ESCLUSIVA TJ - Marcel Büchel: "Juve non subirà contraccolpo, vincerà 2-1 a Bologna. Nella mia squadra mancava personalità. Su Buffon, Del Piero e Conte..."

ESCLUSIVA TJ - Marcel Büchel: "Juve non subirà contraccolpo, vincerà 2-1 a Bologna. Nella mia squadra mancava personalità. Su Buffon, Del Piero e Conte..."TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 20 giugno 2020, 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il doppio ex della sfida di campionato Bologna-Juventus ed attuale calciatore della Juve Stabia, Marcel Büchel, per parlare del match e non solo:

La Juventus si rituffa in campionato dopo la cocente sconfitta di Coppa Italia. Che partita ti aspetti?

"Sarà una partita molto bella tra due squadre che mi sono rimaste nel cuore, la Juventus arriva da due match ufficiali già sulle gambe e sarà carichissima nonostante la sconfitta in finale di Coppa Italia. Non credo che tutto questo inciderà, scenderà in campo e giocherà come sempre. Il risultato è aperto nel senso che può succedere di tutto, ma i bianconeri partono sempre con i favori del pronostico".

Quindi non vedi ripercussioni in campionato?

"No, la Juve è sempre pronta. Anche se poi non gioca un bellissimo calcio, riesce comunque ad ottenere ottimi risultati. Mi è dispiaciuto molto per Gigi (Buffon ndr), si vedeva che voleva vincere la sesta Coppa Italia. Per me la squadra vuole riprendere a vincere come aveva fatto nell'ultimo match prima dell'interruzione".

Come vedi il Bologna?

"Stava raccogliendo dei buoni risultati, sicuramente vorranno fare molto bene con la Juve. Seguo molto volentieri il Bologna per mister Mihajlovic, ma poi penso che la società come struttura sia subito alle spalle delle big. Ho giocato una stagione in Emilia e ricordo bene l'affetto e il calore dei tifosi, adesso è ancor più stupendo perché c'è molta positività attorno al tecnico e ai calciatori".

Era un Bologna differente quello in cui hai giocato, esattamente come è accaduto alla Juventus. 

"Sì, è vero. Quando ho giocato nella Primavera bianconera, spesso sono stato aggregato alla prima squadra e ricordo che a livello di risultati non era andata bene. Per fortuna, poi, è stato l'ultimo anno peggiore prima dei successi arrivati in seguito con Conte. Erano andati via diversi giocatori come Felipe Melo, Sissoko, Grygera, Amauri e sono arrivati campioni di spessore come Pirlo, Vucinic, Lichtsteiner e dopo ancora Pogba. A questi aggiungiamo i fenomeni che già c'erano con me: Del Piero, Buffon, Chiellini, Bonucci e Barzagli".

Quanto finirà? Quale è il tuo pronostico?

"Secondo me finirà 2-1 per la Juve"

Che ricordi hai di quelle due presenze con la maglia bianconera?

"Ricordo la grande attesa da parte mia, allenandomi spesso con loro avevo cullato questo desiderio. E mister Delneri mi aveva fatto capire che poteva esserci questa possibilità. Ho giocato due match in Europa League: col Salisburgo era andata bene, ma se Del Piero avesse passato quel pallone (sorride ndr). Mi viene ancora la pelle d'oca a ripensarci, Alex era stato uno dei miei idoli e trovarmi accanto a lui nello spogliatoio era fantastico".

Avere un rimpianto del genere non è un avvenimento che accade tutti i giorni.

"No, anche perché il mister mi aveva schierato come esterno che non era il mio ruolo. Ma l'importante era essere in campo. Ricordo che Alex aveva avviato un contropiede ed io ero tutto solo. Se me l'avesse passata (sorride ndr), ma purtroppo non mi aveva visto. Pazienza. Però ho giocato anche col City, lì era finita 1-1. Spesso ne parlo ancora con Giannetti del suo gol".

Che cosa hai più imparato nel tempo che hai trascorso insieme a tutti quei campioni?

"Da loro ho appreso tantissimo, dal fatto che arrivassero sempre prima agli allenamenti all'attenzione maniacale dei dettagli. Era impressionante la qualità che mettevano, tra l'altro cercavano tutti di migliorare quei pochi punti deboli che avevano. Ricordo bene come Del Piero, che in quel periodo si gestiva molto, non sbagliasse un tiro. Fenomeno. Anche con Conte e con Allegri sono andato in ritiro e ho vissuto quella realtà, è nata una bella amicizia con qualche compagno. La tournée in America è stata davvero bellissima".

Il compagno che ricordi maggiormente?

"Alex Manninger, avevamo legato perché è mio connazionale. Mi chiedeva spesso se volevo andare a pescare con lui".

Quando sei ritornato ad allenarti nella Juve di Conte ed Allegri, che differenze avevi notato rispetto alla prima volta?

"Era una squadra piena di campioni, decisamente più matura della precedente. Con Conte ti allenavi a tremila all'ora, corri alla mattina senza mai fermarti e nel pomeriggio comunque è pesante. Se sbagli qualche pallone, arriva alle tue spalle ed urla. Tira fuori tutto quello che hai dentro. E' pazzesco. Ricordo bene come, una volta, ho fatto fatica a scender le scale per andare a mangiare. Le gambe non me le sentivo più. Nella mia Juve mancava un po' di personalità, specialmente quando c'erano giocatori come Felipe Melo difficili da contenere. L'anno dopo, invece, è stato totalmente differente. Anche Giorgio ne ha parlato nel suo libro, ma è difficile da giudicare tutta questa vicenda".

Prima hai citato Buffon e il tuo dispiacere nel vederlo perdere la finale.

"Sì, poi con Gigi ho un rapporto molto differente. Ricordo quella volta che con la mia nazionale avevamo affrontato l'Italia, non nascondo che per me era una partita speciale perché un po' mi sento italiano. Con lui, anche in allenamento, ridevamo e scherzavamo sempre. Al termine della partita è venuto a chiedermi la maglia, quasi non ci credevo (ride ndr). Qualche attimo prima mi ero avvicinato scherzando sul fatto che non avesse la manica lunga, faceva molto freddo. Gigi è un collezionista di maglie, forse giocando di rado contro il Liechtenstein la considerava molto pregiata".

Adesso comunque giochi sempre in una squadra che si chiama Juve. Che cosa puoi raccontare della tua esperienza a Castellammare?

"Mi trovo molto bene, è una città che respira calcio. Qui sono davvero matti per questo sport, l'ambiente è molto particolare. La squadra è molto giovane, il mister è bravo e ci sono tutti i presupposti per far bene. Sono in grado di poter dare di più, per questo voglio offrire tutto il mio aiuto possibile. Sono in scadenza di contratto, ho firmato solo per i mesi finali di campionato".

Avevi fatto un provino per la Roma qualche mese prima di unirti alla Juve Stabia.

"Sì, prima avevo rescisso ad Empoli per via di qualche problematica. Volevo trasferirmi in Germania ma questo buon proposito è sfumato, così sono rimasto senza squadra. Prima della fine dell'anno, è arrivata la chiamata di Petrachi in cui mi diceva che alla Roma c'erano molti infortunati e volevano farmi un provino. C'era anche un ragazzo inglese, Jack Rodwell. Purtroppo quella chiamata è arrivata in un brutto momento, non ero in forma e non sono riuscito dunque a convincerli. Ma nessun problema, ora sono felice dove sono. Speriamo di far bene in questo finale di stagione".

Si ringraziano Marcel Büchel e l'addetto stampa della Juve Stabia, Ciro Novellino, per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.