LIVE - DEL PIERO: "Le mie gambe possono affrontare nuova avventura. Domenica non sarò allo Stadium. Mostra aperta anche per Andrea Agnelli. Futuro Conte? Rifletterà bene. Stagione Tevez importante"

LIVE - DEL PIERO: "Le mie gambe possono affrontare nuova avventura. Domenica non sarò allo Stadium. Mostra aperta anche per Andrea Agnelli. Futuro Conte? Rifletterà bene. Stagione Tevez importante"
venerdì 16 maggio 2014, 14:31Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Direttamente dal suo spazio espositivo a Torino AdpLog, dove stamane si è tenuta l'inaugurazione della mostra "Power or 10", del fotografo statunitense Steve McCurry, Alessandro Del Piero si sta concedendo in questi minuti a Sky Sport 24. Tuttojuve.com sta riprendendo le sue dichiarazioni integralmente:

Sei riuscito a portare a Torino uno dei fotografi più importanti, Steve McCurry.
"E' andata molto bene, è stata impegnativa come tutte le cose di grande livello. Lo è grazie a Steve, grazie alle sue fotografie, che sono incredibilmente belle e che abbiamo l'onore di ospitare qui da me, da noi".

C'è una sezione particolare, un riferimento al calcio.
"Sì il progetto nasce dai 10 capitoli che hanno formato "Giochiamo ancora", il mio libro dell'anno scorso, e che lui ha interpretato scegliendo e facendo anche dele foto inedite appositamente per questo. Poi nel suo viaggio ha fotografato tanti momenti anche sportivi e calcistici prima di tutto, perchè poi il calcio è lo sport non solo più praticato al mondo, ma anche il più semplice al mondo da poter fare. Quindi abbiamo creato questo undicesimo capitolo che va a completare idealmente una squadra di calcio che scende in campo e questo undicesimo capitolo è proprio quello riguardante il calcio. Ed è molto emozionante perchè poi si tratta di calcio giocato da bambini, sotto casa, con l'unica differenza che per quanto riguarda Birmania, Kenya, Etiopia, il sotto casa è un po' diverso da quello che ci aspettiamo noi o che io per primo ho fatto nel campettino dietro casa o nella stradina dove siamo abituati. Molto d'effetto, molto emozionante e questo dà merito a lui, ai suoi viaggi, alla sua passione che riesce a far trasparire nelle sue fotografie".

Quando annuncerai quale sarà il tuo futuro da calciatore?
"Lo annuncerò nel momento in cui si concretizzerà qualcosa di realmente fattibile sotto tutti gli aspetti, come possibilmente lo è stato il progetto di Sydney, non solo dal punto di vista calcistico ma anche in generale. Quindi mi auguro di poterlo fare presto, mi auguro di poter analizzare nel più breve tempo possibile le opzioni che ci sono e far sì che possa nascere un'altra avventura in campo, perchè al di là della passione, che quella non smette e non smetterà mai probabilmente, credo che ci sia ancora la possibilità reale di affrontare una nuova avventura per quanto riguarda le mie gambe.  Quindi mi auguro possa essere presto".

Possiamo escludere qualsiasi pensiero di smettere? Non ti è passato per la testa in queste settimane?
"No, è un periodo di riflessione indubbiamente, quindi devo riflettere su quello che sarà il mio futuro in generale, anche da un punto di vista calcistico. La voglia di giocare c'è ed è tanta, dovrà far parte di qualcosa di bello e di significativo, come lo è stato a Sydney in Australia, spero di poterlo fare da qualche altra parte".

Domenica sarai allo Juventus Stadium?
"Io domenica non sarò a Torino, quindi sarà in ogni caso impossibile che io sia allo Juventus Stadium".

Hai invitato il presidente Andrea Agnelli a visitare la mostra?
"Ho invitato lui, Lapo, John, per motivi diversi non sono potuti venire, ma per loro la mostra è aperta. Sono invitati".

Tu che hai vinto sia in Italia che in Europa, che riflessione si può fare su una stagione come quella della Juventus. Molti tifosi toccano forse ancora la delusione della mancata vittoria dell'Europa League.
"Credo che la delusione per la mancata qualificazione ala finale e quindi l'opportunità di giocare alla finale in casa, sia la più fresca e la più reale e questo per le ambizioni della società, per le ambizioni del gruppo, dell'allenatore e dei giocatori, sicuramente rappresenta non una cosa positiva. Come credo anche l'eliminazione dalla Champions League che è arrivata nei minuti finali. Queste sono le pagine meno positive della loro stagione. Però è innegabile che quello che è stato il loro percorso in campionato debba far pensare a qualcosa di straordinario, di bello, quindi i tifosi non devono pensare assolutamente a quello che poteva essere ma sottolineare quella che è stata una cavalcata strepitosa, la vittoria di un nuovo Scudetto che non è facile, non è mai facile".

