ESCLUSIVA TJ - Nicolò De Marchi: "Juventus grande famiglia. Non arrendendomi mai sono arrivato a Berlino. Sugli acquisti dico che..."

ESCLUSIVA TJ - Nicolò De Marchi: "Juventus grande famiglia. Non arrendendomi mai sono arrivato a Berlino. Sugli acquisti dico che..." TuttoJuve.com
© foto di Federico Gaetano
venerdì 26 giugno 2015, 10:25Primo piano
di Mirko Di Natale

Torino-Berlino, 1155,2 km di distanza, più o meno undici ore di auto, attraversando Svizzera, Liechtenstein e Germania. Una bella passeggiata familiare, certo sconsigliabile per un week-end, ma l'ideale per visitare e soggiornare per più giorni nella capitale tedesca abbattendo i costi del viaggio. Non è il caso di Nicolò De Marchi, tifoso juventino che ha mantenuto fede ad una promessa. Pur di assistere alla finale di Champions League della sua Juve, De Marchi era disposto ad andare in bici fin sotto l'Olympiastadion partendo, ovviamente, dallo Juventus Stadium, casa dei bianconeri (1155,2 km in bici, circa un terzo dell'intero percorso del Giro d'Italia 2015). Ebbene, la società l'ha preso in parola, gli ha regalato il biglietto della partita come incentivo e l'ha seguito passo passo verso quest'impresa. Noi di Tuttojuve, a quasi un mese dall'avvio della prova, siamo riusciti ad intervistarlo.

Quale è stata la tua prima reazione quando la Juve ti ha contattato su Twitter? Hai pensato anche minimamente ad uno scherzo?  

"Appena lessi il messaggio rimasi basito. Già il fatto di ricevere messaggi su Twitter è di per sè una cosa strana, per di più se il mittente è la Juventus; il tutto è ancora più incredibile. Per una frazione di secondo ho pensato allo scherzo, ma appena arrivai alla fine del messaggio e vidi che era firmato "Juventus Football Club" capii che era tutto vero: la mia squadra del cuore mi aveva contattato. Ero felicissimo e al settimo cielo! Risposi al messaggio con il mio numero di telefono e pochi minuti dopo mi chiamarono per spiegarmi il progetto che avevano in mente. Ah, ricevetti il messaggio il 26 maggio e due giorni dopo iniziò la mia avventura, quindi è stata proprio una cosa improvvisa e organizzata in pochissimo tempo".

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato durante il viaggio?

"Le maggiori difficoltà sono state sia a livello fisico che mentale. Innanzitutto non sono un ciclista o un maratoneta, quindi la fatica dei km che facevo ogni giorno si faceva sentire eccome. Mi sono salvato parzialmente visto che sono un ragazzo molto sportivo che gioca a calcetto e che ama stare in movimento. Dall'altra parte ho avuto anche delle difficoltà a livello psicologico. Essendo un ragazzo normale non ho mai ricevuto un'attenzione del genere. Non stiamo parlando di 100 persone che ti seguono, ma bensì tutti i tifosi della Juventus - che sono tantissimi - e anche tifosi di altre squadre, oltre a giornalisti e quant'altro. Soprattutto il secondo giorno ebbi un 'crollo' dovuto a questa pressione, ma poi mi abituai e la seppi gestire davvero egregiamente".

Hai mai pensato di arrenderti? Cosa ti ha spinto ad andare avanti chilometro dopo chilometro?

"Si, uno degli ultimi giorni mi alzai con dei dolori lancinanti, credetti di dover mollare. Con il supporto della mia famiglia e dei miei amici trovai le forze in quel momento difficile e continuai la mia #RoadToBerlin. Il fatto che la Juventus mi aveva regalato un sogno, che la gente continuava a scrivermi messaggi d'affetto e supporto mi diede la spinta per andare avanti giorno dopo giorno. 'Non devi mollare' ripetevo a me stesso. E così completai l'impresa arrivando con mezza giornata di ritardo (l'arrivo era previsto alla sera del 4 giugno, arrivai invece alle 14 del 5 giugno), ma pur sempre arrivando".

