Esclusiva TJ

Il pensiero di Bosco: "Sacrificherei Bremer per Muharemovic e Palestra, vorrei Goretzka a tutti i costi. Gravina? Metà degli italiani gode amaramente per colpa sua. Sulle riforme..."

Il pensiero di Bosco: "Sacrificherei Bremer per Muharemovic e Palestra, vorrei Goretzka a tutti i costi. Gravina? Metà degli italiani gode amaramente per colpa sua. Sulle riforme..."TuttoJuve.com
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di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il collega che ha lavorato per le più importanti testate italiane (dal Corriere alla Gazzetta fino ad arrivare alla Rai) e nostro editorialista con la rubrica "L'Imboscata", Andrea Bosco, per affrontare insieme i temi di attualità della settimana e non solo:

A spron battuto, visto che si è parlato di Bremer negli ultimi giorni e di una sua possibile cessione: lo venderesti?

"Se la vendita di Bremer portasse degli introiti importanti, accetterei di cederlo e prenderei Muharemovic che mi sta impressionando tra Sassuolo e Bosnia. La Juve poi potrebbe sfruttare il 50% a suo favore, così potresti reinvestire i soldi sia per lui che per Palestra. A questi aggiungerei un buon portiere, un esterno e sostituirei i due ignobili David e Openda che stanno facendo male. Chiellini e Ottolini ne capiscono sicuramente più di Comolli, che è stato confinato ora a fare l'AD e basta con questi algoritmi".

Tra i parametri zero a disposizione, chi cercheresti di prendere a tutti i costi?

"Spero non si lascino sfuggire Goretzka, è un mio cavallo di battaglia e migliorerebbe il centrocampo della Juventus. E' da prendere a tutti i costi- Vlahovic? O firma o è inutile andare alle calende greche. Se il suo piano è quello di rilanciarsi per andare poi in un'altra squadra, allora deve stare in panchina. La Juve non deve stare al suo ricatto o a quello dei suoi agenti".

Allargo il tema: non solo la Juve, ma anche il calcio italiano avrebbe bisogno di non essere più sotto ricatto. No?

"Il calcio italiano, per rinascere, dovrebbe fare l'esercizio di autoridefinizione, ovvero verificare quali sono state tutte le sue colpe a partire dal 2006 con Calciopoli e finire con le plusvalenze. Ci sono delle procure che hanno una responsabilità immane, alcune come quelle di Milano che non indagano Inter o Milan nemmeno su vicende in cui ci sono stati degli omicidi. Ma d'altronde di che parliamo, ieri ho letto l'intervista a Luciano Moggi di TJ e ricordo bene i nove giocatori juventini nella finale di Berlino. Il mio pensiero torna a Guido Rossi, allora commissario straordinario, con la sciarpa dell'Inter al collo e che non voleva far andare Marcello Lippi al Mondiale. Roba fantascientifica".

Titolo per la debacle azzurra di martedì?

"Uova e ortaggi contro la Federazione, non succedeva dall'eliminazione dei Mondiali nel 1966. Gianni Brera scrisse parole di fuoco contro gli abatini Rivera e Mazzola, ma non risparmiò di certo nemmeno il ct Fabbri reo di non aver incluso Riva nella lista definitiva dei convocati. Questo sta a significare che la pazienza è ormai finita".

Al centro della scena, inevitabilmente, è finito il presidente federale Gabriele Gravina.

"Gravina è un gattopardo, non si dimetterà mai a meno che qualcuno non lo possa obbligare. Lui considera la Federcalcio come roba sua, il problema è che se ne dovrebbero andare tutti i vertici federali compreso il procuratore Chiné. La sua conferenza stampa dell'altro ieri è stata pura fantascienza. Almeno il compianto Tavecchio ebbe il buon gusto di dimettersi un minuto dopo lo scempio del 2018".

Eri tra quelli che tifavano contro gli azzurri? Perché molti italiani, almeno sui social, hanno tifato spudoratamente Irlanda Del Nord e Bosnia.

"Io non ero tra questi, ma grazie a lui c'è metà del paese che sta godendo amaramente per l'uscita dal Mondiale. Forse per la speranza che con l'eliminazione ci fosse un suo allontanamento, cosa che auspico possa accadere oggi".

Qual è stata la posizione della stampa in generale nei confronti del presidente federale?

"Ho letto di quelle robe immonde nella giornata di ieri, del tipo qualcuno scriveva che la politica non dovrebbe impossessarsi del calcio. Perché Gravina non è un politico? Non è stato messo lì grazie alla politica? Bisognerebbe conoscerle le cose, prima di parlare. A meno che non si sia complici o collusi e temo che parte della nostra categoria lo sia. Ma qualcuno come Fabio Caressa non lo è, l'ho ascoltato e mi sono trovato d'accordo al 1000%".

Lui se non sbaglio parlava di riforme, tu da dove partiresti?

"Partirei dai vivai, proseguirei con un numero massimo di stranieri in campo (cinque o sei), senza andar contro la legge Bosman, e lo specificherei all'interno di un regolamento interno. Poi toccherei il numero di squadre: le venti di oggi, ereditate da Carraro, sono troppe, per questo andrei a sedici o diciotto. Un'altra riforma importante è quella che riguarderebbe la giustizia, visto che all'estero guardano e commentano le nostre porcherie e le nostre follie arbitrali. Turpin con la Bosnia non è stato perfetto, ma di certo non siamo usciti per mano sua. La verità è che siamo scarsi".

Scarsi sì, ma dubbi sull'arbitraggio un po' restano. Anche col Var.

"Sì, un'altra riforma è proprio quella che riguarderebbe gli arbitri e la tecnologia. Il Var doveva nascere per spegnere le polemiche, oggi invece è stato tutto più amplificato".

Ritornando al presidente federale, che forse oggi potrebbe dimettersi, il suo sostituto potrebbe essere Giancarlo Abete?

"No, non può essere Abete il successore di Gravina. E' un vaneggiamento. E' stato l'uomo che decideva di non decidere, è colui che presentò il suo programma parlando per due ore di Plutone e Aristotele. No, grazie. Andiamo avanti".

Su chi punteresti?

"Il Governo deve commissariare, per me Malagò è l'uomo giusto per fare il commissario straordinario almeno per un anno in vista di nuove elezioni. Se si va di nuovo alla votazione, Gravina oggi verrebbe eletto nuovamente da tutti i club compresa la Juventus. Va detto che bisogna cambiare il sistema di elezione del presidente federale, perché l'attuale è un sistema bolscevico ereditato dalla sciagurata legge Melandri. Forse non lo sapete, ma i dilettanti hanno il 43% dei voti e saranno sempre loro, con l'aggiunta di altri componenti, ad eleggere il presidente. Questo non è accettabile. Per me il calcio dei professionisti deve autogestirsi, a dispetto di quello dei dilettanti che deve esser gestito dallo Stato. Così ci sarebbero due presidenti ben distinti".

Le hai lette le parole del presidente del Senato sugli azzurri?

"Il presidente del Senato è stato pessimo nell'accusare Gattuso e Bonucci per il rigore fallito da Esposito. Alla sua età, i vari Totti e Del Piero li segnavano i rigori e lo facevano con tutta quella pressione. La colpa è anche dei media che lo stanno pompando troppo. Esposito è un giovane dal futuro brillante, ma bisognava essere più prudenti prima di accostarlo a Van Basten".

Si ringrazia Andrea Bosco per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.