LIVE - CHIELLINI: "Raggiunto l'obiettivo più importante. Il 3-0 alla Roma il momento più bello"

LIVE - CHIELLINI: "Raggiunto l'obiettivo più importante. Il 3-0 alla Roma il momento più bello"TuttoJuve.com
© foto di Giulia Borletto
giovedì 8 maggio 2014, 10:09Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Giorgio Chiellini in questi minuti è in diretta con i tifosi vincitori del concorso “Balocco ti invita alla Colazione col Campione”, in collegamento Google Hangout. Tuttojuve.com sta seguendo in diretta l'evento:

Giorgio, come stai?
"Sicuramente siamo più tranquilli e più sereni rispetto a febbraio, che eravamo nel bel mezzo della stagione. Abbiamo raggiunto l'obiettivo più importante di quest'anno e siamo sicuramente più riilassati".

Hanno tutti la maglietta "non c'è due senza tre".
"Mi piace. Era sicuramente il grande obiettivo di inizio stagione, un obiettivo difficile, ma al quale credevamo davvero tanto. Poi riuscire a vincerlo con una stagione così esaltante, con numeri da record, speriamo di finire bene da qui alla fine, è sicuramente una grande soddisfazione".

Quando hai capito che lo Scudetto era vinto?
"Sicuramente siamo stati bravi a non crederlo troppo presto, perchè poi un po' tutti ce lo avevano assegnato un mese fa, forse anche due. Invece noi sapevamo che la Roma poteva vincere tutte le ultime partite. Io credo che un passaggio fondamentale sia stata la vittoria di Genova con il gol di Pirlo all'ultimo minuto e poi forse quella di Udine, perchè era una delle ultime occasioni in cui  speravano potessimo perdere punti".

Qual è stato il momento più bello della stagione?
"Forse la vittoria con la Roma, è stato un momento cruciale perchè loro erano a cinque punti, non avevano mai perso ed erano sicuramente convinti di venire a Torino a fare risultato. Invece abbiamo vinto una partita difficile, con un risultato poi schiacciante, forse anche un po' esagerato, però è stata una partita che abbiamo voluto a tutti i costi".

Se dovessi scegliere una partita con la Juve?
"Ce ne sono più di 300... te ne dico due: una è stata la vittoria a Madrid, al Bernabeu, nell'anno di Ranieri, perchè non era una cosa molto preventivabile. Abbiamo fatto andata e ritorno, due vittorie contro il Real Madrid, è stata una grande emozione. Poi Cagliari-Juventus a Trieste, perchè dopo tutti quegli anni, tornare a vincere è stata un'emozione unica, una stagione da imbattuti, più del coronamento di un sogno, perchè neanche i sognatori potevano sperare in un campionato così all'inizio della stagione".

Quest'anno hai portato anche la tua maglia al J-Museum per aver superato le 300 presenze. Quella è una soddisfazione ulteriore che non ti dimenticherai mai...
"Certo, fatta anche in Juventus-Roma. Le 200 erano in Juventus-Inter, mi sono capitate spesso in queste partite storiche, in grandi partite. Un agrande soddisfazione perchè rimani indelebilmente nella storia di una società, di una grande società come la Juventus, poi anche un premio personale per tutti questi anni di sacrifici, perchè poi si ricordano solo le soddisfazioni e sembra tutto bello. Purtroppo non è sempre così, ci sono stati anni brutti, momenti difficili, sia personali che di squadra, e credo che nelle vittorie una soddisfazione personale come questa sia anche un premio  a tutti questi anni".

Come fai a conciliare lo studio con gli impegni sportivi?
"Di base il problema non è solo il tempo, ma è la voglia, sempre quella. I momenti in cui studio meglio sono quelli del ritiro perchè alla fine non ho altre cose a cui pensare e posso dedicarmi solo a quello. Rimane un modo per svagarmi, per non pensare alle partite, ma tenere la mente attiva. Lo vivo come un hobby, lo faccio con i miei tempi, senza nessuna fretta e ci metto chiaramente molto di più degli studenti normali. Però alla fine è anche una soddisfazione e una sfida con me stesso".

Il momento più bello vissuto grazie al calcio?
"Il momento più bello sono le vittorie, quindi non posso che ricordare le vittorie. Quella col Cagliari, come ho detto, è stata sicuramente la più emozionante".  

Quanto farà bene nel gruppo dell'Italia Mondiale la vostra compattezza difensiva?
"Sicuramente conoscerci aiuta, perchè tante volte quando sei in campo non hai neanche bisogno di guardare dov'è il tuo compagno, dopo tante partite fatte insieme sai già dove sono i tuoi compagni. Io, Andrea e Leo, ci conosciamo davvero a memoria dopo tutte queste partite insieme nella Juve e in Nazionale e può essere sicuramente un vantaggio e un aiuto per Prandelli, poi farà lui le sue scelte e anche con gli altri non ci saranno problemi. Però avere un blocco di una squadra che gioca tutto l'anno insieme è sicuramente un vantaggio".

Prima eri concentrato sulla Juve, ora la testa comincia ad essere al Mondiale...
"Ora non puoi non pensarci. Finchè lotti per un obiettivo sei troppo concentrato su quello e non riesci a pensare ad altro. Adesso l'obiettivo è raggiunto, quindi è inevitabile che tutti i nostri pensieri vadano al Mondiale e cominci già a fremere. Inizia domani paradossalmente. Sarà sicuramente una grande avventura, io sono convinto che per noi sia fondamentale passare il primo turno perchè negli scontri diretti siamo una squadra che può veramente dare fastidio e può giocarsela con tutti. Sappiamo di avere un girone difficile però abbiamo anche tanto entusiasmo e tanta voglia di fare bene. Speriamo di continuare nei risultati positivi che abbiamo portato avanti in questi tre anni".

