LA NOSTRA LETTERA D'AMORE

LA NOSTRA LETTERA D'AMORETuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 4 luglio 2017, 16:17Primo piano
di Caterina Baffoni

Ancora una volta, Madama ha tracciato una linea immaginaria di "separazione", delimitandone i rispettivi confini. Da una parte, vi è l’appeal sul mercato locale, dall’altra l’attenzione all'evoluzione di un mercato globale in costante espansione. 

Col nuovo marchio, la Juve si fa trovare sempre lì, pronta a battere una nuova strada dopo una grande debacle come quella del Millennium Stadium. E' sempre lì, l'unica ad essere veramente allungata nel futuro, lungimirante e pianificatrice di successi e di crescita progressiva nel mondo. 

Ci troviamo in piena estate e ad un mese esatto, o quasi, dalla cocente delusione di Cardiff, la Vecchia Signora ha deciso di ripartire col turbo nonostante tutto: ci si rimbocca le maniche persistendo e si resistendo, fino alla fine. Questo è alla base dei successi della Juventus e il conseguimento di numerosi record. Al di là di quelli che saranno i nuovi innesti provenienti dal calciomercato estivo, sarà effettivamente difficile migliorare questa squadra che ha vinto tantissimo in Italia, ma probabilmente manca ancora qualcosa di significativo per consacrarla nella leggenda del calcio europeo. 

Eppure, a suon di crescita, in corso Galileo Ferraris sono ben attrezzati: è arrivato il momento di proiettarsi in una fase di sviluppo e di lancio del calcio per conquistare il mondo. 

 La verità è che si è trattato della più importante operazione di rebranding nella storia del calcio e di marketing a livello di Management economico. Così facendo, Madama si posiziona ancora una volta in testa al gruppo, là dove molti suoi competitors o avversari sul campo non si rendono nemmeno conto di essere in gara.

Il club si è sentito quindi in dovere di  pensare a quale dovesse essere il ruolo specifico da ricoprire, il suo significato in una scala di valori sempre più grande.

Ora possiamo davvero salire tutti sull'astronave bianconera concettuale e strategica, e non si tratta semplicemente di banale "fanatismo" ma di allargare la visibilità e di avvicinarsi sempre di più al tifoso juventino creando un unico "corpo" in cui tutti noi siamo partecipi e importanti in egual modo, come cellule, nel farlo funzionare alla perfezione.

La Juve, in questo caso, non ha voluto seguire le stesse strade percorse da altri, ma come spesso accade, le ha anticipate rivoluzionando il concetto di logo e quindi di senso d'appartenenza ad una società di calcio.

 La prima lettera di un nome, l’iniziale stessa ha in sè un tale potenziale comunicativo tale da potersi rappresentare da sola. La lettera “J” raccoglie al suo interno la storia del club e tutti quei concetti visivi che vengono in mente in associazione alla Juventus. 

E' la nostra indiscussa e distinta lettera d'amore. 

E così, resta impossibile non citare la famosa frase dell'Avvocato, già moderno e lungimirante a quell'epoca: "Mi emoziona anche solo leggerla una parola che inizia con la J di Juventus". Come dargli torto? 

Ai tifosi più fidelizzati e romantici ci vorrà comunque un pò più di tempo per abituarsi al nuovo stemma, ma l'amore, l'orgoglio e il senso di appartenenza per la maglia juventina ne escono rafforzati, il cui stile sarà sempre lo stesso e uno soltanto.

 Uno, proprio come la posizione a cui tende sempre la nostra amata Juventus.