Le ragioni del cuore

Le ragioni del cuoreTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 17 maggio 2013, 14:00Primo piano
di Massimo Reina

Nella sede di Corso Galileo Ferraris le finestre sono rimaste chiuse, ma solo per evitare che l’aria insolitamente fresca per il periodo, provocasse qualche fastidio a chi in quel momento era lì impegnato a discutere del futuro immediato della Juventus. Non certo per impedire che dal di fuori si sentisse l’eco di qualche pesante discussione.
Anche perché di urla, di battibecchi o di scontri verbali nelle circa tre ore di incontro fra il Presidente Agnelli, Antonio Conte e lo staff dirigenziale bianconero non ce ne sono stati, com’era logico aspettarsi. Con buona pace di chi pensava, o sperava, che invece ci fossero, e che di conseguenza avvenisse una rottura completa fra l’allenatore (più magari un dirigente) e la società.

Nessuno scappa, nessuno ha litigato. Conte non si dimette, né se ne va. Nedved non va via urlando, Marotta non si straccia le vesti in pubblico e Andrea Agnelli continua a tenersi stretto il suo gruppo. Il teatrino degli equivoci e dei presunti dissapori diventa così un patto per - parole di Antonio Conte - "continuare a costruire la Juve del futuro".
Tutto come ampiamente anticipato da TuttoJuve nelle scorse settimane, a dispetto di chi per giorni ha cercato invece di creare un caso, alimentando dubbi e sospetti su alcune frasi pronunciate dal tecnico juventino a proposito del suo futuro juventino.
Non che tutto sia stato manipolato dai media, sia chiaro. Qualcosa in effetti fra Conte e parte della società c’è stato, ed è evidente che dietro ai sorrisi di facciata, qualcosa all’interno del gruppo non funziona o non stava funzionando a dovere. Ma certo la situazione era ed è meno grave di quanto qualcuno ha cercato di dipingere, arrivando addirittura a interpretare le espressioni dei diretti interessati.

Alla fine ciò che contano sono i fatti. E questi dicono che il Presidente, l’allenatore, l'amministratore delegato Marotta, il direttore sportivo Fabio Paratici e il consigliere Pavel Nedved hanno tutti insieme "pianificato tutto per la stagione 2013-14". Questo significa più peso di Conte nelle decisioni inerenti il mercato e la scelta dei calciatori da acquistare, uno sforzo maggiore e più elasticità, entro i limiti imposti dal budget a disposizione, da parte della società per accontentarlo.  Insomma, per il mister non era e non è un problema di soldi, di stipendi o di ambizione personale. Ma solo di volontà comune: quella di far crescere e migliorare ulteriormente la sua Juventus, per davvero. E così sarà.