ESCLUSIVA TJ - Malesani: “Berardi e Zaza non sono ancora da Juve. Bianconeri esempio da seguire, spero vincano l’Europa League”
La stagione del Parma, prossima avversaria in campionato della Juventus, si sta rivelando particolarmente positiva. Con 47 punti, infatti, la squadra di Donadoni è in piena zona Europa League, e riporta alla mente la stagione 1998-1999, quando i ducali vinsero la Coppa Uefa. La nostra redazione ha contattato in esclusiva il tecnico di quel Parma, Alberto Malesani, il quale ha parlato, per la prima volta dopo l’esonero dal Sassuolo, dell’esperienza vissuta sulla panchina emiliana.
“Fu un grande anno, perché vincemmo la Coppa Uefa e la Coppa Italia e fino a 7 giornate dalla fine eravamo anche in corsa per lo scudetto. Alla fine andammo anche in Champions League e la squadra era terza dal punto di vista del ranking mondiale. Diciamo che il Parma attuale non è ancora a livello di quello del 1998, però posso dire, avendolo affrontato ultimamente con il Sassuolo, che è una compagine importante, composta dal giusto mix tra giocatori esperti e giovani. Donadoni ha lavorato molto bene, ha dato alla squadra un’identità ben precisa e mi piace molto”.
In cosa individua la forza di questo Parma?
“Ha giocatori molto esperti e qualche giovane interessante, ma soprattutto, e lo si vede analizzando l’età media dei calciatori, dispone di uomini molto esperti, che hanno giocato anche in grandi squadre e che in questo momento sono al massimo della forma. Direi, quindi, che è una squadra molto pericolosa da affrontare”.
Anche la Juventus, dal canto suo, sta facendo però un grandissimo campionato. Come vede la gara contro i ducali?
“La Juventus è una squadra straordinaria e in campionato è diventata quasi imbattibile, perché una voglia e una determinazione incredibili, caratteristiche proprie del suo allenatore. E’ raro vedere una squadra sempre affamata come la Juve. Mi auguro solo che i bianconeri vincano l’Europa League, perché sarebbe il giusto compimento del programma iniziato con Conte”.
L’obiettivo dei bianconeri per il prossimo anno è sicuramente quello di fare meglio in Champions League. Cosa manca secondo lei alla squadra di Conte per essere più competitiva?
“Credo ci voglia solo tanta pazienza. Nel mondo del calcio, ormai, non si sa aspettare, si ha sempre fretta, ma questi risultati arrivano con il passare degli anni, non bisogna avere fretta. Con Conte è iniziato un ciclo nuovo e bisogna riprovare il prossimo anno, tutto qui. Non c’è niente da stravolgere secondo me, alla Juve manca poco per sfondare anche in Champions League”.
Da ex allenatore del Sassuolo, squadra piena di talenti di proprietà della Juventus, come giudica il lavoro dei bianconeri con i giovani?
“Innanzitutto la Juventus lavora bene in prima squadra, perché Conte è un allenatore che non ha paura di dare fiducia ai giovani, cosa che in Italia è più unica che rara. Oltre a questo, c’è il grande lavoro della società con il settore giovanile. I bianconeri infatti sfornano sempre piccoli campioni, che mandano a fare esperienza altrove, per poi riportare a Torino. Direi che la Juventus, per i motivi suddetti più lo stadio di proprietà, sia da esempio per le altre squadre italiane”.
Crede che i giovani della Juventus da lei allenati al Sassuolo siano già pronti per la maglia bianconera?
“Credo che debbano ancora maturare per passare in pianta stabile alla Juventus. Sono tutti interessanti e bravi, ma c’è ancor da lavorarci sopra, prima che possano essere da Juve”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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