorare e recuperare giocatori, in questo momento c'è bisogno di lavoro e di recupero, sia per chi ha giocato, sia per chi ha giocato meno, perchè veramente gennaio e questa prima settimana di febbraio, per noi è stato un tour de force".

Tutte le domande del tuo libro sono arrivate da tifosi juventini?
"Qualche domanda è arrivata da non juventini, non si parla solo di Juve, tra l'altro alcuni lo dicono di non essere di fede juventina, sicuramente da appassionati di calcio. Non è stato un libro monotematico sulla Juve, ci sono un po' di curiosità generali, dalle classiche che non mancano mai, ad alcune magari più originali".

Il tifoso più piccolo che ti ha fatto una domanda? Ci sono anche bambini in mezzo?
"L'età non me la ricordo, ma ci sono dei bambini. Alcuni scrivevano 10-12, poi non se qualcuno ha fatto scrivere al papà. Tante di queste curiosità sono di ragazzi. Noi stiamo invecchiando un po' tutti, ma se vi ricordate voi quando eravate bambini, ragazzi, io qualche ricordo ce l'ho ancora, tante curiosità sono proprio di quella età. Io ero un appassionato di calcio come probabilmente tutti quelli che hanno scritto e chiedi sempre qualche aneddoto. Questo libro è indirizzato un po' a tutti, ma spero che possa aiutare.... non aiutare, ma ispirare tanti ragazzi che si stanno affacciando al mondo del calcio e alla vita in generale".



Allegri ha detto che sentiva troppa euforia dentro e fuori. Ma avete festeggiato troppo dopo il 4-0 al Chievo?
"No, ma una prova così forte e netta, anzi, due, perchè con tutto il rispetto c'è anche un 3-0 all'Inter, non è da tutti i giorni. 3-0 all'Inter, vai a Verona in un campo comunque non semplice - poi anche loro avevano delle assenze, ci mancherebbe -, vinci 4-0 che potevano essere 6-7 perchè hai preso pali, traverse e occasioni... un minimo c'è. Magari pensi anche inconsciamente che sia tutto facile, perchè poi siamo tutti bravi ragazzi e siamo un gruppo vaccinato. Poi abbiamo trovato ieri una squadra in salute e lo ha dimostrato domenica con la Fiorentina, dove meritava qualcosina in più. Detto questo, per fortuna Gigi si è appena sporcato i guanti. Abbiamo creato poco anche noi, però soprattutto nel secondo tempo siamo stati squadra in campo e abbiamo lavorato bene su quello che dovevamo fare. Non ha aiutato neanche il clima dello stadio, infrasettimanale di campionato così, i primi dieci minuti sembrava di essere a teatro, si sentiva la voce delle panchine e della gente proprio vicino, vuol dire che c'è qualcosa che non torna. Per tutti questi fattori era una serata abbastanza complicata. Detto questo ben vengano le difficoltà quando vinci, se si riesce a vincere anche quando non si gioca bene, è un segnale positivo. E' chiaro che la nostra squadra per dare continuità deve dare continuità di prestazioni, il risultato è una conseguenza. Dobbiamo esserne consapevoli già domenica".

Una volta che hai chiuso il libro, hai pensato che potesse mancare qualcosa? E' meglio trainare il carro o inseguire il carro che porta verso lo Scudetto?
"Penso più o meno di aver tolto tante curiosità, tutto è impossibile. Alcune cose ci tengo anche a tenerle riservate per me, ma si è parlato veramente di tanto e magari si scoprono tanti aneddoti che solo chi mi consoce bene può sapere e forse neanche lui. Per l'altra domanda, non cambia niente, quello che conta è essere davanti a fine campionato, poi essere dietro o davanti ora conta veramente zero. Siamo stati davanti per fortuna spesso, siamo stati dietro il primo anno di Conte, quello che conta è arrivare davanti alla fine".

Come mai il titolo in inglese? Ti senti difensore anche nella vita?
"In inglese perchè avevamo condiviso una molteplice scelta di titoli ed era quello che mi ispirava di più poi anche come resa, in inglese mi piaceva di più che non mettere 'Il difensore'. Alla fine cambia poco, ma l'ultima scelta è stata la mia e ho deciso così. La mia speranza crescendo è di poter essere un esempio per le generazioni più giovani, nella vita sono molto diverso da come sono in campo, però spero per chi mi ha conosciuto di rimanere un esempio positivo e vorrei trasmettere qualcosa de genere anche ai più piccoli. La quotidianità ti aiuta a conoscere davvero le persone e quindi con chi condivido la quotidianità è più facile trasmettere questi concetti. Questo libro può essere un mezzo d'aiuto per chi chiaramente non può vivermi tutti i giorni e magari può ricevere qualcosa".