Com'è segnare in un derby come nel 2009?
"Bello perchè poi quello fu particolare, perchè poi sapevo che era decisivo, mancavano più di dieci minuti, quindi un gol così diventa tanto tanto importante, era una partita vicina alla Champions, quindi una partita che c'era il rischio di sottovalutare, invece abbiamo fatto un'altra grande partita e sono contento di averla decisa in quel modo. Un altro gol importante per me è stato quello dell'anno scorso al Napoli, perchè a Napoli ho segnato tanto, non ho mai vinto, ma quello dell'anno scorso era stato un gol importante e decisivo per lo Scudetto perchè secondo me lì Napoli aveva capito che non ci avrebbe più ripreso".



Tra le cose da ricordare c'è anche il gol col destro...
"Ma ne ho fatti 4 su 5. Ho fatto 4 gol di destro da luglio, quindi tantissimi per me, vuol dire che sono più concentrato quando arrivo a calciare e non sbaglio".

Qual è il tuo primo pensiero prima che l'arbitro fischi la fine della partita?
"Più si avvicina la partita, più comincio a ripassare le situazioni che mi aspetteranno, le cose che abbiamo provato, i movimenti da fare e i movimenti degli attaccanti che possono metterti in difficoltà. Soprattutto prima di uscire dagli spogliatoi, nel riscaldamento, comincio a pensare a queste cose. poi quando sei in campo aspetti il via e si inizia. Ti isoli completamente, perchè poi durante l'azione non riesci neanche a vedere tutto quello che c'è intorno a te. Tante volte non ti rendi conto di cori, striscioni, coreografie, veramente hai un focus sull'azione e sulla partita che è veramente anche difficile da descrivere".

Tu hai dato esami di diritto?
"Sì purtroppo, perchè sono stati difficili e lunghi".

Cosa ti sarebbe piaciuto fare se non avessi fatto il calciatore?
"Io penso che avrei studiato medicina, perchè mio babbo è medico". 

Come un calciatore professionista come te potrebbe applicarsi al calcio a 5.
"Con gli amici ci giochi, chiaramente il professionismo è diverso. Giocare con gli amici è facile, mentre quando vedi i professionisti, la nazionale di calcetto, non dico che sia un altro sport, ma poco ci manca, perchè veramente cambiano tutti i fondamentali, il modo di calciare, di muoversi, insomma, da quel punto di vista è veramente difficile".

Cosa provi quando segni?
"E' bello perchè non ci capita spesso e quindi quando capita sono forti emozioni. Personalmente preferisco salvarlo e che farlo, perchè alla fine è quello il mio lavoro e la cosa che devo saper far meglio. Quindi un salvataggio, anche se non viene ricordato, per me è più importante di un gol".

Il gol più bello, più strano e il più importante...
"Il più bello penso Juve-Chievo, un tiro di controbalzo dopo un assist di tacco di Camoranesi che è stato bellissimo. Il più importante quello dell'anno scorso a Napoli perchè è stato il gol Scudetto alla fine. Da lì il Napoli ha capito secondo me che non ci avrebbe più ripreso. Il più strano... fammi pensare...il contropiede in Supercoppa italiana può essere il più strano perchè non c'entravo davvero niente in quella azione, è stato un po' l'istinto. Mi hanno detto anche che mi sono arrivati gli accidenti dalla panchina, ma dove vai, ma dove vai, invece alla fine è servito".

Quello in Supercoppa fu l'inizio migliore...
"Sicuramente, anche perchè noi Nazionali eravamo un buon gruppo, abbiamo iniziato tardi, e nelle amichevoli americane eravamo veramente distrutti. Tutto il lavoro fisico, il caldo che avevamo trovato...Mi ricordo la partita con l'Inter e Miami...era stata una cosa fuori dal mondo. Eravamo molto preoccupati perchè non stavamo bene, eravamo poco lucidi, quindi è servita una partita di testa, di intelligenza e siamo stati molto bravi da quel punto di vista a prepararla bene e ad essere applicati per tutto il tempo".

Come fai a concentrarti prima delle partite? 
"La concentrazione è fondamentale e ogni persona la trova a modo suo. Io in pullman ascolto sempre della musica che può cambiare a seconda dello stato d'animo, del momento. Però ascolto sempre musica e quando arrivo nello spogliatoio mi piace cominciare a confrontarmi con gli altri, a ripassare la partita, quello che ci aspetterà, con i miei compagni. Questo è il modo di entrare nel match. Tanti miei compagni sono con le cuffie anche negli spogliatoio e si isolano. E' una cosa molto personale. Tutte le cose che hai provato nei giorni prima possono paragonate  a esercitazioni di un libro. Noi cerchiamo di preparare al massimo le situazioni per non farci trovare impreparati e farci cogliere di sorpresa in campo. Quando hai le tue certezze le cose in campo vengono sempre meglio e prendi le contromisure. Poi il calcio non è così semplice, quindi cambiano sempre situazioni inaspettate, il colpo del campione ed errori".

Sei una persona competitiva anche al di fuori del campo?
"Sì, sono molto più pacato, molto più riflessivo fuori dal campo, però se faccio una cosa mi piace farla, non bene, di più. Altrimenti preferisco non farla".(redazione Tuttojuve.com) 

 

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