Lichtsteiner: “Tornare allo stadium è stata un’emozione. Mi manca il calcio. La Juve fa bene a puntare sui giovani ma serve pazienza”

01.12.2023 15:00 di Benedetta Demichelis   vedi letture
Lichtsteiner: “Tornare allo stadium è stata un’emozione. Mi manca il calcio. La Juve fa bene a puntare sui giovani ma serve pazienza”
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Stephan Lichtsteiner si è raccontato al sito della Juventus toccando diversi temi interessanti e ripercorrendo le emozioni del passato: "Tornare all’Allianz Stadium è sempre una grande emozione, anche se non sono venuto tante volte qui. Mi ricordano in tanti il fatto che il primo gol in questo stadio lo ho segnato io, ma tendo a non identificarmi con quell’episodio. Quando indossi la maglia della Juve lo fai per vincere, sempre. E’ vero che però fu una bellissima azione, con un lancio splendido da parte di Andrea Pirlo…".

Ti manca il calcio? 
"Si, mi manca soprattutto quando torno in uno stadio come questo. Un calciatore nella sua carriera dà il massimo, ma la carriera di calciatore è breve per sua natura, quindi da una parte vorrei scendere in campo, dall’altro so che fisicamente non potrei più farlo".

Com'è la tua vita senza calcio? 
"Nel primo periodo dopo aver smesso di giocare a calcio mi sono dedicato a una mia passione, che avevo da tanto tempo: è stato molto interessante e divertente, per me, vivere uno stage in un’azienda che produce orologi. Un modo per staccare col calcio ma con l’obiettivo di tornare al più presto in questo mondo". 
 

Com'è Lichtsteiner allenatore? 
"Sono allenatore nel settore giovanile del Basilea, è una bella esperienza per me, formativa, dentro e fuori dal campo, perché penso che nella vita sia fondamentale fare esperienze. I ragazzi che alleno sono bravissimi, stanno imparando a gestire la pressione, ed è bello accompagnarli nella loro crescita, ci stiamo divertendo tutti insieme. E’ un bel gruppo che fa allenamenti anche pesanti, ma ha una grande voglia di impegnarsi".

Che percorso fanno i giovani con cui lavori? 
"Fanno un lavoro pesante, studiano, si allenano tanto, è un percorso impegnativo ma insieme lo facciamo con grande entusiasmo. Ogni ragazzo ha le sue specificitià, ma quello che proviamo a passare loro è il concetto di disciplina, dentro e fuori dal campo, preparando la partita nel modo migliore e scendendo in campo già con un’idea ben precisa in testa, che poi mettono in pratica grazie al lavoro sulla tecnica".

Come vedi la Juve dei giovani? 
"Seguo la Juve, so che sta lavorando molto bene con i giovani, perché è quello che si fa nel calcio europeo: bisogna avere un po’ di pazienza e non avere paura di affidarsi ai ragazzi, perché la fiducia in loro viene sempre abbondantemente ripagata".