ESCLUSIVA TJ - Mattia Del Favero (Piacenza): "Juve, scusa ma ti elimino. Valore U23 indiscutibile, c'è più agonismo. Szczesny? Vi spiego l'eredità di Buffon. E su CR7..."
"Sarò emozionatissimo, come potrei non esserlo. Non si dimenticano così sei anni, sono cresciuto nella Juventus e conservo dei bellissimi ricordi legati a quei compagni cresciuti con me che ritroverò domani come avversari. Sarà una sensazione sicuramente strana, ma molto bella". E' il racconto nostalgico del portiere del Piacenza, in prestito dalla Juventus, Mattia Del Favero che domani si troverà per la prima volta ad affrontare proprio i bianconeri. Ai microfoni di TuttoJuve, in esclusiva, il portiere toscano analizza i temi riguardanti il match e non solo:
Immagino che, una volta entrato in campo, rivivrai un film in cui i tuoi ricordi scorreranno fino ad arrivare al professionismo vissuto per la prima volta lo scorso anno.
"Sicuramente, ma questa è una cosa che mi succede spesso. Sarà estremizzata domani sera, come dicevo vedere quegli amici con cui ho vissuto sei anni intensi mi faranno rivivere tutti quei bei ricordi".
Al di là dei ricordi, la tua Juventus non sta vivendo un bellissimo periodo e anche nel match di Olbia ha faticato e non poco. Che partita ti aspetti?
"Avendo vissuto quell'ambiente, sono in grado che ci sia un'alternanza di belle e cattive partite. Tutti conosciamo il valore della squadra che è indiscutibile, sicuramente sarà un match molto tosto perché arrivati ai quarti di finali la Coppa Italia diventa importante sia per noi che per loro. Ci sarà un alto valore tecnico da ambedue le parti, entrambi i contendenti vorranno far bene".
Chi è la favorita a superare il turno?
"In una partita secca difficilmente c'è una favorita, le due squadre se la giocheranno alla pari e vincerà chi sarà più abile a capitalizzare le occasioni create".
Se mi dovessi fare un nome di chi temi di più dei tuoi avversari, che nome faresti?
"Sinceramente potrei fare qualsiasi nome dal centrocampo in avanti, ma non farò nomi per scaramanzia. Proverò a metterli in difficoltà anche io, ci proverò (sorride ndr)".
Lo scorso anno hai collezionato 23 presenze con l'U23, come è andato il tuo primo anno tra i professionisti?
"Penso che una seconda squadra possieda più difficoltà a mantenere un ritmo costante rispetto ad una prima formazione, perché la qualità viene espressa meno nei campi più difficili come poteva esser quello di Olbia. Per questo, credo che la Serie C tenda ad esaltar meno la grande tecnica posseduta da club importanti come quello Under 23. Lo scorso anno, infatti, ci è mancata un po' di esperienza e cattiveria, ma ricordo partite giocate molto bene. Gli alti e bassi erano prevedibili, ma il ricordo resta pur sempre positivo".
Forse hai notato questi aspetti perché il Piacenza, rispetto alla formazione Under 23, ha giocatori più d'esperienza e più strutturati.
"Sì, infatti oggi affronto più facilmente questo discorso rispetto al passato. Lo scorso anno dissi che c'era differenza tra noi e le squadre di C: loro, per ottenere qualcosa, sputavano sangue e mostravano quell'agonismo che invece mancava nei giocatori più giovani. Questo è un aspetto che però puoi superare, soprattutto grazie all'esperienza che si accumula partita dopo partita. E quando l'agonismo comincerà a manifestarsi e a mostrarsi come credo, allora sì che inizieranno ad esser problemi per gli altri".
Quindi, visti da fuori, i tuoi ex compagni ora hanno un pochino più di agonismo rispetto al recente passato?
