LIVE TJ - Bonucci presenta il libro 'Il mio amico Leo': "Anche io vittima di bullismo. Spero di aiutare tutti" "- FOTO e VIDEO

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giovedì 28 novembre 2019, 19:00Primo piano
di Edoardo Siddi
fonte Inviato a Torino
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19.00 Giovani calciatori fanno domande a Bonucci "Quando eri piccolo e andavi male a scuola i genitori di permettevano di andare a giocare a calcio?"

Bonucci: "I miei genitori mi hanno dato valori importanti. La base della crescita è sempre stata la scuola. Io non ho mai fatto un'assenza a scuola senza che i miei genitori lo sapessero. Puoi capire bene che se a scuola andavo male la borsa per il calcio non sarebbe mai stata pronta. Non ero un modello, ma me la cavavo a scuola".

"Com'è essere capitano della Nazionale e della Juventus?"

Bonucci: "E' un bel peso. E' una bella responsabilità, perché devi essere d'esempio per tutti, anche se poi devi esser d'esempio anche senza fascia. Quando la indossi, soprattutto in Nazionale, sei a capo della parte sportiva dell'Italia, quindi devi essere d'esempio per i tuoi compagni e anche per i giovani che sognano. Non dimenticate mai la scuola e soprattutto che il calcio è divertimento. Sognate, ma divertitevi".

Come ti sentivi quando venivi bullizzato?

Bonucci: "In difficoltà. Impaurito. Cercavo di nascondere questi pensieri quando mi rifugiavo nel pallone, ma poi si rippresentavano. Come è successo nel libro ad Andrea, è difficile parlarne. Io però invito tutti ad affrontare questo momento di difficoltà perché parlando delle persone di cui uno si fida, genitori, amici, fratelli più grandi, insegnenti, genitori, si riesce a superare questa difficoltà. Ammettere una debolezza non è una vergogna, anzi. Io dalle debolezze ho tirato fuori un carattere forte e devo dire grazie a tutto. Nella vita ho incontrato persone importanti che mi hanno fatto crescere. Non nascondetevi, perché condividere un momento di sofferenza può diventare un momento di gioia".

"Qual è l'attaccante più forte che hai incontrato nella tua vita calcistica?"

Bonucci: "L'ho sempre detto che la mia bestia nera è stato Zapata. Infatti la scorsa settimana che era fuori dai convocati ho esultato tra me e me".

18.46 Sale sul palco il direttore editoriale: "Come ha detto prima Francesco, circa un anno fa mi ha parlato di questo progetto e abbiamo aderito subito con entusiasmo. Il presidente parlava dei valori trasmessi attraverso il calcio, nell'editoria un editore ha un ruolo anche educativo. Un libro come questo deve trasmettere emozioni e se è ben fatto deve lasciare qualcosa al giovane lettore che lo legge. Deve lasciare dei valori. Credo che il lavoro di Francesco e la partecipazione molto attiva di Leonardo Bonucci abbiano questa funzione. Volevo citare un altro professionista molto bravo, l'autore delle bellissime illustrazioni che secondo me sono molto adatte a illustrare la storia che viene raccontata. Quindi è un bel libro, fa divertire e lascia qualcosa di importante a chi lo legge. Grazie alla generosità di Leonardo i proventi della vendita di questo libro vanno in beneficienza, quindi per ogni copia venduta si fa del bene".

18.44 Francesco racconta il libro: "Un bambino come tanti con la passione per la Juve il calcio. Si sposta in un paese in provincia di Lecco, inizia a giocare, pensa sia tutto tranquillo, poi arrivano i bulli. Da allora è un tunnel profondo che lo porta in una realtà che non conosceva. Così non sa a chi parlare e gli viene in mente che l'unico che lo può salvare è il suo idolo. E il campione, nonostante lo scetticismo della mamma, risponde alla sua lettera".

