LIVE TJ - BONUCCI: "A Torino sto benissimo. Il passaggio al Milan? Non ero lucido. Ho rifiutato un'offerta dalla Cina"

LIVE TJ - BONUCCI: "A Torino sto benissimo. Il passaggio al Milan? Non ero lucido. Ho rifiutato un'offerta dalla Cina"TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 2 maggio 2019, 22:49Primo piano
di Alessandra Stefanelli
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Questa sera Leonardo Bonucci sarà ospite nella trasmissione ‘A raccontare comincia tu’, condotto da Raffaella Carrà. Tuttojuve.com seguirà per voi tutto l’intervento del difensore bianconero e vi proporrà le dichiarazioni nella sua interezza. Si comincia alle ore 21:20 su Rai Tre.

Mio fratello era più bravo di me? "È vero, al tempo gli addetti ai lavori dicevano che era più bravo Riccardo che Leonardo".

Il ruolo? "Il centrocampista deve avere i piedi buoni, mi sono portato questa dote qualche metro più indietro e ci sta aiutando. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un icona del calcio".

Mourinho dice che devo andare ad Harvard a insegnare il mestiere di difensore? "Sì, a portare i libri a quelli che studiano...".

L'esperienza al Milan? "Ogni viaggio finisce con un ritorno a casa"

Ti devo fare dei complimenti, nella partita dell'Italia contro il Liechtenstein ti ho visto come un fratello maggiore. "Sì sono un po' una chioccetta. Poi Chiellini mi aveva abbandonato... Si è creato un gruppo che si sa divertire ma che sa lavorare nei tempi giusti, un mix di giovani ed esperti. Ci si diverte in Nazionale adesso. C'è la gioia di giocare a calcio".

I tuoi lanci lunghi? "Devo ringraziare che da piccolo mi facevano giocare da centrocampista. Non ho i piedi di Pirlo, ma sono riuscito a sfruttare questa qualità".

Eri solo te a condurre tutto il gioco. "A me piace giocare a pallone da dietro, sono il primo a far partire l'azione e ho tante responsabilità. Se fanno un contropiede? Devo correre indietro... È un rischio a volte calcolato, a volte no".

Ti piace il balletto? "Mi piacerebbe vedere la sala prove. Sono attirato dalla coordinazione, mi affascina quando la vedo in tv".

Appare anche Chiellini:

Ci sono dei giorni in cui non ti va proprio di allenare? "No, mai. Magari qualche giorno non hai voglia di correre, ma di allenarti mai. Ora vado a farmi il massaggio che sono vecchietto..."

Adesso Bonucci mostra a Raffaella Carrà qualche esercizio sportivo, mentre la conduttrice mostra a lui qualche mossa relativa al balletto. Tra poco lo scenario si sposterà a casa del difensore, dove ci sarà anche la sua famiglia.

Guidi come Vettel o vai piano? "Mi piacerebbe guidare come Vettel, ma vado piano, soprattutto in città. Poi altrimenti la moglie urla...".

Stai bene qui a Torino? "Benissimo, è una città a misura d'uomo. Siamo fortunati, facciamo il lavoro che ti piace in una città bellissima. Possiamo uscire senza problemi, anche con i bambini. Forse con Cristiano è un po' più popolata, ma possiamo goderci un po' di libertà. Soprattutto la zona del centro è molto bella, ci troviamo benissimo".

Non ti manca Viterbo? "Sì e mi dispiace non poterci andare spesso tra lavoro e famiglia, ci vuole mezza giornata per arrivarci e questo tempo non ce l'ho. Ma sono molto legato e quando posso ci vado. La festa di Santa Rosa? Mi dispiace che con la Nazionale ho spesso partite in quel periodo, ma vorrei portarci prima o poi i bambini".

