HIGUAIN: "Alla Juve sono felice, rispetterò il mio contratto, dopo potrei tornare al River. Qui un CR7 diverso, quando lascerò il calcio..."

HIGUAIN: "Alla Juve sono felice, rispetterò il mio contratto, dopo potrei tornare al River. Qui un CR7 diverso, quando lascerò il calcio..."TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 26 settembre 2019, 12:30Primo piano
di Rosa Doro

In un'intervista rilasciata a Fox Sports Argentina, Gonzalo Higuain ha parlato del suo futuro quando appenderà gli scarpini al chiodo: "Quando lascerò il calcio, potrei sentire il distacco dagli allenamenti quotidiani, dallo stare con gli altri ragazzi, ma ad oggi è una cosa che vedo molto difficile. Ho altri progetti nella mia mente, come aprire una scuola calcio per ragazzi per mostrare loro quello che ho vissuto e cosa ho sofferto per diventare ciò che sono. Al momento è un'idea lontana, ma il mio futuro mi piacerebbe così". 

Sul futuro dopo la Juve: "Per ora resto qui, ma rimarrò per adempiere al contratto. Ho quest’anno e l’anno prossimo. Non ho mai chiuso le porte a River. C’è un grande tecnico, con il quale c’è un bel rapporto, ed i tifosi nei miei confronti sono sempre affettuosi ma ora penso al presente e in Italia mi trovo bene e mi sto divertendo" 

Sul suo ritorno a Torino: "Mi sento molto bene , conosco i compagni di squadra, il personale medico: ho lasciato un bel ricordo, amici qui e tornare è stato facile. L’obiettivo è migliorare anno dopo anno”.

La Nazionale è una storia chiusa?
"Voglio essere sincero, per me è una cosa importantissima, ho vissuto momenti belli e brutti. Però bisogna cercare sempre il lato positivo delle cose, ho preso questa decisione per varie ragioni".

Se ci fosse stato il VAR nella finale con la Germania, sarebbe cambiato tutto.
"Non si può guardare al passato. Chiaramente sarebbe stato diverso, però bisogna guardare avanti".

Segui il River?
"Sì, lo seguo sempre. Sono contento quando le cose vanno bene, e spero che vadano sempre meglio".

Com'è Cristiano Ronaldo nello spogliatoio?
"Avevamo già giocato insieme al Real, sono passati tanti anni e ho trovato un altro giocatore, una persona più matura, con una famiglia. Ho avuto un buon impatto e sono contento di averlo ritrovato".

Vedi un destino europeo per Marcelo Gallardo?
"Sta facendo grandi cose al River, ha vinto tanti titoli e ovviamente è un tecnico che dà un'impronta molto buona alle squadre che dirige. Può avere un grande futuro in Europa".

Hai giocato in Spagna, Italia e Inghilterra. Qual è il campionato più bello?
"Dell'Inghilterra posso parlare poco, ovviamente. Però a livello di impatto fisico è stata quella che ho sofferto di più. In Italia è dura, le difese sono forti, però la verità è che in Inghilterra qualsiasi squadra può battere qualsiasi avversario: è un campionato tosto e per quel poco che l'ho vissuto è difficile ambientarsi rapidamente come succede in altri campionati".

Come hanno vissuto i social il tuo addio all'Argentina?
"La maggior parte sono stati messaggi di ringraziamento per quanto fatto con la Nazionale. Ho giocato tanti anni con l'Argentina, ho sempre giocato col massimo della voglia: può andare bene o male, ma siamo umani e non robot, come pensano tanti. A parte questo, io sono contento. Ho una figlia bellissima, che mi dà felicità tutti i giorni, una famiglia che mi aiuta. Chiudere con la nazionale mi lascia la possibilità di essere tranquillo, pensare ad altre cose. La verità è che non so tirare un bilancio: ho cercato di dare il massimo, non abbiamo magari ottenuto quel che avremmo voluto ma saluto a testa alta".

A tu per tu con Neuer rifaresti lo stesso?
"È stata un'occasione insperata, non so se tornando indietro farei un'altra scelta, ma colpire così è stata la prima decisione che mi è venuta in mente. Forse era più facile fare altro, ma è andata così".

Chi può essere il nuovo numero 9 dell'Argentina?
"Lautaro è forte, gioca in una grande italiana e se saprà farsi forte anche con le critiche lo vedo interessante. Ovviamente il numero 9 deve segnare: se fai una bella partita ti apprezzano e invece se non lo fai non succede altrettanto. Lautaro è bravo, deve essere forte per affrontare i momenti meno facili".

Che consiglio gli daresti?
"Ha 22 o 23 anni, ora non ricordo. Gli auguro una carriera straordinaria, le condizioni ci sono tutte. Gli consiglio di cercare sempre di migliorarsi, chiaramente tutto è facile quando parlano bene di te. Devi farti forte quando le cose non vanno bene, come ho detto prima. Penso a cosa hanno sempre detto tutti i numeri uno della storia".

Maradona è tornato ad allenare nel campionato argentino.
"Non ho parlato recentemente con Diego. È un idolo mondiale, ovunque vada la gente lo vede come una gran bandiera. Mi ha portato al mondiale dopo che avevo giocato soltanto due partite nelle qualificazioni, gli sarò sempre grato".

Come allenatore si parla sempre del suo carisma e poco delle sue qualità tecniche. Com'è come allenatore?
"Diego ti genera qualcosa dentro".

SuperClasico in semifinale di Libertadores. Che partita sarà?
"È una partita bellissima da vedere, non me lo perderò sicuramente".

Hai visto la Copa America?
"Sì, magari a tratti. Però l'ho vista".

Come hai visto Messi? Ha chiuso con una grandissima polemica.
"L'ho visto bene, determinato. Leo è importante per quello che dice, per quello che rappresenta. Ha parlato col cuore e ha detto quello che sentiva. Poi in campo si può giocare bene o male, però Leo è una cosa straordinaria".

Tanti tuoi compagni di nazionale hanno parlato male di Sampaoli. La gestione dello spogliatoio era così cattiva?
"Con tutto il rispetto, non mi piace parlarne. Sono cose del passato e non voglio tornare sul tema: quel che è successo è successo".

Hai detto che resterai alla Juve almeno fino al termine del tuo contratto attuale. Poi potresti tornare al River?
"L'ho detto prima, non chiudo alcuna porta. Il futuro è incerto, ora ho due anni di contratto qui e poi vedremo. Sono sempre legato al River, ai calciatori e ai tifosi. A dire la verità, non so cosa succederà. Però al momento voglio godermi la Juve".

Cosa potresti trasmettere ai bambini?
"Vent'anni fa la critica non era così presente, non c'erano i social, magari c'era un solo canale in TV. Ora devi affrontarla e penso che per i bambini, se vogliono sfondare nel calcio, sarà più difficile. Magari ha più risalto una cosa sbagliata rispetto a otto cose buone. Vorrei insegnare a credere nelle proprie possibilità. Devi essere sempre sicuro di te stesso: tanti giornalisti dicevano che avrei lasciato la Juve, ogni giorno. Io ho iniziato giocando da titolare e sto scalando la montagna, però devi farti forte", le sue parole riprese da TMW.