18.41 Ancora Gravina: "La sensibilità di Leonardo non è una sorpresa. Il nostro mondo è un mondo migliore rispetto a tanti altri, è anche migliore di come viene descritto tante volte. Io in questo momento ho la fortuna di vivere con un gruppo di ragazzi straordinari. Non voglio parlare del risultato, perché è solo conseguenza del loro modo di essere. Leonardo, come i suoi compagni e il nostro staff, dimostrano una sensibilità rarissima in altri settori. Credo che questo il mondo del calcio lo viva in ogni realtà. Io credo che, come esistono una serie di problemi in altre aree di interesse sociale, anche il calcio, soprattutto a livello dilettantistico e professionistico meno di prima fascia, veda alcuni fenomeni diffusi. Per questo io come italiano, padre e nonno devo essere grato a Leo e Francesco per il loro lavoro di testimonianza importante. Leo è un'icona, al nono posto nelle presenze della Nazionale, ma qualcuno ce l'ha già nel mirino più su, rappresenta un riferimento importante per i nostri ragazzi. Quindi devo dirgli grazie con come presidente della federazione, ma come italiano, come padre e come nonno".

18.40 Il moderatore, Di Stefano, chiede "Pensi di aver colpito anche qualche ragazzino che gioca con te?" La risposta di Bonucci: "Nel ritiro di cui parlava poco fa il presidente ho donato il libro a tutta la Nazionale e spero sia stato letto. Nessuno mi ha detto se sia piaciuto o no, ma tanti hanno ragazzi a casa, spero quindi di essere stato d'aiuto"

18.35 Sale sul palco il presidente della FIGC Gabriele Gravina: "Tutto nasce da grande gioia, da una giornata in cui avevamo regalato felicità a tanti bambini all'ospedale Bambin Gesù ricevendo tanta gioia in cambio e vivendo anche un momento bello per la nostra Nazionale. Leo mi ha regalato questo libro e mi ha colpito una frase di Veltroni: "I bulli sono persone infelici". Ho capito che noi stavamo vivendo un momento di gioia, quindi eravamo ben lontani dal bullismo. Quello che più mi ha colpito, quello che ha dato entusiasmo e mi ha spinto a chiedere a Leo di essere presente a questa presentazione, è il titolo. Io considero Leo un mio amico, un amico di tutti coloro che amano la Nazionale. Lo merita, è un ragazzo straordinario. Poi mi ha colpito il tema, di grande attualità, e soprattutto la finalità di questo lavoro. Una finalità benefica alla quale dobbiamo dare grande attenzione e grande risalto. Una storia comune, che racconta valore, esalta alcuni sentimenti, come quello dell'affetto, poi i valori che io personalmente cerco di diffondere non perché sono i miei, ma sono del mondo del calcio. Nel libro ho letto il papà che consiglia al figlio il rispetto degli avversari e questo è un principio fondamentale del calcio. Confronto, ma rispetto. Quindi tenere lontane quelle dimensioni che si ispirano alla logica della competizione, ma non hanno l'aspetto del rispetto. Il bullismo è uno di questi. Poi l'affetto di Leo, che si rivolge al protagonista, l'idea della squadra che usa una metafora bella per valori e sentimenti e aiuta a capire quanto sia importante nella crescita dei nostri ragazzi il gioco del calcio. Vorrei fare i complimenti a Francesco perché ringrazia alla fine tutti i ragazzi che fanno sport, perché è il mezzo per poter arrivare all'età adulta, mentre i bulli restano a piedi. Questo deve essere lo spirito del mondo del calcio ed è quello che cerchiamo di fare nel nostro settore giovanile e scolastico".

18.32 Bonucci sul periodo che ha anticipato l'uscita del libro: "Ero in ansia, libri ne avevo letti pochi fino alla pubblicazione di questo (ride, ndr). Non sai come poteva andare, poteva andare bene come è andato, ma poteva anche esserci qualcosa che non tornava. Invece grazie a Francesco tutte le persone che hanno letto il libro hanno fatto i complimenti, dicendo che era scritto bene. Quindi solo applausi a chi l'ha scritto e per me essere identificato tra virgolette come il salvatore di un ragazzino vale più delle vittorie sul campo".