Hai un senso della famiglia molto bello, questo aiuta anche nel tuo mestiere? "Non è una vita semplice quella del calciatore, la famiglia ti dà stabilità, ti aiuta nei momento di difficoltà. Devi cercare di ancorarti a quello a cui tieni e trarre la forza dai momenti difficili. Nella mia carriera ce ne sono stati tanti di momenti in cui ho avuto difficoltà".

Eccoci a casa di Bonucci.

Parla Martina: "La femminuccia è arrivata da poco, quindi è ancora presto. I fratelli erano contenti, avevano scritto una letterina alla cicogna. Leonardo? Non trovavo un fidanzato più alto di me, quando l'ho trovato ho detto 'O mi tengo questo o niente".

Torna a parlare Bonucci. Cos'hai preso da papà? "Anche lui è stato calciatore, quindi qualcosa da lui ho preso. Sicuramente anche a livello caratteriale ho preso qualcosa. Mio fratello? Dicevano che era più forte di me, poi io sono stato fortunato, lui un po' meno perché ha avuto diversi infortuni. Lui giocava, io andavo dietro a lui. Il pallone è sempre stato fondamentale a casa mia, da piccolo tiravo calci a ogni cosa".

L'oratorio di Don Alfredo? "È stato il parroco che mi ha cresciuto, è stato centrale nella mia vita. Nel mio gruppetto di amici ci ritrovavamo tutti lì dopo la scuola finché le mamme non urlavano e non dicevano di andare a cena. Il chierichetto? Ci hanno provato, ma non l'ho mai voluto fare. Non mi piaceva stare troppo fermo".

Parla Don Alfredo: "È sempre stato come lo vedete in campo. Vederlo giocare mi rende felice. Vederlo vincere è una grande soddisfazione. Tanto che dico sempre di aver vinto sette scudetti...".

Perché hai chiamato tuo figlio Lorenzo? "(Risponde Martina) Eravamo appassionati di Jovanotti. Quale canzone ci piace di più? (Risponde Leonardo) Il più grande spettacolo dopo il big bang. La coincidenza è che allo Stadium la mettono spesso e quando succede io mi giro sempre verso di lei".

Vai spesso allo stadio? "(Risponde Martina) Prima ci andavo spesso anche con gli amici, adesso con tre bambini è più difficile. La televisione quando gioca? La accendo sempre. Loro guardano il padre? Sì, lo guardano".

Sul figlio: " Da piccolo ero l'unico juventino in mezzo agli interisti. Lorenzo è del Torino, gioca anche con il Torino. Mi ha chiesto la maglia del Torino col numero di Pogba, ma questo non si poteva fare... Ci siamo visti il derby io e Matteo con la maglia della Juve e lui con quella del Torino. (Parla Martina) È andato a scuola con tanti bambini del Torino, forse anche per questo è granata".

Tu canti? "Ci provo...".

Belotti? "Ho un buon rapporto con lui, abbiamo fatto una cena e gli ho fatto conoscere mio figlio. Quando ero al Milan, Andrea si è tolto la maglia e l'ha regalata a Lorenzo. Quando è tornato a scuola? E' riservato e timido, magari non si è vantato".

Sei andato a vedere il parto di Matteo? "Sì ma ero dietro le quinte... non riuscivo a fare niente, ero imbalsamato"

Tra voi non è stato un colpo di fulmine. "(Parla Martina) Ci siamo conosciuti a Viterbo perché io studiavo lì, poi c'è stato un periodo in cui non ci vedevamo mai perché lui era a Treviso e poi a Pisa. Quindi mi sono detta 'o la va o la spacca'".

Tu hai fatto la modella? "(Risponde Martina) Sì ma non era il mio mondo. Poi ho preferito investire nel rapporto con Leonardo".

Anche tu ti sei innamorato un po' alla volta? "(Risponde Leonardo) Sì, per un periodo ci siamo più sentiti che visti perché io ero fuori, poi sono andato in vacanza con i miei amici e continuavo a pensare a lei, allora ho capito."

