Il terzo tempo - Tutti i record della Juve pentacampione. E' stato un lustro d'oro, con un uomo sugli scudi
La Juventus infila in bacheca il quinto scudetto consecutivo, il più bello per certi versi, perchè arrivato dopo un inizio di campionato tanto brutto da sembrare irreale. Mai nessuno nella storia della Serie A era riuscito a ribaltare un trend così negativo, né tantomeno era riuscito nella titanica impresa di infilare 24 vittorie in 25 partite. É giusto celebrare i numeri di una impresa straordinaria, ancor più se targata Massimiliano Allegri, un tecnico arrivato tra lo scetticismo e, diciamolo, qualche fischio ed insulto di troppo. Nel girone di ritorno la Juventus ha già conquistato 46 punti, ed è a -4 dal record assoluto firmato da Antonio Conte, nella storica stagione dei 102 punti. La difesa dei bianconeri ha subito appena 18 gol (la miseria di tre gol nel girone di ritorno), e può scrivere un record anche in questo campo, se la porta di Buffon rimarrà inviolata nelle ultime 3 giornate (il record è sempre della Juve di Conte, che subì 20 gol nella sua ultima stagione in panchina). Da ben nove gare consecutive i bianconeri non prendono gol in casa (ed è già record), un primato migliorabile nelle sfide contro Carpi e Sampdoria; non di meno in tutta la stagione Buffon ha subito appena 6 gol nel fortino dello Stadium, a dispetto del record di 9 gol subiti tra le mura amiche dalla Juve di Capello e dalla Roma di Garcia. Leitmotiv di questi 5 anni è la mancanza di un bomber capace di segnare più di 20 gol a stagione, fattore in grado di risaltare l'importanza realizzativa di più uomini dello scacchiere di gioco, non dando punti di riferimento agli avversari. Basti pensare che il bomber di questo lustro d'oro è Tevez, rimasto a Torino appena due stagioni, con 39 reti messe a segno, seguito da due centrocampisti, l'esiliato Vidal e Pogba. Nella staffetta Conte – Allegri la media punti tenuta tocca l'impressionante quota del 2,37 a partita, un dato che spiega il distacco di 92 punti dal Napoli, e di oltre 150, per dirne una, dall'Inter.
136 vittorie, 37 pareggi ed appena 14 sconfitte, alcune delle quali giunte a campionato ampiamente chiuso, sono i numeri che farebbero girare la testa a qualsivoglia amante del calcio, ma siamo in Italia, ed ammettere la superiorità degli avversari, ahinoi, rode e consuma le energie. Lo scudetto numero 34 in bacheca porta la firma, il marchio di uno dei giocatori più forti di sempre a vestire la maglia bianconera: Gianluigi Buffon, alla veneranda età di 38 anni, continua a scrivere pagine gloriose di questa società, entrando di diritto nella top 3 di sempre della società di Corso Galileo Ferraris. Per lui è il nono titolo italiano in carriera, record assoluto (mai nessuno ha vinto in carriera più scudetti) e quest'anno si è preso anche il record di imbattibilità appartenuto per oltre 20 anni a Sebastiano Rossi. 974 minuti senza raccogliere il pallone in fondo alla sua rete, una striscia durata dalla 19° alla 30° giornata, infranta solo dal rigore di Immobile nel derby. Senza dubbio è stata la migliore annata della sua carriera, per un numero uno dentro e fuori dal campo, in grado di imporre la propria leadership carismatica e di impartire lezioni di “juventinità” ai nuovi arrivati. Mancano ancora 3 giornate per incrementare i record, scrivere altre pagine di storia e soprattutto per arrivare al top all'appuntamento del 21 maggio all'Olimpico. La finale di Coppa Italia contro un Milan più che mai nel caos, rappresenta l'occasione per Allegri per mettere a segno il secondo double scudetto-coppa nazionale consecutivo. Un'impresa mai riuscita a nessuno, un altro record, tanto per cambiare, da incastonare nella storia della Juventus.
Direttore: Claudio Zuliani
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