18.30 Sale sul palco l'autore del libro, Francesco Ceniti: "Cercavo una storia che potesse piacere ai miei figli. Lo sport è la cosa più facile, ma volevo unire il racconto a qualche che colpisce i ragazzi. Mi è venuto in mente che una storia di bullismo con un calciatore importante poteva essere un aggancio interessante e soprattutto da stimolo per i ragazzi, perché come sappiamo si legge poco. E allora ho pensato a Leo. Per tanti motivi. Lui non è solo quello che appare in campo, che conosciamo tutti. Lui ha tante cose da dire e da comunicare al di là di quello che fa in campo. E' una persona positiva, quando si ha modo di conoscerlo e si parla con lui di cose extracalcio ti lascia a bocca aperta. Ha pensieri e anche profondi. Poteva essere la persona giusta, anche per il suo ruolo. Un difensore, uno che va in difesa. Avevo in mente questa storia, gli ho chiesto di usare il suo nome, non un nome di fantasia e ho voluto condividesse con me questa storia. Io non sapevo di questa cosa che ha svelato dopo, di essere stato vittima di un bullo, ogni tanto voleva sapere qualcosa, poi gli ho chiesto una mano per i consigli tecnici, e non mi ha corretto niente.

18:25 - Bonucci ha parlato anche in zona mista ai giornalisti presenti. QUI le sue dichiarazioni.

18.20 Bonucci ha prseguito: "Io penso che non riguardi solo i bambini questo tema. Il bullismo succede anche tra grandi. All'interno di un gruppo ci sono sempre due o tre elementi che predominano. Però nel calcio spesso chi domina nello spogliatoio lo fa per essere d'aiuto agli altri, non per essere un elemento negativo che punta le debolezze degli altri. Io sul campo posso sembrare un personaggio così, ma lo faccio per essere d'aiuto ai miei compagni e allo stesso modo anche d'esempio. Io cerco di essere uno che dice sempre la sua, ma la cosa è finalizzata al bene e mai a qualcosa di negativo. Per questo penso che il calcio e lo sport in generale, soprattutto gli sport di squadra, possano essere la salvezza di tanti, perché ti permettono di esprimerti e essere te stesso in un contesto in cui puoi mettere in pratica il divertimento. Se mio figlio mi dicesse di essere vittima di bullismo? Gli direi grazie per avermelo detto. La mia fortuna è stata avere una reazione forte e passare da Viterbo a Milano. Era andata avanti per diversi anni, perché Viterbo è una città piccola quindi ti ritrovi. A mio figlio direi grazie per il coraggio e cercherei di capire e essere d'aiuto attraverso le esperienze. Perché diventare grandi significa diventare esperti e gestire certe situazioni. Io mi auguro che i miei figli non siano mai né da una parte né dall'altra".

18.18 Sale sul palco Leonardo Bonucci: "Buonasera a tutti, grazie di essere qui. Dal presidente a tutte le persone che sono qui stasera. Abbiamo iniziato questo percorso con Francesco più di un anno fa, è stato un percorso che mi ha portato indietro di qualche anno. Io posso essere stato in parte bullo perché il mio carattere mi ha portato a essere molto fermo nel mio modo di pensare. Fuori di quel piccolo segnale di bullo che può esserci in campo non ne trovi traccia. Ho sempre cercato di mettermi a disposizione degli altri. Dico che mi ha riportato indietro perché anche io da piccolo sono stato vittima di un bullo in diverse occasioni. Sono stato fortunato a reagire nella maniera in cui ho reagito, perché quello mi ha fatto diventare quello che sono oggi, con un carattere forte. Però sono stati momenti difficili e oggi mi metto dalla parte del genitore. Dobbiamo fare attenzione, comunciare,  condividere, perché magari dietro una smorfia si nasconde un grande dolore. Con Francesco abbiamo raccontato questa storia per essere d'aiuto sia alla vittima che al bullo stesso. Spero con questo libro di essere anche solo in minima parte d'aiuto sotto questo punto di vista. Sicuramente essere capitano della Juventus e della Nazionale è motivo d'orgoglio e voglio dire, con questo, che attraverso le difficoltà si può diventare grandi sia a livello sportivo che umano".

18.15 La presentazione si apre con un messaggio di Don Ciotti, fondatore del Gruppo Abele: "Questo libro ci aiuta a riflettere, guardare nella profondità delle nostre coscienze e prenderci le nostre responsabilità". 

17.45 Ecco Leonardo Bonucci.

17.39 Arrivato anche Fabio Paratici.

17.33 C'è anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli.

Leonardo Bonucci presenta "Il mio amico Leo", libro scritto con Francesco Ceniti. Presenzia all'evento anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina. L'evento si svolgerà a La Fabbrica delle E - Gruppo Abele. Tuttojuve.com vi racconterà l'evento in tempo reale.

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