In passato di qualche campione avresti voluto leggere un libro simile? E che cosa hai pensato quando hai visto Zaza fare quell'intervento?
"Da bambino mi sarebbe piaciuto leggerlo di Maldini che è stato per me un idolo da ragazzo. Ho letto quando aveva fatto il libro Andrea, avevo letto la sua, perchè alla fine poi anche di un amico, di una persona che conosci, vengono fuori aneddoti, dei lati che non conoscevo, anche il libro di Lippi. Mi piace anche di persone che conosco poi leggere queste cose. Con Simone ho un buonissimo rapporto e Simone è una persona che in questi mesi è migliorata tantissimo. Come gli dico sempre, il suo più grande difetto è che è un testone e che è permaloso, ma ha una grande forza, un grande pregio, che pur essendo permaloso ti ascolta e poi migliora. Ieri secondo me ha dato una svolta importante alla partita perchè il suo ingresso ha rianimato una squadra che in quel momento era in difficoltà, deve imparare a gestire alcuni momenti della sua partita. E' un ragazzo buono, che deve stare qui e deve fare bene qui perchè ha tutte le potenzialità per farlo. Un po' di tempo ce lo mettono tutti, deve stare tranquillo e continuare a migliorare, perchè in questi mesi è migliorato giorno dopo giorno, affinando sia tecnicamente che caratterialmente alcuni lati della sua personalità in campo. Deve continuare a farlo perchè alla Juve non sei come in un club più piccolo, ma hai comunque attenzioni mediateche diverse, hai responsabilità diverse, sa di aver sbagliato, sa quando sbaglia, lo capisce e sono convinto che migliorerà e ci darà una grade mano perchè è un attaccante che porta energia, che tiene su la squadra, che fa gol che ha dei colpi importanti e io ho molta fiducia che possa essere sempre di più un giocatore importante. Chiaramente limitando l'eccesso di agonismo e foga e che viene dalla sua voglia di fare bene".

In cosa la Juve è rimasta uguale rispetto al passato? E' più bello per voi vivere un campionato così, con questo duello con il Napoli, o è meglio dominare?
"Le squadre sono diverse chiaramente da Conte, credo ci sia un comune denominatore, che è la Juventus, non la Juventus come squadra, ma la Juventus per società  e gli ideali che si tramandano in questa società. Non credo sia un caso che vengano cercati certi tipi di giocatori con valori non solo tecnici ma anche umani, e viene sempre cercato di dare sempre continuità. Poi nessuna squadra al mondo può pretendere di vincere consecutivamente, però si cercare sempre di formare importantanti con un gruppo importante di italiani prima di tutto, perchè è alla base di ogni squadra vincente, poi di persone di un certo livello. Sicuramente questo gruppo ha grande valore tecnico, ma la base è la società, è quello che si tramanda e che vuol dire giocare nella Juventus da tanti a questa parte. Chi vive questo ambiente credo che poi lo riconosca. Noi preferiamo vincere con tanti punti di vantaggio e con qualche giornata di anticipo se possiamo, ma l'importante è vincere, punto. Non ci teniamo ad arrivare all'ultima giornata".

Una svolta in questa stagione è stata quella famosa riunione in cui si decise di tornare a questo assetto tattico. Un eventuale ritorno alla difesa a 4 potrebbe comportare qualche rischio?
"L'anno scorso come quest'anno questa squadra si è espressa al meglio a seconda dei giocatori che ha avuto a disposizione e da lì poi si sceglie il modulo. Non c'è stata nessuna riunione condivisa con l'allenatore per decidere il modulo, anzi, se poi vi ricordate, anche all'inizio di questo ciclo abbiamo cambiato più moduli, poi sono venuti a mancare i centrocampisti ed è stata una scelta sicuramente ragionata, ma quasi obbligata, perchè a seconda dei giocatori che abbiamo a disposizione si cerca di trovare il meglio. Non sarebbe un problema tornare a quattro, l'importante è di non avere altre perdite e di poter scegliere più giocatori possibili. Anche perchè se si fa male qualche difensore, uno sono io... speriamo di no (sorride, ndr)".