Sui social: "Col mio passaggio Juve-Milan-Juve ne ho lette tante di cose, sicuramente fa paura quando vedi cose scritte da ragazzini di 13-14 anni, poi c'è anche gente più grande. Sicuramente ci chiediamo cosa aspetta i nostri figli quando usciranno da casa, quando andranno fuori".

Cos'avete vissuto con Matteo? (Parla Martina) "Quando ne parlo dico sempre che questo per noi è stato forse un dono, ci ha aperto gli occhi su quello che non ci aspettavamo. Eravamo in vacanza, lui aveva due anni, non avremmo mai pensato di vederlo in pericolo di vita. Ci siamo trovati in un momento in cui nostro figlio di due anni era in pericolo di vita, è crollato tutto. Ci siamo accorti che Matteo non stava bene, siamo tornati a Torino e ci hanno detto che non si poteva aspettare. Matteo ha raccolto tutto quello che doveva raccogliere e ha tirato fuori il suo bel carattere? Se è viziato? No".

Sulla sua infanzia: "Io sono stato fortunato perché avevo tutto nel giro di un chilometro da casa, la scuola, l'oratorio. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un'icona del calcio. Adesso sono sulla buona strada. Il difficile è sempre confermarsi, è quello il mio obiettivo. Chi mi chiama 'guerriero'? È una sorta di pensiero di chi mi sta vicino, è un aggettivo che mi hanno affibbiato e che mi tengo".

Sulla difesa: "Barzagli smetterà. Chiellini? Sta andando avanti con l'età. Il resto? Anche in difesa siamo messi bene. Ci sono giovani validi che prenderanno il posto di noi vecchietti. Mi piace sempre essere d'aiuto come altri lo sono stati con me. Ho conosciuto Buffon, Cannavaro. Poi non ho mai avuto modo di giocarci, ma ho sempre apprezzato le doti di Nesta. Tutta la mia carriera ho avuto la fortuna di essere ben consigliato sul campo. Io non mi metto filtri, nel bene e nel male".

Parla Riccardo Bonucci (il fratello): "Il suo successo è dovuto alla sua personalità, credo sia anche per questo che è diventato quello che è oggi".

Ci sono Maradona, Messi e Ronaldo e tu sei in difesa, a chi vai addosso? "Ho avuto la fortuna e il piacere di allenarmi con Ronaldo, lui è davvero difficile da marcare e da capire. Lui è capace di fare qualunque cosa con qualunque pallone abbia a disposizione. Cristiano in questo momento è il miglior calciatore del mondo. Messi? Si vede che si sente molto responsabile di quello che succede, mentre Cristiano lavora molto per la squadra. È molto umile. Che lingua parla? Ci parlo in inglese, ora inizia a capire l'italiano".

Dovevi andare al Manchester United? "Alla fine sono rimasto sempre a Torino..."

Totti? "È un'icona. In campo ci siamo beccati più di una volta, poi abbiamo passato una vacanza insieme e siamo andati d'amore e d'accordo".

La tua esultanza? "Non è mai stata un'offesa verso qualcuno, era una cosa che facevo con i miei amici. È esclusivamente un gioco che faccio con loro, lo faccio da quando sono arrivato alla Juventus. Tutti l'hanno presa sempre come un'offesa, ma non lo è. È un gioco e una scommessa, quando passai dal Bari alla Juventus i miei amici mi dissero che non avrei avuto il coraggio di esultare così. Poi ai bambini piace, perché dovrei cambiare?".

Come mai sei andato via arrabbiato dalla Juventus? “Nell’arco di una stagione si vivono momenti intensi. Avevo vissuto anche la cosa di Matteo. A fine stagione non ne potevo più e forse anche dall’altra parte c’era la volontà di separarsi. Poi con il passare del tempo mi sono accorto che la mia lucidità non era il massimo in quel momento. L'anno di Milano è stato difficile sotto un certo punto di vista, ma bello perché mi ha fatto crescere a livello umano. Poi mi ha dato la possibilità di ritornare, ogni viaggio finisce con un ritorno a casa".