La rifaresti anche domani mattina?

"La risposta che vi darò ora è la stessa che diedi quando al telefono mi parlarono del progetto e mi chiesero: 'Te la senti di...?' ASSOLUTAMENTE SI!"

Hai conosciuto campioni importanti che hanno fatto parte del passato della Juve, ma anche campioni attuali e futuri come Caceres e Dybala. Cosa ci puoi dire di loro?

"Posso confermare quello che si vede dall'esterno: la Juventus non è una semplice squadra di calcio, è una famiglia. I giocatori si sentono colonne portanti di un progetto e non sono compagni di squadra, ma amici. C'è davvero un clima stupendo tra vecchie glorie e campioni attuali. E' questo che fa la differenza tra la Juventus e le altre squadre".

Hai vissuto un bellissimo sogno e ti sei ritrovato con gli occhi addosso di tantissime tv e persone. Te lo aspettavi?

"Quando intrapresi il viaggio avrei immaginato che qualcuno si interessasse a me, perchè comunque sia la Juventus ha tantissimi tifosi e i suoi profili sui social network sono seguitissimi. Però non credevo di avere così tanto 'successo'. Arrivare a Berlino e sentire che i tifosi ti chiamano perchè vogliono una foto con te è un qualcosa di incredibile. Non mi sarei nemmeno aspettato di dover rilasciare più interviste in inglese che in italiano e penso che questo la dica lunga sull'impatto che la mia storia ha avuto a livello europeo e non solo (le persone mi scrivevano da ogni parte del Mondo)".

Hai percorso questo viaggio con una preparazione da vero atleta, ma secondo te possono affrontare tutti questo cammino? (Intendo persone non preparate atleticamente e non allenate come il sottoscritto).

"Non avevo nessun tipo di preparazione specifica. Semplicemente sono stato fortunato ad aver sempre fatto sport, fin da piccolissimo. Questo mi ha permesso di essere più pronto e idoneo di chi magari non pratica sport. Vi assicuro che fare tutti quei km in bici ed a piedi è tremendo. All'inizio cominciai a sentire la stanchezza verso sera, poi al pomeriggio. Quando però ti svegli alla mattina ed invece di sentire le gambe riposate le senti doloranti, beh capisci che sei davvero arrivato al limite ringrazi il cielo per tutte le volte che hai sudato e faticato nella tua vita e che ti hanno permesso di provare questa sensazione verso gli ultimi giorni e non all'inizio. Penso che non sia una cosa che tutti possano affrontare, bisogna essere degli sportivi come me per intraprendere, ma soprattutto portare a termine, un'impresa del genere. Poi per amore verso la Juventus e con tanta forza di volontà nulla è impossibile".

Da tifoso bianconero cosa ne pensi del mercato che la società sta attuando? Dei nuovi acquisti chi ti piace?

"Da tifoso mi ritengo soddisfatto. Abbiamo già ufficializzato giocatori importanti come Khedira, Dybala, Mandzukic e il riscatto di Pereyra, senza contare che abbiamo davvero tanti giovani in giro per l'Italia e non solo; penso a Berardi e Zaza, per esempio. Mi piace tanto l'ex attaccante del Palermo, secondo me è davvero forte. L'ho visto abbastanza tranquillo a Berlino, ma allo stesso tempo davvero tranquillo e concentrato. Credo farà davvero bene, così come Sami e Mario. Mi dispiace per gli addii di Tevez e Pirlo, che ormai sembrano cosa fatta, però sono dell'opinione che è meglio andar via piuttosto che restare senza motivazioni. Sono convinto che arriverà qualcun altro alla corte di Allegri e che la prossima annata ci vedrà, ancora una volta, protagonisti".