Straordinario anche l'impatto avuto da Carlitos Tevez, non solo nel campionato, ma anche all'interno del gruppo Juve, portando la maglia numero 10. Ti aspettavi una stagione così importante da parte sua anche a livello numerico, con 19 gol?
"Penso che sia una stagione molto importante. Quando uno fa tanti gol, vuol dire che ha fatto una stagione importante. E quello che è accaduto alla Juventus, di per sé, per lui oggi è qualcosa di importante. Speriamo che possa continuare su questa linea, che possa fare anche meglio, anche in campo europeo e che possa consolidare questa sua grande annata iniziale".

Una dieci quindi portata con onore...
"Non mi metto a sottolineare chi la porta con onore o chi meno, ognuno ha la sua storia, ha il suo modo di portare, di comportarsi, di fare quello che è più giusto, di giocare. Il fatto che abbia fatto bene credo regali gioia ai tifosi juventini e questa è la cosa più importante".

Se fossi in Conte cosa faresti? Resteresti alla Juve?
"Non ne ho la più pallida idea. Non so da dove nasce questa situazione, devo dire che quello che ha creato lui qua è qualcosa di decisamente significativo, quindi indubbiamente credo che lui ci rifletterà bene, bene, bene, fino in fondo, se lasciare o no. Di questo ne sono certo, quindi vedremo. Prima di rompere una cosa che funziona, sebbene abbia sottolineato che le ambizioni sono un po' difficili per quanto riguarda il calcio internazionale.... I trofei internazionali sono difficili da perseguire, non lo so... è difficile da un giudizio, pensare a cosa uno potrebbe fare se non c'è dentro. E io non ci sono dentro da due anni".

E' possibile iniziare con il basso profilo? Con la consapevolezza di non poter arrivare al'obiettivo Champions...
"Mah... proprio perchè conosco l'ambiente ho sottolineato quelle che sono state anche le sue parole, il fatto di voler ambire a qualcosa di più del campionato, di consolidarsi a livello internazionale. Proprio per questo, perchè la Juventus ha sempre avuto questi ambiziosi traguardi davanti a sé. L'impotenza che lui ha descritto nel raggiungerli, non so da dove nasca e perchè".

Ha parlato di investimenti...
"Ovviamente. Tutto quello che è il contorno. E' difficile dare un giudizio, è veramente difficile".

Ma c'è un gap tra il calcio italiano e quello europeo a livello di sistema?
"Sì, c'è un gap da un punto di vista di risultati indubbiamente, è inutile che ci giriamo intorno. Il Siviglia ha vinto la Coppa, l'ha vinta 3 volte negli ultimi 8-10 anni, altri due anni l'ha vinta l'Atletico Madrid, le squadre spagnolo per quanto riguarda i risultati, con quello che è riuscito a fare anche il Barcellona in Champions League, ha raggiunto un livello incredibile. Quest'anno vincerà di sicuro una squadra spagnola la Champions League. E' innegabile che dal punto di vista dei risultati, tra il calcio spagnolo, l'inglese e anche quello tedesco, perchè poi il Bayern Monaco rappresenta una realtà consolidata e lo sarà per tanto tempo, grazie anche al Borussia Dortmund, sarà difficile inserirsi in tutto questo. Se poi non si riescono a fare anche degli investimenti importanti e giusti, perchè dobbiamo anche sottolineare la bravura delle altre squadre, non solo dal punto di vista economico, ma nel riuscire ad accaparsi i talenti più importanti, ideali per il loro gioco, allra è ancora più difficile. Per quanto riguarda l'immagine del calcio italiano, come viene vissuto fuori, in questi due anni ho potuto soffermarmi molto su quello che era l'impatto, quello che esce da parte dei media, del messaggio che esce dal nostro calcio e purtroppo non è un messaggio fantastico onestamente. Non riusciamo ad esaltare quelle che sono le nostre qualità, ci concentriamo tanto su quelle che sono ovviamente i problemi che ci sono all'interno del nostro calcio, dal punto di vista della sicurezza, dei tifosi,delle società, dei litigi tra presidenti e allenatori. Questo non fa assolutamente bene al messaggio che noi diamo fuori e in questo perdiamo anche a livello di immagine. Non è una critica quella che io sottolineo, perchè quando sei in Italia tutti quanti pensiamo a quella che è la nostra realtà, ma dobbiamo uscire, anche per quanto riguarda gli eventi internazionali; io ne sto presentando uno, ma al di là di questo, riuscire a esaltare di più in campo internazionale, all'estero, tutte quelle che sono le nostre qualità. E' qualcosa che riguarda il calcio, che riguarda gli altri sport, la cultura, il turismo italiano, riguarda un po' tutto. Abbiamo grandi qualità, abbiamo talento, dobbiamo riuscire a farlo di più e meglio, perchè si può".

