I cicli sono destinati a finire, ma la dignità non si deve perdere. Mai

I cicli sono inesorabilmente destinati a finire, prima o poi. C'è però modo e modo per abdicare: la Juventus sta percorrendo la strada peggiore.
18.01.2021 18:30 di Enrico Danna   Vedi letture
I cicli sono destinati a finire, ma la dignità non si deve perdere. Mai
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Si può vincere e si può perdere, così come ogni ciclo, prima o poi, è destinato a finire. C'è però modo e modo per abdicare; la Juventus sta percorrendo la strada peggiore: abulica, priva di mordente, di carattere, di voglia, di determinazione. Quella di ieri sera era una partita da vincere ad ogni costo: non essere nemmeno scesi in campo è l'aspetto più grave. La maglia va onorata e sudata sempre: qualcuno inizi a stamparselo nella testa. Chi non se la sente o non ha voglia, può accomodarsi e cercarsi un'altra sistemazione. Se giochi nella Juve, prestazioni come quelle di ieri sera, non sono tollerate. Non esistono giustificazioni, alibi o scuse.

Nove anni di vittorie ininterrotte sono qualcosa di difficilmente ripetibile: su questo non ci piove. Però, quando si parla di mancanza di fame, sorge spontanea una domanda: ad eccezione di Buffon, Bonucci, Chiellini, Ronaldo, qualcuno ci spiega chi è che dovrebbe essere sazio di vittorie? Forse lo svagato Rabiot che pare più avvezzo alle sfilate di moda che al gioco del calcio? Ecco, il francese è l'emblema (non l'unico, purtroppo) della Juventus attuale: giocatore strapagato, mai utile (figuriamoci determinante). Non corre, non lotta, non pressa: insomma zero assoluto con uno stipendio faraonico. A ruota i vari Ramsey, Bernardeschi e compagnia bella, tutti giocatori con stipendi esosi dal contributo pressoché nullo (se non deleterio).

Oltre alla svagatezza, la squadra è proprio messa male in campo (basti vedere l'azione del secondo gol dell'Inter). E qui, le responsabilità sono dell'allenatore. Che fosse una scelta azzardata si sapeva, che dovesse fare esperienza pure. Però, proprio perché uno non ha esperienza dovrebbe essere un po' più umile e capire che, se le proprie idee (quelle da tesina) non sono applicabili per mancanza di interpreti adatti, si deve cambiare registro. La partita di ieri è stata preparata non male, ma malissimo. Lasciare il povero Frabotta senza copertura su quella fascia è stato un atto di autolesionismo (a proposito, che una squadra come la Juventus debba schierare uno che l'anno scorso giocava in Lega Pro, è il fiore all'occhiello di una campagna acquisti/cessioni fatta col lancio dei dadi. Non è che siano tutti Moreno Torricelli, eh...). Perché non s'è provato a giocare più coperti, puntando sulle ripartenze, preparando la partita in un altro modo e con altri interpreti? Vanno bene gli elogi per la tesina e le grandi idee, ma un bravo allenatore è colui che fa meno danni possibili sfruttando le caratteristiche dei giocatori che ha. Questi esperimenti zemaniani li si vada a fare altrove.

A proposito: mancano quindici giorni alla fine del mercato e il buon Paratici ci dice che la rosa è competitiva così com'è. Dichiarazioni che non necessitano di commenti ulteriori: la risposta del campo è più che sufficiente. Di questo passo sarà difficile arrivare tra le prime quattro. Non farlo, sarebbe un danno economico non da poco. Chissà se Andrea Agnelli si è fatto sentire ieri sera (in altri tempi avrebbero tremato anche le mura dello spogliatoio).

Il tifoso comprende che non si può vincere sempre. Il tifoso non comprende che si perda senza giocare, senza provarci, senza metterci cuore e anima. Mercoledì c'è subito una ghiotta occasione per rifarsi e riconquistare la dignità perduta. Meno post sui social e più grinta in campo. Grazie. Fino alla fine.