ESCLUSIVA TJ - Massimo Rastelli: "Per la Juve sfida delicata, Cagliari sul pezzo e più abituato al 4-3-1-2. Kulusevski? Siamo di fronte ad un grande campione"
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex allenatore del Cagliari attualmente svincolato dopo l'esperienza con la Cremonese, Massimo Rastelli, per avere un punto di vista migliore sulla squadra sarda e non solo:
A tuo parere, il Cagliari quest'anno può avere davvero una chance di fare risultato allo Stadium?
"Credo di sì, ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. E non fai tutti quei risultati positivi così per caso. Le ultime due sconfitte sono state immeritate, ma il Cagliari è sul pezzo. La Juve dovrà stare molto attenta, ripartire dopo le vacanze è sempre un'incognita. Sarà una sfida molto delicata per i bianconeri".
Juventus e Cagliari hanno perso la loro ultima partita del 2019, però quelli che ne sono usciti peggio sono stati sicuramente i bianconeri.
"Le due gare con la Lazio hanno dimostrato che se la Juve non gioca al massimo delle proprie possibilità non porta a casa la vittoria. Specialmente quando ti trovi di fronte squadre attrezzate come quella di Inzaghi. Sicuramente i bianconeri, nel girone di ritorno, dovranno accelerare il loro passo se vorranno tenere alle proprie spalle una squadra importante come quella dell'Inter".
Sarri e Maran, a livello di schieramento, hanno due concetti molto simili ma ciò che emerge dall'esterno è che le mezze ali sarde riescono ad essere più incisive di quelle bianconere nel corso della partita. Sei d'accordo con questa affermazione?
"Il Cagliari è ormai diversi anni che utilizza sempre lo stesso modulo, anche con me si giocava in questo modo. Nel 4-3-1-2 sono importanti le ali, ma anche la spinta dei terzini. Il centrocampo è il reparto più forte della squadra di Maran, perché ci sono giocatori bravi a saltare l'uomo, a buttarsi dentro in area di rigore e sono molto bravi anche a far gol. La partita, a mio avviso, si giocherà lì".
Con Bentancur squalificato tre turni, Sarri utilizzerà molto i due francesi Rabiot e Matuidi nel ruolo di mezze ali. Ma sono i due giocatori più adatti per interpretare quello schema?
"Matuidi possiede quelle caratteristiche, è un giocatore che si sacrifica tantissimo e copre molto bene il campo. In più è abile a ricoprire con la stessa bravura sia la fase difensiva che quella offensiva. Diciamo che riesce sempre a portare a casa la sufficienza. Rabiot, invece, è un po' più d'attacco e gli piace molto avere la palla al piede. Ha più tecnica e qualità del suo connazionale. Ma l'ultima decisione, come sempre, spetta all'allenatore".
In carriera, hai affrontato il mister bianconero quando eri alla guida del Cagliari e dell'Avellino. Il Napoli e l'Empoli, però, erano due squadre che si esprimevano in maniera differente rispetto all'attuale Juventus. Quale è il pensiero a riguardo?
"Penso che le differenze apportate a Napoli e ad Empoli, rispetto all'avventura al Chelsea e a quella attuale in bianconero, non si sono ancora viste in maniera del tutto completa. La Juve non gioca ancora come vorrebbe Sarri. Ci vuole ancora un po' di tempo per permettere ai campioni di assimilare certe idee, ecco perché vediamo solo alcuni sprazzi di tutto questo durante la partita".
Ma per un allenatore, quanto è difficile far giocare insieme tre attaccanti del calibro di Dybala-Higuain-Ronaldo?
"Se tutti si sacrificano, non esiste alcun problema. Però deve esserci l'interesse da parte di tutti, perché il bene della squadra è più importante di quello individuale. E' l'allenatore che, vedendoli ogni giorno, capisce il momento e soprattutto se questo tridente può portare un grande beneficio al club".
La Juve ha annunciato ieri l'arrivo di Dejan Kulusevski, che rimarrà ancora sei mesi in Emilia. Mentre sul fronte centrocampo potrebbe uscire Emre Can, corteggiato da diverse squadre europee. Credi che il giocatore giusto per rimpiazzarlo sia proprio Paredes?
"Prima di rispondere alla domanda, mi piacerebbe poter dire il mio pensiero riguardo a Kulusevski. E' veramente una grande promessa. Un mesetto fa sono stato a Parma per vedere qualche allenamento, ho visto un ragazzo di grande qualità ma ciò che più mi ha colpito è la sua umiltà. A nemmeno vent'anni di età, non sbaglia mai la scelta della giocata ed è sempre stato decisivo per i suoi compagni. Qui siamo di fronte ad un vero campione. Era dai tempi di Paul Pogba che non vedevo un talento così d'impatto in Serie A. Paredes? I dirigenti bianconeri sono di altissimo livello e sono sicuro che sapranno bene quale è la decisione migliore da prendere in questo momento".
Si ringrazia Massimo Rastelli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
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