Un giorno potremo vedere un Del Piero alla Seedorf?
"Da allenatore... fino a tre anni fa io non ci ho mai pensato, anzi, ho sempre risposto di no. Non era un qualcosa che mi attraeva. Devo dire che negli ultimi tre anni ho conosciuto il calcio in maniera un po' diversa, ho fatto più che altro tesoro di quelle che sono state le mie esperienze negli anni precedenti e quelle di questi anni. Riesco a capire che è un'attività molto affascinante, impegnativa, difficile, ma veramente molto affascinante. Non so se il mio futuro sarà da allenatore o da dirigente o se farò crescere la pancia (ride, ndr)... non ne ho idea. La ritengo una fortuna per certi aspetti perchè vuol dire che è ancora talmente forte la passione di giocare, che probabilmente il mio destino mi sta portando ancora su questa strada. Mi auguro di poter scegliere sempre la cosa giusta, questo è quello che mi auguro, al di là di giocare ancora, di fare l'allenatore, di fare altri tipi di lavori".

Come hai trovato le convocazioni di Prandelli? Sei d'accordo?
"Le leggo bene, non ho seguito molto il campionato italiano. Ho seguito di più la Juventus ovviamente, ma le altre partite un po' di meno, quindi non riesco a capire lo stato di forma psico-fisica di alcuni giocatori e su di loro non posso esprimermi. Credo però che dobbiamo dare grande fiducia a Prandelli che ha fatto un lavoro incredibile nelle qualificazioni, si è qualificato bene e si deve partire con grandissimo entusiasmo. Detto ciò, le scelte probabilmente lui le fa, come accaduto in passato per altri allenatori, sia per lo stato psico-fisico dei propri giocatori, sia perchè alcuni di essi rappresentano una struttura importante della Nazionale. Quindi al di là che uno sia in forma o meno, ha un'importanza tale all'interno del gruppo che merita di essere convocato. E lui ha scelto tra tutti i giocatori che ha potuto osservare nel corso di questi anni. Li ha potuti vedere rispetto a quello che è il suo modo di giocare, quindi le sue convocazioni sono state fatte anche sul piano tecnico-tattico. Avendo raggiunto fino ad oggi degli ottimi risultati, non penso sia criticabile più di tanto".

C'è stata anche l'esplosione di Immobile che da ragazzo dela Primavera della Juve si è allenato parecchie volte con voi.
"Sì, si è allenato parecchie volte, è venuto con noi, ha anche giocato qualche volta, quindi siamo contenti per lui, perchè la realizzazione di un giovane, per quella che è stata la sua prima parte di carriera, è bella da scoprire e da sottolineare".

Zanetti ha smesso. Un pensiero su questo...
"Ho salutato lui, Giggs e Puyol, che sono stati in tre campionato diversi dei capitani, dei giocatori straordinari, delle bandiere delle proprie squadre. Nel caso specifico di Javier, è stato incredibile quello che è riuscito a fare, perchè poi lui è un giocatore straniero, quindi è ancora più difficile diventare capitano e simbolo di una società che non è la tua di appartenenza dal punto di vista della nazionalità. In questo dobbiamo dargli ancora di più credito. Basta leggere poi quella che è stata la sua carriera in campo per descrivere la persona sotto il profilo professionale, del carisma e dei risultati. Io non faccio che unirmi alla miriade di complimenti che ha ricevuto per quello che riguarda la sua carriera. Gli faccio un grosso in bocca al lupo per quello che sarà il suo dopo, sperando che lui possa rimanere in Italia perchè è una persona che ha dei valori importanti e questo è fodamentale per il nostro calcio".(redazione Tuttojuve.com)

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