"L'agonismo è migliore rispetto all'anno scorso, lo dico per un discorso di crescita e non per mortificare i miei ex compagni oppure per esaltare quelli che ci sono ora. Lo scorso anno non è mancato sempre, pian piano con gli anni arriverà ad esser perfetto sotto questo punto di vista".
Lo scorso anno hai avuto la fortuna di poterti allenare con i grandi campioni bianconeri, uno tra tutti CR7. Come è stata la tua esperienza?
"E' stato bellissimo, fin da quando ero più piccolo andavo ad allenarmi con loro e c'era sempre un certo imbarazzo. E c'era anche un po' di diffidenza a vedere certe facce, perché sembravano dei calciatori inarrivabili e invece erano li accanto a me. Sono emozioni che non potrò mai dimenticare, ho visto campioni come Ronaldo che hanno fatto e continueranno a fare la storia del calcio mondiale".
Ti citavo CR7: lo pensavi diverso visto da fuori?
"Lo pensavo diverso, soprattutto perché lo vedevo in tv e mai avrei immaginato di allenarmi insieme a lui, Resti un po' sulle nuvole: vedi quell'essere umano, che non sembra tale, far cose allucinanti e tu sei lì ad inventarti qualcosa per parargli un tiro o leggergli qualche giocata. Fantastico".
Ma immagino osservavi molto i portieri, Buffon non era presente lo scorso anno ma lo avevi già conosciuto.
"Sia lui che Szczesny sono due persone che mi hanno dato tantissimo. Gigi cerca sempre di dare il consiglio giusto senza utilizzare parole inutile, mentre con Wojciech ho trascorso più tempo e di conseguenza ho avuto la fortuna di poter stringere un rapporto più stretto. Era una risata continua che scioglieva anche i momenti più difficili e delicati".
Quando Buffon ha indicato il nome di Szczesny alla società in qualità di suo erede, un po' tutti nel mondo bianconero hanno storto il naso perché non lo si riteneva in grado di sostituire al meglio una leggenda come lui. Ad allenarti con lui, hai mai pensato almeno per una volta se fosse il vero erede di Gigi?
"Sinceramente ci ho pensato spesso, fino a quando non ho iniziato ad allenarmi con loro. Szczesny può seguire le orme di Buffon alla Juventus ed è sulla strada giusta attualmente, credo che tutti si stiano rendendo conto delle sue grandi qualità e anche i più scettici ormai sono convinti di questo. La Juventus non fa mai le cose a caso, c'era un motivo dietro e questo lo si vede tutt'ora".
Che cosa ne pensi della Juventus? Ieri abbiamo conosciuto la sua avversaria agli ottavi.
"Credo sia stato un sorteggio favorevole, in questa Champions la Juve ha pochi rivali e può arrivare fino in fondo se affronta con la giusta mentalità le partite che restano da giocare. Mi piacerebbe ci togliessimo questo sfizio, questa coppa manca ormai da parecchi anni. La Champions può esser vissuta come un'ossessione dai tifosi, ma non è questo un sentimento che condiziona chi scende in campo con questa maglia".
E qualche settimana fa in una intervista, hai dichiarato che vorresti vincere la Champions con la Juve. Dunque credi potrà esser realistico il tuo ritorno a Torino?
"Ad oggi, non ritengo reale un mio ritorno a Torino. Sono qui e voglio far bene con questa maglia, poi ci penserò. Ciò che ho dichiarato è il sogno di ogni ragazzo che ha un pallone in mano, se dovesse succedere una cosa del genere sarò, sicuramente, l'uomo più felice al mondo".
Infine, ritornando a Piacenza-Juventus: se dovesse esser il titolo di un film.
"Juve, scusa ma ti elimino (sorride ndr). Ma potrebbe esser anche una canzone: i migliori anni della nostra vita. Che probabilmente sarà la colonna sonora di quei bellissimi ricordi".
Si ringraziano Mattia Del Favero e l'addetto stampa del Piacenza Calcio, Roberto Gregori, per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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