Sulle parole di Mourinho: "Sono state parole molto apprezzate, dette da uno dei più grandi allenatori nella storia del calcio. Mi ha fatto molto piacere. I sacrifici che fai per arrivare a quei livelli, quando ricevi questi apprezzamenti significa che sono apprezzati".

Cosa vi dice Allegri negli spogliatoi? "Ci sono quasi sempre delle correzioni tattiche che poi ci permettono di andare più forte, poi ci sono stati dei momenti in cui è volata la lavagna. Conte? È stato fondamentale per la mia crescita e per diventare un giocatore internazionale, mi ha dato un modo nuovo di interpretare la partita. Ho avuto la fortuna che nella Viterbese ho avuto un allenatore che mi ha cambiato di ruolo convincendomi del perché e quella è stata la mia fortuna".

Il giocatore più difficile da fermare? "Negli ultimi anni ho sofferto Zapata dell'Atalanta, ho sempre fatto fatica nel reggere il duello, in un paio di occasioni ha segnato. A me e Chiellini piace fare gol? È bello, è eccitante quello che succede dopo, quando vedi uno stadio che esulta con te. È emozionante, anche se il mio mestiere è quello di evitare i gol. Per noi è bello e importante sentire il calore dei tifosi, l'Allianz Stadium ci fa avere qualche punto in più alla fine della stagione, ci aiuta ad accenderci e a ripartire".

Cosa sono le 'bonucciate'? "È quello che succede quando fai tante partite giuste e poi fai un errore che non ti perdonano. Purtroppo o per fortuna è così, anche se ti aiuta a pretendere sempre il meglio da te stesso".

Boniperti diceva che vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta. "Nel calcio è così, la vittoria è l'unico risultato che alla Juventus è permesso. Quando entri nel mondo Juve ti rendi conto che il pareggio non è consentito".

Sulla società Juventus. "Prima del calciatore devi essere bravo come uomo, devi saper stare al mondo e soprattutto in questo mondo. È un attimo rovinare la tua reputazione e quella della società, devono esserci delle regole e devi saper rispettarle. Andrea Agnelli? È una persona squisita, parla tanto con noi. È una persona lungimirate, ormai sono 8 anni che abbiamo lo stadio di società che in Italia sembrava impensabile".

Su Mancini: "Con lui mi trovo bene, poi è stato l'allenatore che mi ha fatto esordire in Serie A nel lontano 2006".

Sei scaramantico? "La mia non è scaramanzia, è abitudine a fare sempre le stesse cose prima della partita. Quando sono in camera chiamo Martina prima di uscire, poi dopo le mando un messaggio. Quanti scherzi ho fatto a Vidal? Tantissimi, è un ragazzo d'oro, ci siamo divertiti nei ritiri. Ho dovuto chiedere la porta a chiave e non è bastato. Dispiace quando va via un amico? È la vita ed è il calcio, facciamo un lavoro in cui succede. Ho rifiutato un'offerta importante dalla Cina, non l'ho presa in considerazione perché non fa parte di me, soprattutto a quest'età".

Sui cartellini: "In questi ultimi anni le regole aiutano noi difensori, adesso se prendi la palla prendi il giallo e non il rosso. Con Buffon ci siamo sempre detti di non fare l'intervento disperato perché la partita è lunga".

Sulla musica: "Ascolto gli ACDC e i Muse, sono vibrazioni che mi caricano prima delle partite. L'ultima che ascolto prima della partita è Faded".

Il numero 19: "Ho un mental coach che ha studiato la numerologia e ha detto che il numero per me era il 37 o il 19, il 19 è anche il giorno di nascita di Martina. Poi anche le date di nascita dei miei figli sommando le cifre fanno tutte 19".

Hai il sogno di allenare la Juve? "Ho ancora qualche anno da calciatore, poi devo studiare. Ci sono ancora parecchi anni".

Finisce la lunga intervista a Leonardo Bonucci. Grazie per averla seguita assieme a noi.