ESCLUSIVA TJ - Roberto Boninsegna: "I top player fanno sempre la differenza. La Juve deve cambiare per far bene in Europa"

ESCLUSIVA TJ - Roberto Boninsegna: "I top player fanno sempre la differenza. La Juve deve cambiare per far bene in Europa"
domenica 25 maggio 2014, 15:00Primo piano
di Redazione TuttoJuve
fonte intervista di Deborah Schirru

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato in esclusiva Roberto Boninsegna, vice campione del mondo nel 1970 con la Nazionale italiana, che in carriera ha vestito anche la maglia bianconera. L’ex attaccante ha commentato la stagione della Juventus.

Su quale aspetto deve intervenire la dirigenza bianconera per rendere la Juve competitiva anche in Europa? Ieri abbiamo visto la finale di Champions League che ha visto sfidarsi Real Madrid e Atletico, nonostante la squadra di Simeone non sia un club di top player.

L'Atletico Madrid ha dei giocatori di carattere, disposti bene in campo, ma questo non basta. Ieri la squadra di Simeone ha subito il gioco del Real: i top player fanno sempre la differenza. Va dato merito al tecnico dell'Atletico che ha messo in campo una rosa che tatticamente funziona. Simeone, però, deve ringraziare anche il portiere del Real che ha fatto una papera. A lungo andare i giocatori bravi hanno sempre la meglio.

La Juve ha dei giocatori maturi per affrontare competizioni europee?

Quest'anno ha dimostrato il contrario: è stata eliminata in Champions e in Europa, quindi è evidente che alla squadra manchi qualcosa, non so se sia solo una questione di giocatori.

Potrebbe essere un problema di modulo?

Ho sempre anteposto i giocatori al modulo: se prendi degli elementi con certe caratteristiche, non puoi cambiarne le qualità. E' il modulo che si deve adattare ai giocatori. Bisogna stare attenti a non acquistare dei giocatori per poi proporre un tipo di gioco non adatto alle loro caratteristiche. La Juve attua il 3-5-2 e deve prendere degli innesti funzionali a questo modulo.

Conte ha fatto la scelta giusta rimenendo a Torino?

Ha vinto tre scudetti: nonostante in Europa non abbia fatto molto, meritava la riconferma.