LIVE TJ - BERNARDESCHI: "La Juve mi ha dato tanto, spero di poter dare altrettanto. Allegri fondamentale per il collettivo. CR7 un esempio"

LIVE TJ - BERNARDESCHI: "La Juve mi ha dato tanto, spero di poter dare altrettanto. Allegri fondamentale per il collettivo. CR7 un esempio"TuttoJuve.com
martedì 4 dicembre 2018, 19:12Primo piano
di Redazione TuttoJuve
fonte Marco Spadavecchia

Federico Bernardeschi parla all'Allianz Stadium nel corso dell'evento Randstad "Christmas. Waiting for". L'attaccante bianconero sta partecipando ad un incontro moderato da Giorgio Porrà. "La testa è fondamentale per giocare, va coltivata. E' qualcosa di speciale e che forse sfruttiamo poco" le prime parole del giocatore. Alla Juventus entri in un mondo particolare e bello. In mondo in cui si richiede il massimo, ma dove hai tutto per poterlo tirare fuori. Sono veramente felice di essere alla Juve: mi ha dato tanto e spero di poter dare altrettanto. Ero un bambino vivace, spaccavo un po' tutto... per i bambini credo sia fondamentale divertirsi. Nel calcio, il bambino ha bisogno di esprimersi tirando fuori il suo talento. Il talento va coltivato con sacrifici ed umiltà. Noi personaggi famosi, abbiamo l'obbligo di lanciare messaggi positivi, per fare in modo che i bambini crescano al meglio. Il lutto di Astori? E' qualcosa di molto personale, ognuno lo elabora in modo proprio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di scambiare con lui un'emozione. Ho fatto una preghiera per lui, quando se ne andato. La fede non può eliminare tutto il dolore, che resta dentro di te. Era un amico e una persona importante. A me Davide ha davvero dato tanto e mi ha migliorare, con quei buffetti sulla testa che mi dava. Noi siamo persone comuni esposte a critiche e a valutazioni. Anche noi abbiamo le nostra fragilità e i momenti no, siamo esseri umani... Facciamo un lavoro privilegiato e ben retribuito. E meraviglioso, perché regaliamo emozioni a chi ci viene a vedere. Ti chiamavano Brunelleschi? Sì, quando era a Firenze mi chiamavano così. Ma una settimana fa le cose sono andate in modo diverso... (sorride, nrd). Ho tatuato Audrey Hepburn sul braccio a 16 anni, perché per me rappresenta la bellezza. Ma il tatuaggio era irrispettoso e ho deciso di toglierlo. La più grande bellezza del mondo sono le donne. Allegri? Il mister è fondamentale per il collettivo. Come dice sempre lui però in campo andiamo noi. Lui può parlare ma poi dipende da noi e per un allenatore dire una cosa del genere non è facile. Ci vuole umiltà e bisogna conscersi bene. Si vede che è stato calciatore e conosce le dinamiche del calcio. Tuttocampista? Bisogna avere certe caratteristiche per farlo, come fisicità e velocità. Ma sono caratteristiche che vanno coltivate tutti i giorni, sul campo, per imparare nuove cose. Una cosa fondamentale è sempre quella di porsi piccoli obiettivi. Abbiamo il piacere forte del mondo che si impegna tutti i giorni, Ronaldo, che per noi è un esempio. Nakata? Si è ritirato giovane? Aveva bisogno di ritrovare se stesso, al di là del mondo del calcio. La vita non è solo calcio ma è tutto ciò che ci circonda, è conoscere persone e farsi arricchire dai loro insegnamenti. La cosa più bella... E' quella divertirsi sempre, fare quello che ci piace fare".