ESCLUSIVA TJ - Juan Esnáider: "Juve, ho preso la decisione sbagliata. Con l'Atlético vincerà. Sarri? Mi piace il suo gioco, con Allegri mi divertivo. Su CR7 e la Serie A..."
Un biglietto da visita forse troppo ingombrante non gli ha permesso di lasciare il segno a Torino. L'allora direttore generale bianconero Luciano Moggi presentò Juan Eduardo Esnáider come "la prima scelta dell'attacco" del mercato invernale e investì per accaparrarsi le sue gesta ben 12 miliardi di lire dall'Espanyol. Che in Euro sono circa 6 milioni, ma il valore economico era totalmente differente da quello attuale. "El Loco", soprannome guadagnato anni addietro, non riuscì mai a mettersi in mostra e terminò la sfortunata stagione - ricordata da tutti per la pioggia di Perugia - senza nemmeno un gol all'attivo in campionato. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare del match con l'Atlético e non solo:
Abbiamo un po' perso le tue tracce. Ci puoi raccontare che cosa fai attualmente?
"Ho allenato per due anni in Giappone, la squadra era il Jef United ed è stata un'ottima esperienza. Attualmente, mi sto preparando per la prossima sfida con la speranza che sia molto bella".
Sei stato molto poco in Italia, ma quale è la tua opinione sulla nostra Serie A?E ti piacerebbe essere un allenatore qui nel nostro paese?
"Sì, la sto seguendo. La Juventus, ormai da molti anni, è la migliore squadra d'Italia ed è attualmente ancora la più forte, ma ci sono squadre che stanno cercando di render più competitivo il campionato compresa l'Inter del mio ex compagno di squadra Antonio Conte. Penso che esprima un buon calcio e lotterà per il titolo fino alla fine".
Ti piacerebbe lavorare nel nostro paese?
"Certo, mi piacerebbe davvero tanto. Mi piace la passione con cui l'Italia vive il calcio, c'è grande organizzazione nelle squadre, molta tattica e soprattutto i giocatori italiani sono sempre molto bravi. Riassumendo, mi identifico molto con questi aspetti".
Da doppio ex, che partita ti aspetti tra Juventus e Atlético questa sera?
"Una partita interessante e molto bella. La Juventus è già qualificata, ma l'Atlético d'altra parte non può fare errori. La squadra di Simeone segna poco, per vincere a Torino dovrà essere molto più offensiva del solito. E dovrà avere una grande iniziativa per togliere la palla all'avversario".
Quindi l'Atlético cambierà il suo modo di giocare e attaccherà all'arma bianca allo Stadium?
"No, non penso cambierà il suo modo di giocare. Penso che l'Atléti farà una partita d'attesa e cercherà gli spazi lasciati dalla Juventus in difesa. I bianconeri, dal mio punto di vista, questa sera avranno il dominio del gioco".
Quest'anno, l'Atlético non sembra avere il carattere e la determinazione che siamo abituati a vedere nelle squadre di Simeone. Secondo te sente la mancanza di campioni del calibro di Griezmann e Godin non del tutto sostituiti?
"È logico sentirne la mancanza, erano pezzi molto importanti all'interno della squadra e ne rappresentavano la vecchia guardia. Ma aspetterei a parlare ancora, l'Atlético in estate ha acquistato degli ottimi giocatori e sono sicuro che daranno soddisfazione nel corso della stagione".
Risposta secca: Juventus o Atlético?
"Per me vincerà la Juventus".
Ti piace la "Vecchia Signora"? E cosa pensi di Sarri e del suo gioco?
"Adoro tantissimo la Juventus, mi ero divertito molto negli anni di Allegri ed ero presente a Berlino nella finale persa con il Barcellona. Ero molto triste per il risultato finale, credevo potesse conquistare la Champions e invece non è riuscita nell'impresa. Mi piace molto la proposta di Sarri e la sua idea di calcio offensivo, ma ha bisogno ancora di un po' di tempo per rafforzare questo concetto nella squadra".
A Berlino come a Cardiff del resto è arrivata distante soltanto pochissimi metri da quel trofeo che sembra non arrivare mai. Domandona da un milione di pesos: vincerà quest'anno la Champions?
"Per me, la Juventus possiede la squadra per vincere. Però il torneo non è composto da molti incontri, le sfide ad eliminazioni diretta sono sempre molto difficili e non sai mai chi incontrerai. Ci sono molte varianti da calcolare per poter vincere questo trofeo. Detto ciò, io auguro davvero di cuore a questo club di trionfare, se lo meriterebbe".
A tuo parere, i bianconeri possiedono il miglior attacco del mondo?
"L'attacco è davvero al top, ma nella Juventus è presente il miglior goleador del momento e degli ultimi dieci anni: Cristiano Ronaldo. Basta citare lui per far capire il mio punto di vista (sorride ndr)".
Passiamo al tasto più dolente, i tuoi ricordi alla Juventus. Che ricordi conservi di questa esperienza?
"La mia esperienza alla Juventus è stata straordinaria, pur non avendo giocato come volevo mi sono divertito moltissimo. Ho giocato con grandi campioni e ho appreso tanto dalla grande organizzazione del club. Sono passati decenni e mi sento ancora soddisfatto, posso affermare tranquilamente di aver fatto parte di uno straordinario gruppo umano. E non è scontato: ho imparato molte lezioni per la mia carriera da allenatore".
Sicuramente non ti sei pentito della scelta fatta a livello umano, ma puoi dire lo stesso per quanto riguarda il campo? La tua resa con questa maglia, purtroppo, non ha soddisfatto le aspettative della società e dei tifosi.
"Non mi pento di essere andato alla Juventus. Anzi: mi pento di essermene andato via così presto. Volevo giocare il mondiale nippo-coreano con la mia nazionale e pensavo che andare a giocare in Argentina sarebbe stato il modo migliore per farmi convocare da Bielsa. I bianconeri però mi consigliarono di restare in Europa, ma pensai diversamente e rinunciai ai due anni di contratto che avevo. Presi la decisione sbagliata".
Si ringrazia Juan Eduardo Esnáider per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione dimostrata in questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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