ESCLUSIVA TJ - Jocelyn Blanchard: "La Juve ha mantenuto valori del '98, Lukaku aiuta a vincere la Champions. Rabiot? Farà bene. E sulla mia esperienza..."
Nella Juventus di Zinedine Zidane di fine anni '90 si affacciava un giovane rampante che aveva pienamente convinto a Metz. Luciano Moggi, per portare Jocelyn Blanchard alla corte di Marcello Lippi, sborsò una cifra pari a 7 miliardi e pensó di aver fatto un vero l'affare. Ma il campo non gli diede ragione. A più di 20 anni di distanza, l'ex centrocampista francese si confessa ai microfoni di TuttoJuve dove parla della sua esperienza bianconera e non solo:
Jocelyn, che cosa stai facendo ora?
"Ho smesso di giocare nel 2010, per 5 anni sono stato il direttore sportivo del Lens. Attualmente sono libero, osservo regolarmente la prima e la seconda divisione del campionato francese, la nazionale francese e anche quella belga perché mi piace molto".
Ti piacerebbe lavorare in Italia?
"Sì, l'Italia, in ambito calcistico, è una grande nazione per cui mi piacerebbe lavorare lì".
Quali ricordi hai del tuo tempo trascorso alla Juventus? Qual è stata la tua relazione con il club e con i compagni di squadra?
"Conservo dei bellissimi ricordi legati all'esperienza bianconera, a Torino ho scoperto uno sport di altissimo livello. E l'organizzazione di questa società era altrettanto di livello assoluto. Ho avuto ottimi rapporti con tutti i miei compagni di squadra".
Anche se all'inizio Marcello Lippi ti ha fatto giocare molto spesso, la tua esperienza con la Juventus non è stata positiva per le poche partite giocate nella stagione 1998/99. Perché è finita così? Forse è per il cambio di allenatore? Puoi dirci cosa è successo?
"Penso che quando arrivi alla Juventus, c'è una forma di apprendistato: devi osservare, studiare ed imparare. La Juventus è un club con una grande cultura e con una filosofia a sé stante. Il tempo di apprendimento può essere un leggermente più lungo rispetto ad altri club. Ci sono state due stagioni in una, con due allenatori diversi tra di loro. Diciamo che quando sei un nuovo giocatore in questo contesto, le difficoltà vengono raddoppiate. Il nuovo tecnico ha bisogno di mesi per scoprire le tue qualità e questo, inevitabilmente, ti fa perdere tempo. Chi subentra durante la stagione deve ottenere dei buoni risultati rapidamente e quindi si affida ai giocatori che già conosce".
Hai dei rimpianti? Se potessi cambiare qualcosa, cosa cambieresti?
"Sì, mi pento di non essere stato paziente. Lasciare da giovane la Juventus è stata una brutta decisione. Con l'esperienza di oggi avrei agito diversamente" .
Domanda secca: che cosa pensi della Juventus di oggi?
"La Juventus, oggi, ha mantenuto i suoi valori di allora, ovvero quelli che le consentono di essere la migliore squadra in Italia".
La Juve sta per prendere Lukaku, ma potrebbe vendere Dybala al Manchester United per averlo. Secondo te, è questa la decisione giusta per vincere la Champions League?
"Per vincere la Champions League ci sono molti fattori che devono essere allineati al momento giusto (nessun infortunio, nessun giocatore decisivo out per squalifica, risultati buoni). Lukaku e Dybala sono giocatori in grado di portare in alto una squadra che vuole vincere la Champions League. Solo i leader e lo staff tecnico sanno cosa è meglio per il loro club. Non possono prevedere il futuro e solo i risultati diranno se le scelte sono state giuste o sbagliate".
Il tuo connazionale Rabiot farà bene alla Juventus? I tifosi farebbero follie per un altro francese: Paul Pogba...
"Rabiot è un ottimo giocatore, ha tutte le qualità per far bene nella Juve ma per avere successo in questo club devi anche bisogno della testa e dello stato d'animo. I bianconeri sono bravi perché acquistano i giocatori giusti per il collettivo e Pogba ha già dimostrato in passato cosa è stato in grado di dare a questo club".
Si ringrazia Jocelyn Blanchard per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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