ESCLUSIVA TJ - Moro su Pirlo e Baronio: "Il professor Andrea, un orgoglio vederlo con Roberto alla Juve. Modulo? Si presenterà con il 4-3-3..."

ESCLUSIVA TJ - Moro su Pirlo e Baronio: "Il professor Andrea, un orgoglio vederlo con Roberto alla Juve. Modulo? Si presenterà con il 4-3-3..."TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 25 agosto 2020, 13:30Primo piano
di Mirko Di Natale

Il 23 aprile e il 21 maggio dello stesso anno, il 1995, due scalmanati giovincelli mettevano piede per la prima volta in Serie A. La maglia era la stessa, la squadra anche, così come lo è di nuovo a distanza di venticinque anni. In quel lasso di tempo, per Roberto Baronio ed Andrea Pirlo ne è passata di acqua sotto ai ponti. Di nuovo loro, questa volta alla Juventus, che sperano di incantare così come avevano fatto a Reggio Calabria e in nazionale U21. La nostra redazione ha contattato, telefonicamente, l'allenatore che fece esordire tra i grandi il neo mister dei bianconeri, Adelio Moro, per parlare approfonditamente del "Maestro" e non solo:

Mister, se le dico Andrea Pirlo chi le viene in mente?

"La memoria va subito a quel giorno di metà maggio, Andrea aveva compiuto 16 anni da un paio di giorni. Era proprio piccolino, ma avevamo già intravisto le sue grandi qualità. Io e Mircea ci siamo subito innamorati di lui, arrivava dal settore giovanile e senza indugi decidemmo di portare sia lui che Baronio tra i grandi. Lucescu organizzava sempre delle amichevoli contro le squadre dell'est, specialmente nel periodo invernale dove i loro campionati erano fermi, quello era il momento opportuno per provare i nuovi talenti".

E giocava molto in avanti, a dispetto della grande carriera che ha fatto come regista.

"Noi lo vedevamo come mezz'ala/trequartista, lui giocava in questo tipo di ruolo ed era molto portato per il gioco offensivo. Ricordo la sua bravura nel servire con passaggi filtranti gli attaccanti, poi sapeva accelerare nel dribbling e riusciva a scagliare con forza quelle conclusioni con entrambi i piedi".

Era già così bravo come poi il mondo lo ha conosciuto?

"Andrea, sotto l'aspetto tecnico, era già straordinario, in ogni zona di campo già inventava calcio. Sia nel breve che nel lungo, non aveva nessuna difficoltà e tutto usciva fuori in maniera naturale. A distanza di anni mi chiedo ancora dove abbia imparato tutto questo (sorride ndr). Secondo me, però, quegli anni trascorsi a Brescia sono serviti moltissimo a lui come base in modo, così, da spiccare poi definitivamente il volo".

Prima accennava a Baronio: a Torino lavorerà nuovamente insieme ad Andrea.

"Per me è un grande orgoglio vederli alla Juve, specialmente per noi che li abbiamo cresciuto. Su Pirlo non ho mai avuto dubbi sul tipo di carriera che avrebbe intrapreso, ha un po' fatto fatica all'inizio ma una volta che ha trovato la posizione è riuscito ad esprimere tutte le sue qualità. Per Baronio, invece, credevo facesse una carriera diversa, anche se comunque è riuscito a raggiungere la Serie A dove ha giocato in squadre importanti".

In che modo, da collaboratore tecnico, lo potrà aiutare?

"Roberto è sempre stato un ragazzo intelligente e di personalità, è in grado di prendere decisioni. Lui arriva dall'esperienza di due anni con il Napoli, ma in precedenza era già stato con la nazionale. Penso sarà in grado di aiutarlo nel migliore dei modi".

Tornando a Pirlo, che cosa si aspetta da lui? Che tipo di allenatore sarà?

"Andrea Pirlo può fare tutto quello che vuole, è stato un maestro come giocatore e adesso potrà diventare un professore come allenatore. Lui insegna calcio, l'importante è che saprà trasmettere il suo pensiero ai grandi campioni che compongono la Juventus. A mio parere, ha la capacità di renderli ancor più eccezionali".

C'è un aneddoto che può raccontare con protagonisti lui e Baronio?

"Onestamente non ci sono aneddoti, ci piaceva vederli giocare. Quello sì. Pirlo era un ragazzino molto timido, ma ora dal punto di vista comunicativo è molto migliorato. Ora è un uomo sicuro di sé, dei suoi pensieri, metterà a servizio di questo mestiere tutta l'esperienza che ha maturato in campo. Non credo avrà difficoltà come allenatore".

Con quale modulo, secondo lei, si presenterà alla Juventus?

"Credo il 4-3-3, questo è ciò che penso in base a quel che sentivo esprimergli quando faceva l'opinionista e si confrontava con personaggi di livello. Prima, però, dovrà capire che tipo di materiale avrà a disposizione, così da valutare bene i grandi campioni a disposizione".

Per chi ha parlato di un rischio e di un azzardo, che tipo di consiglio potrà dare ad Andrea?

"La Juve, sicuramente, ha avuto coraggio, ma non credo sia un rischio. La decisione è stata ponderata, conoscono bene Andrea e hanno deciso di dare fiducia alle sue idee. Ci sarà solo da aspettare un pochino, nessuno nasce con la bacchetta magica. Ci vorrà solo pazienza. Consiglio? Ormai sa tutto del calcio, che consiglio gli potrei mai dare (sorride ndr). Dovrà innanzitutto saper gestir bene i momenti, ci saranno vittorie ma anche delle sconfitte. Ad Andrea auguro di trovare i giusti equilibri".

Si ringrazia Adelio Moro per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.